IL CASO / Ex eurodeputato della Quercia, ha perso la sfida per diventare sindaco di San Giovanni in Fiore Strappo di Vattimo: voto Forza Italia
Il filosofo si schiera al ballottaggio: sinistra clientelare e arrogante, la destra è la novità
SAN GIOVANNI IN FIORE (Cosenza) - Contro la Chiesa, contro la sinistra e contro i poteri forti. E a favore di Forza Italia. Le ultime dichiarazioni di Gianni Vattimo, il filosofo che da Torino si è inerpicato tra i monti della Sila per candidarsi a sindaco di San Giovanni in Fiore, alimenta la polemica per il ballottaggio di domenica prossima. L’ex europarlamentare ds ha infatti annunciato che voterà Antonio Barile, di Forza Italia, e non Antonio Nicoletti, candidato dell’Unione. Una scelta che fa discutere, dopo che il centrosinistra non era riuscito a conquistare la maggioranza al primo turno, fermandosi al 49.5 per cento. E dopo che lo stesso filosofo aveva spiegato che il suo movimento - «La voce di Fiore» - avrebbe lasciato libertà di scelta ai suoi elettori in vista del ballottaggio. Vattimo invita a non scandalizzarsi per la dichiarazione di voto a favore di Forza Italia: «È una decisione ponderata, che il gruppo ha candidamente accettato, dopo le provocazione nate dall’articolo apparso il giorno prima delle elezioni, sull’ Unità », spiega. In un articolo dell’inviato Aldo Varano, il quotidiano diessino raccontava il caso San Giovanni in Fiore, ridimensionando le accuse della Chiesa locale a Vattimo e citando la dichiarazione di un candidato della sua lista, che ipotizzava un possibile appoggio al ballottaggio al candidato di Forza Italia. «Una vergogna nazionale quell’articolo, fatto apposta per farci perdere consensi» spiega Vattimo, che aveva già protestato con il quotidiano diretto da Furio Colombo. Ora, dopo che il voto ha attribuito l’11 per cento alla lista Vattimo, arriva la decisione di schierarsi con la destra al ballottaggio. Il filosofo non coglie nessuna contraddizione e anzi rivendica la decisione: «Quel virgolettato era falso, adiremo le vie legali. Era una provocazione fatta ad arte per farci perdere le elezioni. Mai mi schiererò con questa sinistra clientelare e arrogante. Piuttosto la destra. D’altronde come potremmo immaginare quaggiù una sinistra diversa quando anche D’Alema, se fosse stato qui, avrebbe utilizzato gli stessi metodi pur di contrastare la nostra ascesa?».
Nessun dialogo, dunque, con la sinistra. «Non mi confronto con il vecchio e il passato e con chi non ha proposte nuove» spiega. Molto meglio invece il candidato del centrodestra. «Per me Barile rappresenta la novità. Anche se fa discorsi populisti, è uno concreto, con le idee chiare. L’unico difetto che gli ho trovato è stato quello di seguire quei "banditi" di Forza Italia e Bossi, gente che non posso sopportare. Lui però, in un certo senso, mi ha tranquillizzato dicendomi: "Ma cosa vuoi che me ne importi di loro, a me interessano i problemi locali"».
Vattimo - prima diessino, poi girotondino, poi con i comunisti italiani - di recente si è dichiarato «un anarchico». «Ma al ballottaggio - dice - le appartenenze ideologiche non c’entrano poi molto. Non è forse vero che a Venezia Cacciari chiede i voti a Forza Italia e ad An? Qui a San Giovanni è la stessa cosa».
Carlo Macrì
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