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Discussione: Us and them

  1. #41
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    Predefinito Re: Us and them

    Non so se a qualcuno è capitato di avere a che fare con qualche professionista non solo del sud, ma persino del centro.
    Parlo di laureati.
    L'itagliano è un'altra lingua.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #42
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    Predefinito Re: Us and them

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Non so se a qualcuno è capitato di avere a che fare con qualche professionista non solo del sud, ma persino del centro.
    Parlo di laureati.
    L'itagliano è un'altra lingua.
    Nell'industria è uguale: giovani laureati do o sudde assunti per posizioni impiegatizie o addirittura intermedie (resposnasbili di funzione), che faticano con l'italiano, ma sopratutto con l'inglese. Io personalmente ne ho conosciuto uno che per un'anno ha chiamato il back office, black office....

    Altre volte, in riunione con i grandi gruppi, sopratutto Tedeschi, ti trovavi il tipo oriundo italiano, fatto venire unicamente perché conosceva la lingua... certo la sua... sembrava di parlare con un Totò tedesco.... Da allora in riunione ai colleghi, se non devo farmi intendere, parlo in dialetto....
    Abbiamo lasciato sparire tanti sentieri, abbiamo lasciato incolti prati e boschi: siamo perduti in un esodo senza terre promesse. Ma la nostra terra promessa è qui, tra questi monti e questi sassi, qui per stillare latte e miele da questa dura terra

  3. #43
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    Predefinito Re: Us and them

    E fai bene.
    In fondo però il BLACK office non è un'errore.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #44
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    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  5. #45
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    Predefinito Re: Us and them

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Conclusioni.

    I dati riportati in questo documento forniscono ulteriori prove a conferma della tesi secondo cui esiste un gradiente nord-sud per il QI in Italia e che questo è associato alle frequenze dei marcatori genetici per le percentuali di origine europea e nordafricana nelle popolazioni. La tesi secondo cui i QI medi sono più alti nelle regioni settentrionali che in quelle meridionali è ora supportata da sette serie di dati. Ci sono (1) gli studi di Peluffo (1962, 1964, 1967) usando i test di Piaget; (2) i risultati di numerosi studi che utilizzano le matrici progressive riportate in Lynn (2010b); (3) la comprensione della lettura, le prestazioni in matematica e scienze dei quindicenni nello studio PISA del 2006 per 12 regioni, per le quali i punteggi medi sono correlati con latitudine a 0,97; (4) la comprensione della lettura, le prestazioni in matematica e scienze dei quindicenni nello studio PISA del 2009 per 20 regioni, per le quali i punteggi medi sono correlati con latitudine a 0,93; (5) i risultati MT-Advanced per le abilità matematiche e di lettura riportati da Cornoldi et al. (2010); (6) i risultati INVALSI per la matematica e le capacità di lettura riportate da Cornoldi et al. (2010); (7) i più recenti risultati INVALSI per le capacità matematiche e di lettura riportati in questo documento. I dati forniti in Lynn (2010a) per il gradiente nord-sud delle frequenze delle percentuali di origine europea e di origine nordafricana nelle popolazioni, tali che nelle regioni settentrionali le frequenze dei marker genetici per le percentuali di origine europea sono più elevate, mentre le frequenze dei marker genetici per le percentuali di origine nordafricana sono più basse, sono confermate da tre ulteriori set di dati. Queste sono, in primo luogo, l'elevata correlazione tra latidude e la percentuale di biondi (.81) come marcatore per la percentuale di antenati dell'Europa settentrionale e mostrando maggiori percentuali di biondi nel nord Italia. In secondo luogo, l'elevata correlazione tra latitudine e frequenza dell'allele xR1a (.85) come altro indicatore della percentuale di antenati europei nelle popolazioni. In terzo luogo, l'elevata correlazione negativa tra latidude e la frequenza dell'allele aplogruppo E1b1b (−,84) come indicatore della percentuale di origine nordafricana e mediorientale. Infine, vi sono alte correlazioni tra i due marcatori per le percentuali di origine dell'Europa centrale e settentrionale nelle popolazioni regionali (la percentuale di biondi e la frequenza dell'allele xR1a) e IQ misurati da PISA 2006 e PISA 2009. Per la percentuale di blonds le correlazioni sono .876 e.730. Per la frequenza dell'allele xR1a le correlazioni sono .843 e .855. Al contrario, ci sono correlazioni negative tra IQ regionali e la frequenza dell'allele aplogruppo E1b1b, un indicatore degli antenati nordafricano e mediorientale. Per PISA 2006 e PISA 2009, queste correlazioni sono -.773 e -.876. Queste elevate correlazioni forniscono ulteriore supporto alla tesi secondo cui la percentuale di origini dell'Europa centrale e settentrionale nelle popolazioni delle regioni italiane è un fattore determinante per il QI.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  6. #46
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    Predefinito Re: Us and them

    Sanità. Livelli di assistenza, primo il Veneto. Ultimi Sicilia, Campania e Calabria
    6 NOVEMBRE 20206 NOVEMBRE 2020 VENETO LETTURA 1 MIN

    Veneto al primo posto per l’erogazione dei Lea, i Livelli essenziali di assistenza. Fanalini di coda Sicilia, Campania e, ultima, la Calabria. Questa la valutazione del ministero della Salute, riferita al 2018, sul ‘Mantenimento dell’erogazione dei Lea’ nelle regioni. Tutte le Regioni risultano adempienti. Si rilevano però delle criticità in alcune regioni: in Basilicata l’area distrettuale; in Calabria le aree prevenzione e distrettuale; in Campania le aree prevenzione e distrettuale; nel Lazio le aree prevenzione, distrettuale e ospedaliera; nelle Marche l’area ospedaliera; in Molise l’area distrettuale; in Puglia l’area prevenzione; in Sicilia le aree prevenzione e distrettuale; in Umbria l’area prevenzione. Quest’ultima si conferma, dunque, la ‘cenerentola’ del Ssn. Nel 2018 sono valutate positivamente Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria e Veneto. Si collocano a un livello minimo accettabile Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Puglia e Sicilia. Analizzando il trend 2012-2018, evidenzia il ministero, “emerge un sostanziale miglioramento del punteggio medio globale che cresce passando da 191 nel 2017 a 199 nel 2018; nelle Regioni non in Piano di rientro il punteggio medio è passato da 209 a 213, con una crescita del 2% circa, e da 168 a 182 (8%) nelle regioni in Piano di rientro”.

    https://www.lanuovapadania.it/veneto...ia-e-calabria/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  7. #47
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    Predefinito Re: Us and them

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Sanità. Livelli di assistenza, primo il Veneto. Ultimi Sicilia, Campania e Calabria
    6 NOVEMBRE 20206 NOVEMBRE 2020 VENETO LETTURA 1 MIN

    Veneto al primo posto per l’erogazione dei Lea, i Livelli essenziali di assistenza. Fanalini di coda Sicilia, Campania e, ultima, la Calabria. Questa la valutazione del ministero della Salute, riferita al 2018, sul ‘Mantenimento dell’erogazione dei Lea’ nelle regioni. Tutte le Regioni risultano adempienti. Si rilevano però delle criticità in alcune regioni: in Basilicata l’area distrettuale; in Calabria le aree prevenzione e distrettuale; in Campania le aree prevenzione e distrettuale; nel Lazio le aree prevenzione, distrettuale e ospedaliera; nelle Marche l’area ospedaliera; in Molise l’area distrettuale; in Puglia l’area prevenzione; in Sicilia le aree prevenzione e distrettuale; in Umbria l’area prevenzione. Quest’ultima si conferma, dunque, la ‘cenerentola’ del Ssn. Nel 2018 sono valutate positivamente Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria e Veneto. Si collocano a un livello minimo accettabile Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Puglia e Sicilia. Analizzando il trend 2012-2018, evidenzia il ministero, “emerge un sostanziale miglioramento del punteggio medio globale che cresce passando da 191 nel 2017 a 199 nel 2018; nelle Regioni non in Piano di rientro il punteggio medio è passato da 209 a 213, con una crescita del 2% circa, e da 168 a 182 (8%) nelle regioni in Piano di rientro”.

    https://www.lanuovapadania.it/veneto...ia-e-calabria/

    i nazionalisti in modo particolare i figli del sole si mettono però dentro anche loro, quando si parla di buon sistema sanitario e le risate avanzano.

    Oggi poi più che mai, infatti è bastata una ribellione in una certa area per leggere i tanti messaggi di superiorità e incoronare tale regione come modello da seguire. Poi non aggiungo altro.

  8. #48
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    Predefinito Re: Us and them

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Conclusioni.

    I dati riportati in questo documento forniscono ulteriori prove a conferma della tesi secondo cui esiste un gradiente nord-sud per il QI in Italia e che questo è associato alle frequenze dei marcatori genetici per le percentuali di origine europea e nordafricana nelle popolazioni. La tesi secondo cui i QI medi sono più alti nelle regioni settentrionali che in quelle meridionali è ora supportata da sette serie di dati. Ci sono (1) gli studi di Peluffo (1962, 1964, 1967) usando i test di Piaget; (2) i risultati di numerosi studi che utilizzano le matrici progressive riportate in Lynn (2010b); (3) la comprensione della lettura, le prestazioni in matematica e scienze dei quindicenni nello studio PISA del 2006 per 12 regioni, per le quali i punteggi medi sono correlati con latitudine a 0,97; (4) la comprensione della lettura, le prestazioni in matematica e scienze dei quindicenni nello studio PISA del 2009 per 20 regioni, per le quali i punteggi medi sono correlati con latitudine a 0,93; (5) i risultati MT-Advanced per le abilità matematiche e di lettura riportati da Cornoldi et al. (2010); (6) i risultati INVALSI per la matematica e le capacità di lettura riportate da Cornoldi et al. (2010); (7) i più recenti risultati INVALSI per le capacità matematiche e di lettura riportati in questo documento. I dati forniti in Lynn (2010a) per il gradiente nord-sud delle frequenze delle percentuali di origine europea e di origine nordafricana nelle popolazioni, tali che nelle regioni settentrionali le frequenze dei marker genetici per le percentuali di origine europea sono più elevate, mentre le frequenze dei marker genetici per le percentuali di origine nordafricana sono più basse, sono confermate da tre ulteriori set di dati. Queste sono, in primo luogo, l'elevata correlazione tra latidude e la percentuale di biondi (.81) come marcatore per la percentuale di antenati dell'Europa settentrionale e mostrando maggiori percentuali di biondi nel nord Italia. In secondo luogo, l'elevata correlazione tra latitudine e frequenza dell'allele xR1a (.85) come altro indicatore della percentuale di antenati europei nelle popolazioni. In terzo luogo, l'elevata correlazione negativa tra latidude e la frequenza dell'allele aplogruppo E1b1b (−,84) come indicatore della percentuale di origine nordafricana e mediorientale. Infine, vi sono alte correlazioni tra i due marcatori per le percentuali di origine dell'Europa centrale e settentrionale nelle popolazioni regionali (la percentuale di biondi e la frequenza dell'allele xR1a) e IQ misurati da PISA 2006 e PISA 2009. Per la percentuale di blonds le correlazioni sono .876 e.730. Per la frequenza dell'allele xR1a le correlazioni sono .843 e .855. Al contrario, ci sono correlazioni negative tra IQ regionali e la frequenza dell'allele aplogruppo E1b1b, un indicatore degli antenati nordafricano e mediorientale. Per PISA 2006 e PISA 2009, queste correlazioni sono -.773 e -.876. Queste elevate correlazioni forniscono ulteriore supporto alla tesi secondo cui la percentuale di origini dell'Europa centrale e settentrionale nelle popolazioni delle regioni italiane è un fattore determinante per il QI.


    Se hai altri articoli dello psicologo Lynn ti chiedo se potresti postarli in italiano.

    Le sue ricerche sono ritenute dalla comunità scientifica fake come ogni cosa controcorrente.

    Gli itagliani lo hanno anche denunciato per avere affermato quello che ha portato nell'articolo. Le sue ricerche sono state confermate anche da Rindermann uno psicologo tedesco.

    Questo è l'ultimo libro di Lynn:

    Race Differences in Psychopathic Personality: An Evolutionary Analysis



    La personalità psicopatica è associata a molti tipi di comportamenti antisociali e pericolosi, tra cui violenza, sfruttamento, disonestà, incoscienza, pigrizia, promiscuità sessuale e persino assenza di empatia umana e amore genuino. Le differenze razziali nella prevalenza della psicopatia sono quindi estremamente consequenziali per il futuro delle società multirazziali. In questo libro, l'eminente ricercatore della personalità Richard Lynn raccoglie un enorme corpo di prove per dimostrare differenze di razza chiare e coerenti nella personalità psicopatica, nonché per esplorare il motivo per cui queste differenze si sono evolute nel tempo. In un'epoca di migrazione di massa e di crescente interazione tra razze diverse, pochi libri potrebbero essere più tempestivi e importanti.

    * * *

    Ci vuole coraggio per scrivere libri sulla razza e sull'intelligenza nell'attuale clima politico. Ci vuole ancora più coraggio per esplorare l'origine, l'esistenza e le conseguenze delle differenze razziali nella personalità psicopatica. Richard Lynn ha osato fare entrambe le cose. La rilevanza di questo libro non può essere sopravvalutata in un'epoca in cui la globalizzazione costringe sempre più razze diverse a vivere e lavorare insieme. Possano i politici responsabili dei programmi di migrazione, e tutti coloro che sono interessati alla convivenza pacifica, leggere attentamente i libri di Lynn prima di prendere decisioni che influenzano tutta la nostra vita.

    Helmuth Nyborg
    Professore Emerito

  9. #49
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    Predefinito Re: Us and them

    REPUBBLICA DI CALABRIA – Commissario alla salute autorizza macellazione dei suini in casa cancellando obbligo visita controllo medico veterinario
    28 NOVEMBRE 202028 NOVEMBRE 2020 LO ZOO LETTURA 1 MIN

    Il 29 ottobre 2020 il Commissario ad Acta per la salute della Calabria ha sancito che per la macellazione dei suini per autoconsumo, non è obbligatoria la visita sanitaria effettuata da un Medico Veterinario.

    FNOVI si unisce allo sconcerto degli Ordini dei Medici Veterinari calabresi di fronte ad una scelta dalle così gravi ripercussioni sulla salute degli abitanti della Calabria.
    La Federazione, in una nota alla Direzione Generale per la Sicurezza degli alimenti e la Nutrizione del Ministero della Salute, nonché allo stesso Commissario ad acta Sanità della Regione Calabria, ha perciò chiesto “di adoperarsi, ciascuno per quanto di competenza, per rimettere al centro della propria azione il dovere di perseguire sempre l’interesse della collettività che ha diritto a prestazioni medico-sanitarie erogate da professionisti che hanno ricevuto una specifica formazione all’espletamento dell’ispezione degli alimenti”.

    https://www.lanuovapadania.it/lo-zoo...o-veterinario/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  10. #50
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    Predefinito Re: Us and them

    Italia divisa anche sulla raccolta differenziata. Sud fanalino di coda. Cagliardi raccolta record
    21 DICEMBRE 202121 DICEMBRE 2021 ECONOMIA LETTURA 2 MIN

    E’ Cagliari la città metropolitana che nel 2020 registra la percentuale più elevata di raccolta (73,7%), con una crescita di 2,3 punti rispetto al 71,4% del 2019; Venezia si colloca al 73,6% (70,9% nel 2019) e al di sopra del 60% risultano Milano, Firenze e Bologna (rispettivamente 68,9%, 67,6% e 66,3%). Sono i dati del Rapporto RIFIUTI Urbani dell’Ispra relativi al 2020. Bari e Torino si collocano, rispettivamente, al 59,8% e 59,3%, mentre la Città metropolitana di Roma Capitale raggiunge il 50,4%.

    Il valore più basso, 29,4%, si registra per Palermo sostanzialmente stabile rispetto al 2019 (29%). I comuni capoluogo con percentuali di raccolta differenziata più elevate sono Treviso che raggiunge 87,5%, Ferrara con l’87,3% e Pordenone con 87,2%.

    Tra le città di maggiori dimensioni (più di 200 mila abitanti) i maggiori livelli di raccolta differenziata si osservano per Parma, Venezia e Milano con percentuali pari, rispettivamente, all’82,7%, al 66% e 62,7% seguite da Padova, con il 60%, e Bologna, 55,5%. Roma, con una contrazione di 1,5 punti rispetto al 2019, si colloca al 43,8% mentre Bari e Napoli, anch’essi in calo, al 41,6% e al 34,5%. Genova, fa rilevare la stessa percentuale del 2019, 35,5%. Per quanto riguarda le città della Sicilia, si rileva per Messina una crescita superiore ai 10 punti, che porta la percentuale al 29,2%.

    Cosa si differenzia. L’organico si conferma la frazione più raccolta in Italia. Rappresenta il 39,3% del totale. Il 68,4% della frazione organica è costituito dalla frazione umida da cucine e mense (4,9 milioni di tonnellate), il 27,1% (1,9 milioni di tonnellate) dai RIFIUTI biodegradabili provenienti dalla manutenzione di giardini e parchi, il 3,8% (275 mila tonnellate) dai RIFIUTI avviati al compostaggio domestico e lo 0,7% (circa 49 mila tonnellate) dai RIFIUTI dei mercati. Carta e cartone rappresentano il 19,2% del totale; segue il vetro con il 12,2% e la plastica che rappresenta l’8,6%. Quest’ultima presenta la maggior crescita dei quantitativi raccolti, pari al 4,4% con un quantitativo complessivamente intercettato pari a quasi 1,6 milioni di tonnellate. Il 95% dei RIFIUTI plastici raccolti in modo differenziato è costituito da imballaggi.

    https://www.lanuovapadania.it/econom...ccolta-record/
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