
Originariamente Scritto da
Furlan
Fronte comune bipartisan sulla Tav
Tutti d'accordo, a favore della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. Ieri, intorno al tavolo di Confindustria Piemonte, si sono riuniti i rappresentanti del Pdl, della Lega Nord, dell'Udc, dell'Idv e de Pd per sottoscrivere una dichiarazione comune di sostegno al progetto della Tav in Val Susa. I politici erano stati invitati da Mariella Enoc, presidente di Confindustria Piemonte, e da Luigi Rossi di Montelera, presidente di Transpadana. E l'iniziativa è piaciuta a tutti, a dimostrazione che sulla Tav i partiti maggiori non hanno sostanziali difformità di valutazione.
In realtà era da tempo che le posizioni sull'alta velocità apparivano allineate. Ma la dichiarazione di ieri rappresenta la risposta, senza equivoci, alle novità emerse in Val Susa in vista dell'elezione dei vertici della nuova Comunità montana che nascerà dalla fusione delle tre Comunità esistenti: Alta e Bassa Val Susa e Val Sangone. Un'elezione importante, poiché la Comunità sarà tra gli interlocutori dell'Osservatorio. Ma numerosi esponenti del Pd valsusino hanno deciso di presentarsi insieme ai rappresentanti dei No Tav, suscitando le proteste dei vertici torinesi e piemontesi del partito, favorevoli alla linea.
Ieri Gianfranco Morgando, segretario del Pd piemontese, si è limitato a ribadire che le dinamiche interne al partito sono oggetto di discussione in altra sede e ha ammesso che ci sono preoccupazioni sui tempi della Tav, pur nella convinzione che il lavoro già svolto dall'Osservatorio permetterà ora un'accelerazione.
Maggiori perplessità sono state espresse da Osvaldo Napoli (Pdl) e Roberto Cota (Lega Nord). A loro avviso un successo dell'alleanza Pd-No Tav nella Comunità Montana porterebbe al blocco dell'opera. In attesa dei risultati delle elezioni (non votano i cittadini, ma i consiglieri comunali), i politici che hanno accolto l'invito di Confindustria hanno insistito sull'importanza delle prossime tappe. A partire dalla sottoscrizione, nella primavera del 2010, di un nuovo trattato internazionale tra Francia ed Italia, «rivolto agli aspetti realizzativi e gestionali dell'opera». Quindi l'individuazione del nuovo ente promotore della nuova linea che succederà a Ltf e che sarà incaricato della costruzione e della gestione della linea.
Viene anche ribadita la necessità di rispettare il cronoprogramma delle attività, in modo da avviare i lavori entro il 2013 per poter beneficiare dei 671,8 milioni di euro concessi dall'Unione europea. Ma per rispettare i tempi occorre poter avviare i carotaggi sulla base del calendario stabilito, dunque tra la fine di quest'anno e l'inizio del 2010. Così come è indispensabile completare la progettazione preliminare entro il primo semestre del prossimo anno.
Ma nel ribadire l'impegno del Piemonte per il rispetto dei tempi, i politici subalpini hanno anche insistito sulla necessità che il ministero dei Trasporti mantenga le promesse relative ai 200 milioni di euro per il nodo ferroviario di Torino. Risorse da destinare all'acquisto di nuovi convogli e allo sviluppo della rete ferroviaria. Perché, sulla base delle promesse, la linea storica della Val Susa dovrebbe trasformarsi in una sorta di metropolitana in grado di assicurare collegamenti rapidi tra la Valle e Torino, favorendo il rilancio dell'economia locale.
Fronte comune bipartisan sulla Tav - Il Sole 24 ORE