A distanza di 29 anni, e guardando dall'alto, appare evidente il simbolismo del più grande disastro nucleare della storia: la fine delle superstizioni materialistiche portate avanti dall'Unione Sovietica !!


A distanza di 29 anni, e guardando dall'alto, appare evidente il simbolismo del più grande disastro nucleare della storia: la fine delle superstizioni materialistiche portate avanti dall'Unione Sovietica !!


L’Ucraina spegne la bomba di Cernobil
di Anna Zafesova
MOSCA. Oggi a mezzogiorno, ora di Kiev, il presidente ucraino Leonid Kuchma darà l’ordine di spegnere la centrale di Cernobil. Il comando, pronunciato al palazzo «Ukraina» davanti a una platea di vip, verrà ritrasmesso da tutte le televisioni del Paese.
La mano dell’operatore di turno girerà l’interruttore e l’impianto nucleare che è stato per 14 anni l’incubo dell’Europa cesserà la sua micidiale attività, senza però spegnere le polemiche. Uno spettacolo in grande stile, in presenza del premier russo Mikhail Kassjanov, del segretario americano all’Energia Bill Richardson, dello stilista Pierre Cardin (in qualità di capo della commissione dell’Unesco per l’aiuto alle vittime di Cernobil) e di altri 2000 invitati da tutto il mondo, chiuderà anni di polemiche e di paure, durate fino all’ultimo momento.
Pochi giorni prima della chiusura il terzo reattore della centrale maledetta è stato fermato d’urgenza a causa di un’improvvisa fuga radioattiva nei condotti dell’acqua di raffreddamento, e la cerimonia di oggi è stata sul punto di essere rinviata per ragioni tecniche.
Un gesto ormai abbastanza formale: viene spento solo il terzo reattore della centrale, l’unico ancora parzialmente in funzione. Anzi, mercoledì è stato riacceso apposta, e portato ad appena il 3 per cento della potenza, giusto quanto serve per il simbolico giro dell’interruttore. Il secondo è stato fermato nel ’91, dopo un incendio, il primo nel ’96. Il quarto è scoppiato il 26 aprile 1986, producendo il più grave disastro della storia del nucleare civile, i cui effetti si sono fatti sentire in tre quarti d’Europa. Milioni di persone in Ucraina, Bielorussia e Russia sono condannate a vivere su territori contaminati.
Il numero dei morti di Cernobil rimane ancora un segreto. Ufficialmente sono stati 31, mentre Kiev parla di 15 mila vittime della radiazione. Le stime degli ambientalisti sono agghiaccianti: fino a 300 mila persone morte per gli effetti delle radiazioni negli ultimi 15 anni. La chiusura della centrale era sognata dall’Europa, mentre in patria, dopo la prima ondata di «Cernobilfobia», si preferiva conservarla in funzione.
La vigilia del grande evento è stata turbata da forti polemiche: il parlamento ucraino ha chiesto al presidente di rinviare la chiusura dell’impianto. I deputati ritengono che questo gesto è stato «dettato dall’estero» e accrescerà la dipendenza energetica dell’Ucraina dalla Russia. «Un assurdo», ha commentato il presidente Kuchma. Ma i più feroci oppositori alla chiusura della centrale si trovano proprio a Cernobil: dei 9 mila dipendenti dopo la chiusura rimarranno solo 2 mila, mentre gli altri, disperati, da sabato non sapranno come sfamare le famiglie.
I tecnici hanno perfino organizzato una manifestazione di protesta: «Cernobil non è più pericolosa di altre centrali», hanno gridato. La chiusura della centrale arriva dopo un lungo braccio di ferro tra l’Ucraina e l’Unione Europea sui finanziamenti dell’operazione. Il governo di Kiev non ha i soldi per le procedure di congelamento dell’impianto, il cui costo complessivo viene valutato in un miliardo e mezzo di dollari.
Kuchma ha chiesto inoltre all’UE di costruire due reattori nucleari che dovrebbero compensare l’energia elaborata da Cernobil. La Commissione europea ha concesso all’Ucraina un prestito di 585 milioni di dollari, per costruire a Rovno e Khmelnizkij due reattori VVER-1000, considerati più sicuri del micidiale RBMK di Cernobil. Ma gli ambientalisti nutrono serie perplessità anche nei confronti delle tecnologie «sicure» risalenti all’epoca sovietica.
Cernobil rimarrà comunque una bomba potenziale anche dopo la simbolica chiusura: per renderla definitivamente innocua ci vorranno da 30 a 100 anni e miliardi di dollari. Il primo problema da risolvere sarà il cosidetto «sarcofago», lo schermo sopra il reattore numero 4. Costruito in fretta e furia dopo il disastro, il «sarcofago» ha ceduto in più punti e il suo contenuto letale sta contaminando lentamente le acque del sottosuolo.
Gli esperti non escludono nemmeno la possibilità di una reazione a catena, che provocherebbe un’esplosione e la diffusione nell’ambiente di 170 mila tonnellate di scorie altamente tossiche: una Cernobil bis dalle conseguenze apocalittiche.
(15 dicembre 2000)
Ucraina spegne ultimo reattore
Ultima modifica di GNU-GPL; 27-02-15 alle 22:24


i soliti articoli americani..
prego vedere Fukushima..
Ultima modifica di luca18; 28-02-15 alle 00:47


Nulla accade per caso.
Le coincidenze legate a Fatima sono davvero una casualità?
Le apparizioni a Fatima cominciarono il 13 maggio 1917 e la profezia più famosa è sicuramente quella contenuta nel messaggio del 13 luglio 1917 quando la Madonna disse, in tempi assolutamente non sospetti, dato che meno di un mese prima gli USA avevano dichiarato guerra alla Germania, acutizzando il confronto della prima guerra mondiale (1914-1918): «La guerra sta per finire, ma se non smetteranno di offendere Dio, durante il pontificato di Pio XI ne comincerà un’altra ancora peggiore […]. Per impedirla verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e alla comunione riparatrice nei primi sabati […]. Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà, il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà». Nel 1929 la Madonna apparve ancora a suor Lucia per dirle che quello era il momento per la consacrazione, ma la consacrazione non riuscì ad essere realizzata e di fatti avvenne tutto ciò che aveva predetto anni prima, sappiamo benissimo cosa accadde in Russia (e di quale ideologia anti-teista fu capace).
L’attentato a Giovanni Paolo II avvenne il 13 maggio 1981, casualmente giorno della festa della prima apparizione di Fatima (Alì Agca venne bloccato, subito dopo aver sparato, da una religiosa di nome, casualmente, suor Lucia). L’attentato avvenne in modo molto molto simile alla descrizione che la veggente suor Lucia fece della visione avuta nel luglio 1917, definita per questo “primo segreto di Fatima”. Il Pontefice fece il 25 marzo 1984 una nuova consacrazione del mondo (una era già stata fatta da Pio XII il 31 ottobre 1942), con particolare attenzione alla Russia (senza però citarla, ma parlando di “nazioni che di questo affidamento e di questa consacrazione hanno particolarmente bisogno […] Madre degli uomini e dei popoli… dalla fame e dalla guerra, liberaci! Dalla guerra nucleare, da un’autodistruzione incalcolabile, da ogni genere di guerra, liberaci!”), al Cuore Immacolato di Maria. Per la prima volta tuttavia, il vescovo cecoslovacco Pavel Hnilica riuscì ad entrare all’interno delle mura del Cremlino e compiere un atto di consacrazione in quasi contemporanea a quello del Pontefice. Suor Lucia, nel suo monastero, ebbe un’ultima visione pubblica nel 1984 durante la quale la Madonna la ringraziò per la consacrazione avvenuta nel suo nome e, a seguito di quell’apparizione, suor Lucia dichiarò che la consacrazione del marzo 1984 aveva evitato una guerra atomica che sarebbe scoppiata nel 1985.
Ma guardando i fatti a posteriori, era questa una possibilità reale in quegli anni? Dalla storia sappiamo che la tensione fra Est e Ovest salì alle stelle nel 1983 a causa della crisi degli euromissili, ma bisogna sapere anche che effettivamente poco dopo la solenne consacrazione di Papa Wojtyla accadderò alcuni eventi determinanti nell’allontanare la possibilità concreta di una guerra. Circa due mesi dopo, infatti, esattamente il 13 maggio 1984 (confermato anche qui) -guarda caso giorno dell’anniversario dell’apparizione di Fatima- a Severomorsk, nel Mare del Nord, ci fu l’esplosione dell’intero arsenale militare russo di estrema importanza strategica per una guerra in Europa. Questo evento mise completamente ko il potenziale militare togliendo all’Unione Sovietica qualunque speranza di vittoria in caso di un conflitto, così l’opzione militare si allontanò del tutto (confermato anche da Alberto Leoni, esperto di storia militare, il 7/8/04 sul “Domenicale”). Trovandosi nella necessità di riformare il sistema sovietico, andò al governo Mikhail Gorbacev. E sarà proprio lui a firmare l’8 dicembre del 1987 il trattato per la riduzione degli armamenti che prevedeva anche l’eliminazione degli euromissili. L’8 dicembre, per un’altra coincidenza, è proprio la data in cui la Chiesa festeggia l’Immacolata Concezione. Come si può evitare di ricordare che la profezia di Fatima del 1917 si concludeva dicendo: “Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà”? Le misteriose combinazioni non sono comunque terminate: anche la fine ufficiale dell’Unione Sovietica -la più grande dittatura della storia implose in soli quattro anni in modo inimmaginabile e senza violenze né vittime-, avvenne l’8 dicembre 1991, sempre casualmente la festa dell’Immacolata Concezione. Gorbacev ha dichiarato nel 2001: «Nessuno al mondo pensava che l’Urss si potesse sciogliere […]. Ancora oggi non riesco a capire quello che passò per la testa dei deputati russi, ucraini e bielorussi». Il 25 dicembre dello stesso anno -giorno di Natale- l’URSS cambiò nome in Federazione Russa e la bandiera con la falce e il martello venne definitivamente ammainata dal Cremlino. Non ci fu nessuna connessione voluta con il giorno di Natale, data come le altre a quel tempo, dato che le celebrazioni natalizie in Russia vennero ripristinate soltanto l’anno successivo dopo decadi di soppressione da parte del governo comunista.
Inoltre, di recente è stato tolto il segreto dai documenti dell’archivio britannico di stato e da questi si evince come proprio in quegli anni il mondo fosse effettivamente sull’orlo di una guerra nucleare. Troppe le coincidenze in questa storia per credere che siano tali?
Davide Galati
Le coincidenze legate a Fatima sono davvero una casualità? | UCCR




Entra in vigore la parte politica dell’accordo di associazione Ue-Ucraina
Entra in vigore la parte politica dell'accordo di associazione Ue-Ucraina - Eunews


Azz, c'era anche un lunapark e una piscina.


1 non mi pare l occidente meno materialsta2 behhh ripeto poi non lamentatevi dei rumeni o albanesi a delinquere l avete buttato giu il muro caxxi vostri
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qui in una chiesa un ragazzo prega inginocchiato un dio che non conosce,che non puo sentire,non gridera,non versera lacrime,si domanda solo il mio viaggio è finito o è appena cominciato


The faces of the faith. Saint Michael the Archangel. Piazza Maidan, Kiev


Ultima modifica di GNU-GPL; 01-03-15 alle 15:33