Ma sei la ex di @Peppe Sombrero?


Ma sei la ex di @Peppe Sombrero?


"Abbassasse il baricentro della spinta"... E' vero, @Kraut, questa è sicuramente la ex di @Peppe Sombrero




In ordine di priorità.
1) Riforma della giustizia:
- Due gradi di giudizio, Processo e Appello, un terzo grado di giudizio solo e soltanto se vengono presentate ( e ammesse durante una prima udienza ) nuove prove che possano cambiare l' esito dei primi due gradi di giudizio.
- Separazione delle carriere fra Magistrato e Pubblico Ministero.
- Magistrati e Pubblici Ministeri non potranno ricoprire ruoli politici se non prima di essersi dimessi dai loro incarichi nella giustizia per un periodo di almeno cinque anni. Successivamente non potranno tornare ad esercitare nella giustizia.
- I Magistrati non potranno fare parte di associazioni politiche o filopolitiche, ma dovranno essere alle dirette dipendenze del CSM e quindi mantenere una neutralità ineccepibile.
- Nuove risorse finanziarie, nuove strutture e nuovo personale oltra ad una Riforma del processo ad una riduzione dei formalismi e della burocrazia annessa dovranno garantire una volta a regime di ridurre di almeno il 75% i tempi di giudizio attuali.
2 ) Pesantissime e severissime leggi antitrust e antimonopolio.
Il fine ultimo di queste normative sarà quello di sostenere un'economia di mercato libera (dove ogni impresa assume le proprie decisioni in modo indipendente dai suoi concorrenti), in modo da garantire una forte concorrenza che conduca ad una distribuzione più efficiente di merci e servizi, a prezzi più bassi, ad una migliore qualità ed al massimo dell'innovazione.
3 ) Garantire il diritto allo studio e alla salute, tramite un sistema basato su vaucher uninominali non trasferibili spendibili sia in strutture private che in strutture pubbliche messe in libera competizione fra di loro.
4) Pubblica amministrazione:
-Riorganizzare tutto l' impiego pubblico. Spostare senza tante storie chi non è utilizzato in modo proficuo ( camminatore o forestale che sia ) verso impieghi dove si deve lavorare sul serio.
-Responsabilizzazione dei dirigenti e possibilità di licenziarli o degradarli senza tanti problemi.
5 ) Spending review.
Ridurre la spesa pubblica da circa 800 Miliardi di euro / anno ad almeno 600 Miliardi di euro anno.
-Tagli dei privilegi dei politici e dei dirigenti pubblici.
-Riforma delle pensioni in stile Cileno.
-Tagli alla difesa.
-Tagli alle spese improduttive, quali salvataggi di imprese incapaci di stare con le proprie forze sul mercato, aiuti ai carrozzoni di Stato, lasciar fallire le aziende morte, taglio di almeno 20 miliardi / anno di sussidi non economicamente giustificabili alle imprese.
Abolizione del 8 x mille.
-Privatizzazione di tutte le aziende pubbliche ( tranne quelle sanitarie e quelle scolastiche ).
-Il pubblico sarà dispensato da alcuni attuali servizi pubblici, come ad esempio la raccolta dei rifiuti privati e delle aziende.
Esso sarà chiamato solo a vigiliare ( e nel caso punire pesantemente ) sul corretto smaltimento dei rifiuti, poi sarà compito dei singoli privati scegliere l' azienda che offre il miglior servizio nel rispetto delle regole.
I relativi risparmi della spesa pubblica ( almeno 150 miliardi ) serviranno per ridurre il costo del lavoro sia per le imprese che per i dipendenti.
Tradotto, molti più soldi in tasca per tutti e due, maggior competività per le nostre aziende, più soldi in tasca ai dipendenti per comprare beni di consumo.
Più beni di consumo venduti, più richiesta da parte del mercato, più nuove assunzioni per aumentare la produzione.
Meno gente a spasso, maggiore potere contrattuale dei dipendenti.
Non un reddito di cittadinanza a spese dei contribuenti ma un vero lavoro retribuito al suo posto.
50 miliardi / anno invece andranno a ridurre direttamente il debito pubblico, in modo da portarlo sotto il 100% in 10 massimo 15 anni.
6) Nuova legge sul MADE in ITALY sulla falsariga di quella che porta il mio nome nel gioco di politica virtuale di TPOL.
DDL Supermario sulla tutela e sulla promozione del Made in Italy.
Art.1 - Viene istituita l' Agenzia Nazionale per la tutela e la promozione del Made in Italy.
Tale agenzia verrà finanziata dalle aziende pubbliche e private per mezzo di una royalty da pagare sull' utilizzo dei marchi di certificazione di sua proprietà.
Art.2 - Le competenze di questa agenzia solo le seguenti:
- Creare e detenere i diritti di un unico logo e marchio "Made in Italy".
La dicitura "Made in Italy" cesserà di essere un semplice indicazione di produzione geografica ma diventerà un vero marchio di qualità e origine garantita, che sostituirà tutte le altre certificazioni di qualità e di origine quali DOC, DOCG, IGP, DOP ecc. ecc.
- Certificazione della effettiva produzione in Italia e nelle specifico nelle zone geografiche indicate nell' etichetta.
- Certificazione per quanto riguarda l' agroalimentare dell' utilizzo di materie prime di origine nazionale.
- Controllo e certificazione della qualità della produzione agroalimentare, manifatturiera e artigianale secondo criteri ben precisi precedentemente stabiliti dalla agenzia stessa in collaborazione con i ministeri competenti, confindustria, confartigianato, confcommercio, coldiretti e le rappresentanze dei consumatori e di associazioni quali Slow Food.
- Supporto legale alle imprese per la tutela dei loro marchi e denominazioni geografiche all' estero.
- Coordinare la promozione dei prodotti nei mercati esteri, tramite massive campagne pubblicitarie ed informative del marchio "Made in Italy", finanziate con le royalty del marchio stesso.
- Accompagnare, assistere e fare sistema con le aziende italiane aderenti al marchio "Made in Italy" presso le fiere internazionali, affittando ed allestendo padiglioni nazionali "Casa Italia" a spese dell' agenzia, dove ospitare a rotazione a fianco delle aziende leader anche le aziende con meno possibilità di investimento e startup con la necessità di promuoversi presso nuovi mercati.
- Supportare, promuovere e coordinare attività istituzionali e nuovi accordi di carattere commerciale con paesi esteri ponendosi come obiettivo finale la tutela dei marchi e dei prodotti italiani dentro e fuori l' UE.
- Incentivare le startup attraverso consulenze di marketing e promozione e con un opera di condivisione delle esperienze delle aziende leader del rispettivo settore.
- Collaborare con le forze dell' ordine per prevenire e debellare le truffe, la commercializzazione di prodotti con loghi o diciture false e la violazione di Copyrights
Art.3 - Il marchio esclusivo Made in Italy ( logo e dicitura ) e tutti i rispettivi diritti saranno di esclusiva proprietà della Agenzia Nazionale per la tutela e la promozione del Made in Italy.
Il logo e la dicitura definitivi saranno scelti tramite concorso internazionale al quale si darà ampio risalto mediatico.
I settori che si potranno richiedere di poter marchiare i propri prodotti con tale logo saranno i seguenti:
industria automobilistica
- automobili
- motori automobilistici
- componenti automobilistici
- design
- cicli e motocicli
- motociclette
- biciclette
- veicoli commerciali
- industria della moda
- artigianato
- gioielleria
- occhiali
- pelletteria
- abbigliamento
- sartoria
- calzature
- industria alimentare
- prodotti da forno
- pasta e pizza
- pasticceria
- gelateria
- carni e insaccati
- industria casearia
- latte
- formaggi
- alcolici, acqua e bibite
- vini e spumanti
- liquori e birra
- bevande analcoliche
- attività manifatturiera
- industria tessile
- oreficeria
ART.4- Il logo "Made in Italy" potrà essere esposto anche da quei esercizi commerciali o di ristorazione fuori dal territorio nazionale dove l' agenzia per la tutela e la promozione certificherà ( con scadenza annuale ) l' uso e la vendita di prodotti nazionali originali marchiati.
ART.5- Il marchio oltre al logo e alla dicitura Made in Italy dovrà essere accompagnato anche da un codice digitale QR che colleghi il prodotto al rispettivo video dove oltre a promuovere il prodotto stesso viene pubblicizzato anche il territorio dove viene prodotto le sue bellezze naturalistiche e monumentali.
Art.6 - Il presidente dell' Agenzia Nazionale per la tutela e la promozione del Made in Italy sarà nominato dal consiglio dei ministri in carica e resterà in carica per quattro anni.
Art.7 - Il presidente dell' Agenzia dovrà tenere ogni trimestre un incontro con i ministri competenti ( Agricoltura, industria, commercio, sviluppo economico ) con le rappresentanze di confcommercio, confindustria, confartigianato , coldiretti, associazioni consumatori e Slow Food in modo da creare una Task Force in grado di aggiornarsi periodicamente sui provvedimenti da prendere, correggere in corsa possibili mancanze e sbagli e programmare nuove aggressive strategie di sviluppo e promozione.
Art.8 - Il presidente dell' Agenzia dovrà tenere ogni quadrimestre un incontro con i ministri della cultura e del turismo con lo scopo di coordinare le rispettive sinergie e fare sistema in modo tale da offrire al visitatore straniero ( con promozioni combinate full optional ) un pacchetto completo, che spazi dalla cultura classica, alle bellezze paesaggistiche alla cultura enogastronomica.
Art.9 - Le pene per il reato di contraffazione vengono inasprite nel seguente modo:
Reclusione da uno a quattro anni e multa da 10.000 a 100.000 euro nel caso in cui oggetto del reato siano marchi o altri segni distintivi.
Reclusione da due a sei anni e multa da 15.000 a 200.000 euro nel caso in cui oggetto del reato siano brevetti, modelli o disegni industriali
- PROMULGO.
F.to
Il Presidente, DADO
"I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."


1) Nazionalizzazione delle grande imprese.
2) Successiva e graduale socializzazione delle stesse.
3) Abolizione del Pacchetto Treu, della legge Biagi-Maroni, della Legge Fornero e del Job Act.
4) Nazionalizzazione di Bankitalia.
5) Scuola, sanità e trasporti pubblici.
6) Nessun finanziamento o agevolazione alle scuole private.
7) Separazione stato-chiesa, pur nel rispetto del sentimento religioso popolare.
8) Adozione di una nuova e aggiornata forma di "NEP" (piccola e media impresa non possono essere cancellate. Almeno non dall'oggi al domani)
9) Scioglimento della massoneria e di tutte le società segrete
10) Abolizione del multipartitismo
11) Ripristino della leva obbligatoria e controllo politico dell'esercito (onde evitare nuovi Pinochet)
12) Introduzione di istituti di democrazia diretta in dimensioni municipali.
13) Fuoriuscita da NATO, FMI e UE.
14) Intensificare i rapporti commerciali e diplomatici con i BRICS, con taluni paesi sudamericani e mediorientali.
15) Sostegno attivo ai popoli in lotta (palestinesi, irlandesi, baschi ecc...) . Uniche eccezioni: gli sgherri della CIA (kosovari e ceceni su tutti).
16) Blocco dell'immigrazione di massa e rimpatrio degli stranieri che hanno commesso stupri e omicidi. Poco importa se nei loro paesi è in vigore la pena capitale.
17) Ergastolo "fine pena mai" per stragisti, mafiosi, violentatori e pedofili.
18) Tutela dei padri divorziati/separati e bigenitorialità effettiva.
19) Sì alle coppie di fatto. No alle adozioni gay.
20) Depenalizzazione dei reati di opinione e di "associazione sovversiva" (a meno che non sia provato che si tratti di gruppi dediti al terrorismo propriamente detto).
21) Depenalizzazione del consumo di cannabis ma, al contempo, lotta allo spaccio e al consumo delle c.d. "droghe pesanti".
22) No a "quote rosa", "discriminazioni positive" e altre proposte nazifemministe.
23) Potenziamento della TV di stato. Chiusura di diverse emittenti private.
24) Messa al bando di spot pubblicitari che divulgano stili di vita "edonisti" e americanisti. Lo spot pubblicitario dovrà descrivere esclusivamente le caratteristiche del prodotto.
25) Commissariamento delle zone ad alta concentrazione mafiosa da parte dell'esercito italiano.
26) Lotta durissima alla corruzione e al nepotismo.
27) Chiusura degli allevamenti intensivi e messa al bando di ogni forma di vivisezione.
28) Difesa del patrimonio storico e culturale italiano.
30) Responsabilità civile dei magistrati.
Lottiamo per una giustizia sociale che non sia un favore, ma un diritto - J. D. Perón -
Il sonno della ragione genera i liberali