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  1. #1
    Klassenkampf ist alles!
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    Predefinito Gli assassini sono tra noi

    Il presidente del consiglio Renzi è in questo periodo è solito dire: “È finito il tempo in cui….” e poi prosegue con l’obiettivo del momento, siano i diritti del lavoro, la salvaguardia dell’ambiente, il ruolo della magistratura, quello del parlamento e quanto altro.
    Ora potrebbe ben affermare: È finito il tempo in cui si continuava a maturare una aspettativa di vita sempre più alta.
    Infatti, secondo il meticoloso rapporto 2015 di Osservasalute, quest’anno per la prima volta dal dopoguerra la popolazione italiana subirà un calo nell’ aspettativa di vita. Nel 2014 essa era di 80,3 mesi, l’anno dopo è scesa a 80,1 mesi. Due mesi in meno a persona, che moltiplicati per i sessanta milioni di italiani fanno 120 milioni. 10 milioni di anni rubati a tutta la popolazione del nostro paese. Il più grande furto di vita dalla fine della guerra. La notizia dovrebbe avere i titoli a cinque colonne su tutti giornali, dominare telegiornali e talkshaw, essere al centro di ogni confronto politico ed economico. Ma sappiamo già che non sarà così, perché parlare sul seri di questo dato terrificante costringerebbe a discutere sul serio della sue cause.
    Il calo dell’aspettativa di vita è il più semplice e brutale segno del fallimento di un sistema. Se questo sistema ci fa morire prima vuol dire che sta andando contro gli interessi naturali di fondo della specie umana. Una specie che ha raggiunto con la scienza, la tecnica, le conoscenze economiche e sociali, gli strumenti per vivere di più, e che improvvisamente si trova di fronte all’inversione di un percorso di secoli. Secondo gli autori della ricerca negli ultimi 15 anni abbiamo consumato tutti i progressi dei 40 anni precedenti. Guarda caso abbiamo l’Euro e le politiche che lo sostengono proprio da 15 anni.
    Purtroppo quanto accaduto in Italia non è un caso isolato, ha un precedente più vasto e terribile. Quando è crollata l’Unione Sovietica e in quel paese si è abbattuto il saccheggio liberista, l’aspettativa di vita è crollata, e ancora oggi, nonostante anni di recupero, non ha ripreso i livelli persi. D’altra parte immagino che un’analoga ricerca in Grecia darebbe gli stessi, anzi peggiori, risultati.
    Il furto di vita che stiamo subendo ha una sola semplice causa: le politiche liberiste di taglio dei servizi pubblici, a partire da quello sanitario, e di aumento della disoccupazione. Sono le politiche liberiste la causa criminale della riduzione della vita umana. Sono i patti di stabilità, le politiche di rigore, il pareggio di bilancio come obbligo costituzionale, sono quelle banalità sui costi dello stato sociale che ogni giorno entrano nelle nostre teste come verità naturali, sono tutte le normali e corrette regole di una oculata gestione economica secondo i dettati Di Maastricht, che uccidono. Uso proprio questa terribile parola perché come si sa l’aspettativa di vita media è una convenzione statistica. Non è infatti che tutti vivremo due mesi in meno. Molti anzi continueranno a usufruire di tutti gli avanzamenti della società moderna e vivranno più a lungo. Ma altri, sempre più poveri, sempre più esposti a disagi a e malattie, impossibilitati a pagarsi cure e soprattutto prevenzione dei mali, altri vedranno la loro vita reale ridursi di ben più di due mesi. Quei 10 milioni di anni di vita rubati non saranno sottratti a tutti, ma solo alla parte più povera della società. Che si ammalerà di più e morirà prima: già oggi l’ISTAT non riesce a far quadrare i conti per alcune decine di migliaia di morti in più, che non sono spiegabili in alcun modo se non con un improvviso drammatico peggioramento delle condizioni di vita.
    Non perderemo tutti due mesi di vita, i poveri perderanno anni, i più ricchi niente. Del resto nel Medio Evo la vita media era 40 anni, ma i nobili vivevano quasi come noi oggi è per i servi della gleba 30 anni erano già tanti. Lì stiamo tornando. Questa è la diseguaglianza sociale quando diventa biologia.
    Di fronte a questa strage da capitalismo ci sono solo due vie. La prima è quella che la nostra società sta già percorrendo, cioè quella di abituarsi e adattarsi ad essa. È la banalizzazione del male che ci circonda, che produce assuefazione mentre alimenta improvvisi e sempre più frequenti scatti di ferocia.
    La seconda strada è cambiare tutto. Buttare a mare tutte, ma proprio tutte, le politiche economiche di questi ultimi trenta anni, dichiarandole contrarie agli interessi vitali della specie umana. Rovesciare le classi dirigenti che le hanno amministrate e che se ne sono servite per il proprio potere e riaffermare l’eguaglianza sociale come primo bene comune. Spazzar via, con la stessa forza con cui si distrusse il culto della magia medioevale, le credenze, i tabù, le ciarlatanerie del pensiero unico liberista. Non bisogna più credere a nulla di ciò che viene presentato come vero dal potere, e cominciare a seguire solo ciò che oggi il potere condanna come irrealistico.
    Non bisogna avere paura di chiamare rivoluzione tutto questo, anche perché “riforme” sono quelle che ci hanno rubato la vita. Gli assassini sono tra noi o li fermiamo o continueranno al loro opera.
    Gli assassini sono tra noi | Contropiano

  2. #2
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    Predefinito Re: Gli assassini sono tra noi

    E' peraltro noto che...



    Dall'Alpe alle Piramidi
    dal Manzanarre al Reno
    va l'aspro odor de i vini
    l'anime a rallegrar

  3. #3
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    Predefinito Re: Gli assassini sono tra noi

    Citazione Originariamente Scritto da amaryllide Visualizza Messaggio
    Il presidente del consiglio Renzi è in questo periodo è solito dire: “È finito il tempo in cui….” e poi prosegue con l’obiettivo del momento, siano i diritti del lavoro, la salvaguardia dell’ambiente, il ruolo della magistratura, quello del parlamento e quanto altro.
    Ora potrebbe ben affermare: È finito il tempo in cui si continuava a maturare una aspettativa di vita sempre più alta.
    Infatti, secondo il meticoloso rapporto 2015 di Osservasalute, quest’anno per la prima volta dal dopoguerra la popolazione italiana subirà un calo nell’ aspettativa di vita. Nel 2014 essa era di 80,3 mesi, l’anno dopo è scesa a 80,1 mesi. Due mesi in meno a persona, che moltiplicati per i sessanta milioni di italiani fanno 120 milioni. 10 milioni di anni rubati a tutta la popolazione del nostro paese. Il più grande furto di vita dalla fine della guerra. La notizia dovrebbe avere i titoli a cinque colonne su tutti giornali, dominare telegiornali e talkshaw, essere al centro di ogni confronto politico ed economico. Ma sappiamo già che non sarà così, perché parlare sul seri di questo dato terrificante costringerebbe a discutere sul serio della sue cause.
    Il calo dell’aspettativa di vita è il più semplice e brutale segno del fallimento di un sistema. Se questo sistema ci fa morire prima vuol dire che sta andando contro gli interessi naturali di fondo della specie umana. Una specie che ha raggiunto con la scienza, la tecnica, le conoscenze economiche e sociali, gli strumenti per vivere di più, e che improvvisamente si trova di fronte all’inversione di un percorso di secoli. Secondo gli autori della ricerca negli ultimi 15 anni abbiamo consumato tutti i progressi dei 40 anni precedenti. Guarda caso abbiamo l’Euro e le politiche che lo sostengono proprio da 15 anni.
    Purtroppo quanto accaduto in Italia non è un caso isolato, ha un precedente più vasto e terribile. Quando è crollata l’Unione Sovietica e in quel paese si è abbattuto il saccheggio liberista, l’aspettativa di vita è crollata, e ancora oggi, nonostante anni di recupero, non ha ripreso i livelli persi. D’altra parte immagino che un’analoga ricerca in Grecia darebbe gli stessi, anzi peggiori, risultati.
    Il furto di vita che stiamo subendo ha una sola semplice causa: le politiche liberiste di taglio dei servizi pubblici, a partire da quello sanitario, e di aumento della disoccupazione. Sono le politiche liberiste la causa criminale della riduzione della vita umana. Sono i patti di stabilità, le politiche di rigore, il pareggio di bilancio come obbligo costituzionale, sono quelle banalità sui costi dello stato sociale che ogni giorno entrano nelle nostre teste come verità naturali, sono tutte le normali e corrette regole di una oculata gestione economica secondo i dettati Di Maastricht, che uccidono. Uso proprio questa terribile parola perché come si sa l’aspettativa di vita media è una convenzione statistica. Non è infatti che tutti vivremo due mesi in meno. Molti anzi continueranno a usufruire di tutti gli avanzamenti della società moderna e vivranno più a lungo. Ma altri, sempre più poveri, sempre più esposti a disagi a e malattie, impossibilitati a pagarsi cure e soprattutto prevenzione dei mali, altri vedranno la loro vita reale ridursi di ben più di due mesi. Quei 10 milioni di anni di vita rubati non saranno sottratti a tutti, ma solo alla parte più povera della società. Che si ammalerà di più e morirà prima: già oggi l’ISTAT non riesce a far quadrare i conti per alcune decine di migliaia di morti in più, che non sono spiegabili in alcun modo se non con un improvviso drammatico peggioramento delle condizioni di vita.
    Non perderemo tutti due mesi di vita, i poveri perderanno anni, i più ricchi niente. Del resto nel Medio Evo la vita media era 40 anni, ma i nobili vivevano quasi come noi oggi è per i servi della gleba 30 anni erano già tanti. Lì stiamo tornando. Questa è la diseguaglianza sociale quando diventa biologia.
    Di fronte a questa strage da capitalismo ci sono solo due vie. La prima è quella che la nostra società sta già percorrendo, cioè quella di abituarsi e adattarsi ad essa. È la banalizzazione del male che ci circonda, che produce assuefazione mentre alimenta improvvisi e sempre più frequenti scatti di ferocia.
    La seconda strada è cambiare tutto. Buttare a mare tutte, ma proprio tutte, le politiche economiche di questi ultimi trenta anni, dichiarandole contrarie agli interessi vitali della specie umana. Rovesciare le classi dirigenti che le hanno amministrate e che se ne sono servite per il proprio potere e riaffermare l’eguaglianza sociale come primo bene comune. Spazzar via, con la stessa forza con cui si distrusse il culto della magia medioevale, le credenze, i tabù, le ciarlatanerie del pensiero unico liberista. Non bisogna più credere a nulla di ciò che viene presentato come vero dal potere, e cominciare a seguire solo ciò che oggi il potere condanna come irrealistico.
    Non bisogna avere paura di chiamare rivoluzione tutto questo, anche perché “riforme” sono quelle che ci hanno rubato la vita. Gli assassini sono tra noi o li fermiamo o continueranno al loro opera.
    Gli assassini sono tra noi | Contropiano
    Possiamo riassumere...
    Meno medicine, meno cure, meno assistenza, meno pensioni, più povertà, ecc: con il governo renzi, nel biennio 2014-2015, per la prima volta in Italia, diminuisce di circa 3 mesi la prospettiva di vita.

  4. #4
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    Predefinito Re: Gli assassini sono tra noi

    Nel liberismo si salvano i migliori per definizione, essendo una proiezione (più o meno smorzata) del darwinismo sociale.

    Ma i "migliori" non sono quasi mai quelli che si ritengono "migliori" in base a qualche criterio oniricamente meritocratico, ma solo i più furbi :v

  5. #5
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    Predefinito Re: Gli assassini sono tra noi

    Citazione Originariamente Scritto da lowenz Visualizza Messaggio
    Nel liberismo si salvano i migliori per definizione, essendo una proiezione (più o meno smorzata) del darwinismo sociale.

    Ma i "migliori" non sono quasi mai quelli che si ritengono "migliori" in base a qualche criterio oniricamente meritocratico, ma solo i più furbi :v
    Il concetto stesso di "migliore" è opinabile: rispetto a chi e/o a cosa?
    L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio

  6. #6
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    Predefinito Re: Gli assassini sono tra noi

    Citazione Originariamente Scritto da Logomaco Visualizza Messaggio
    Il concetto stesso di "migliore" è opinabile: rispetto a chi e/o a cosa?
    ?

    Il migliore in ambito economico è chi produce al costo minore e nonostante questo guadagna sulla concorrenza.
    Col piccolo problema che questo è possibile anche in modo disonesto E continuativo utilizzando una parte dei ricavati per mantenere la facciata di onestà o addirittura forgiando leggi a proprio favore. Si fa andare la montagna da Maometto.
    Il tutto in modo assolutamente democratico eh, perchè è bene ricordare che la democrazia non è garanzia di NIENTE a priori. Lo sarebbe nell'ipotetico mondo dove la gente non ricorre al voto di scambio per vivere. Ma siccome, a partire dai poveri e dai fessi, la gente ricorre al voto di scambio è manipolabile da gruppi di potere, con la promessa del "bene futuro".....

    Basta pensare a CL, Renzi, la sanità lombarda e lo stuolo di impiegati in essa.....


  7. #7
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    Predefinito Re: Gli assassini sono tra noi

    Citazione Originariamente Scritto da lowenz Visualizza Messaggio
    ?

    Intendevo dire che il concetto di "migliore" non è assoluto ma relativo a un altro termine: "migliore di..."
    L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio

  8. #8
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    Predefinito Re: Gli assassini sono tra noi

    Citazione Originariamente Scritto da Logomaco Visualizza Messaggio
    Intendevo dire che il concetto di "migliore" non è assoluto ma relativo a un altro termine: "migliore di..."
    Hai perfettamente ragione: maca il secondo termine.
    Qualisasi maestro lo avrebbe subito rilevato.

    E poi, perché sarebbe così importante allungare la vita?
    Io, per esempio, preferirei allargarla.

    E lo dico da vecchio.
    Cosa me ne frega morire tra quattro anni oppure tra tre ani e dieci mesi?
    Mi interesserebbe molto di più che, prima di chiudere definitivamente gli occhi, vedessi i miei figli lavorare seriamente.

    Potrebbe interessarmi se mi cambiasseroil premio dell'assicurazione sula vita ...

  9. #9
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    Predefinito Re: Gli assassini sono tra noi

    Citazione Originariamente Scritto da Logomaco Visualizza Messaggio
    Intendevo dire che il concetto di "migliore" non è assoluto ma relativo a un altro termine: "migliore di..."
    No, è migliore FRA.

  10. #10
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    Predefinito Re: Gli assassini sono tra noi

    Citazione Originariamente Scritto da bator Visualizza Messaggio
    Possiamo riassumere...
    Meno medicine, meno cure, meno assistenza, meno pensioni, più povertà, ecc: con il governo renzi, nel biennio 2014-2015, per la prima volta in Italia, diminuisce di circa 3 mesi la prospettiva di vita.
    Sanità, per la prima volta cala l'aspettativa di vita. "Tagliata la spesa pubblica, manca la prevenzione" - Il Fatto Quotidiano

    Aspettativa di vita in calo. Nicchi (SI): “Colpa anche dei tagli alla sanitàâ€* - Quotidiano Sanità
    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
    (Pablo Neruda - Attribuita)

 

 
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