Atavico/ancestrale primigenio/primordiale, l'eternità attraverso gli astri, otto sotto un tetto povero tetto, la domestica che era rimasta piangente in un angolo, durante.
Le Confessioni di Andò non va a Cannes (neppure Bellocchio, e allora?). La storia di un monaco che piomba misteriosamente in un consiglio di amministrazione di una multinazionale e con la sua presenza fisica e umana ne sconvolge i piani. Finchè non lo rallenta il privato, naturalmente, nelle vesti di/
Andò dice che voleva Polanski, sarebbe stato perfetto. Dov'è il potere evocatorio del cinema italiano cosiddetto di punta, che non manca mai la presa sulla realtà anche se tutti la sconsiglierebbero?
Moretti che ha così buoni rapporti con Cannes e coi francesi, e che di dirigenti d'azienda se ne intende dato che quel ruolo (sempre intrecciato al privato, naturalmente) interpretò nel film Caos Calmo, in cui c'era anche Polanski ( forse è colpa di Polanski che non l'ha interpretato, ma anche di Moretti che ormai parla solo di psiche del papa), non poteva metterci una pezza?




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