Riferimento: Noi, Conservatori
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Mr. Right
Non si finisce mai di imparare e dunque di ricredersi. :o
Con tutto il rispetto a me pare che cambi idea ogni due settimane.
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Eckhart
Con tutto il rispetto a me pare che cambi idea ogni due settimane.
"Se non è così sciocco e miope da scambiare i mezzi per i fini, il "Vero Conservatore" è sempre pronto a correggere la propria politica e ad abbandonare lungo la strada una parte dei suoi desideri." (Sergio Romano)
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UgoDePayens
Mr, per me (e penso per una grande maggioranza di conservatori) ciò che è NECESSARIO è esclusivamente il GIUSTO, il VERO, il BELLO.
La necessità è dettata dalle circostanze, spesso avverse, che se ne fanno baffi di ciò che ciascuno di noi considera giusto, vero e bello. Il mondo che ci circonda è ingiusto, falso e brutto, e a maggior ragione abbiamo bisogno di statisti che lo governino con prudenza e lungimiranza.
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Mr. Right
La necessità è dettata dalle circostanze, spesso avverse, che se ne fanno baffi di ciò che ciascuno di noi considera giusto, vero e bello. Il mondo che ci circonda è ingiusto, falso e brutto, e a maggior ragione abbiamo bisogno di statisti che lo governino con prudenza e lungimiranza.
Ma, amico, questo si chiama RELATIVISMO, ed è la peste del nostro secolo.
Il mondo che ci circonda è ingiusto, falso e brutto, ma sappiamo bene che esistono la giustizia, la verità e la bellezza.
Ad esse dobbiamo aspirare, e nessuna politica può essere prudente o lungimirante se perde di vista queste cose.
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UgoDePayens
Ma, amico, questo si chiama RELATIVISMO, ed è la peste del nostro secolo.
Il mondo che ci circonda è ingiusto, falso e brutto, ma sappiamo bene che esistono la giustizia, la verità e la bellezza.
Ad esse dobbiamo aspirare, e nessuna politica può essere prudente o lungimirante se perde di vista queste cose.
Non bisogna confondere il relativismo degli Zapatero che si inchinano utilitaristicamente alla maggioranza (dando vita a quella demagogica tirannia della maggioranza da cui metteva in guardia Tocqueville), con un saggio pragmatismo di chi persegue la retta via attraverso una politica che favorisca la coesione sociale e rifugga da laceranti spaccature ideologiche.
Il conservatore che intenda conservare TUTTO ciò che gli piace non è più un conservatore, ma un fondamentalista.
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Mr. Right
Non bisogna confondere il relativismo degli Zapatero che si inchinano utilitaristicamente alla maggioranza (dando vita a quella demagogica tirannia della maggioranza da cui metteva in guardia Tocqueville), con un saggio pragmatismo di persegue la retta via cercando di esprimere una politica che favorisca la coesione sociale e rifugga da laceranti spaccature ideologiche.
Il conservatore che intenda conservare TUTTO ciò che gli piace non è più un conservatore, ma un fondamentalista.
Non capisco: il Reagan dei discorsi ad Annapolis sull'"impero del male" era un fondamentalista o un conservatore?
E la Tatcher, per caso, ha "pragmaticamente" favorito la coesione sociale, durante le crisi dell'industria del carbone, o piuttosto non ha perseguito una politica giusta e seria, che mirava al bene comune e non al tatticismo politico?
Non può esistere conservatorismo che si basi su un pensiero debole. Non si può quindi essere "saggiamente pragmatici" cedendo a derive progressiste.
Ed è questo, in fine, che stai proponendo.
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UgoDePayens
Non capisco: il Reagan dei discorsi ad Annapolis sull'"impero del male" era un fondamentalista o un conservatore?
E la Tatcher, per caso, ha "pragmaticamente" favorito la coesione sociale, durante le crisi dell'industria del carbone, o piuttosto non ha perseguito una politica giusta e seria, che mirava al bene comune e non al tatticismo politico?
Non può esistere conservatorismo che si basi su un pensiero debole. Non si può quindi essere "saggiamente pragmatici" cedendo a derive progressiste.
Ed è questo, in fine, che stai proponendo.
Stai equivocando.
1) Reagan usò una retorica idealista e insieme vibrantemente anticomunista, ma seguì politicamente una linea prudentemente realista che si catturò le proteste dell'ala più estremista dei neocons (Perle).
2) La Thatcher combattè duramente i sindacati, ma aveva dalla sua parte un popolo che era stanco delle politiche laburiste. E quando si ostinò nel suo antieuropeismo (il punto debole della sua politica), il suo mancato realismo gli costò il posto a Downing Street per una fronda nel suo stesso partito.
3) Il conservatore è uno stratega, prima che un tattico. Il suo fine è quello di far prosperare il suo popolo e le Istituzioni. Il problema non si pone - come fai tu - in uno scontro all'arma bianca tra pensiero debole e pensiero forte. Il conservatore saggio, ripeto, deve evitare lacerazioni di questo tipo e mirare al suo obiettivo primario: favorire lo sviluppo generale attraverso il riconoscimento del merito individuale.
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Supermario
Leggo in silenzio, e ci sono alcune osservazioni che condivido.
Va detto che figure di spicco di questo conservatorismo ( Prezzolini, Indro Montanelli, mio concittadino fra l'altro ) che indichi tu in Italia al momento non ne vedo.
Una domanda.. uno stato conservatore.. deve essere uno stato pragmatico o deve essere uno stato etico ?
etico spero proprio di no
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Eric Draven
etico spero proprio di no
Mi ero dimenticato di rispondere a Supermario. Ovviamente sono dello stesso parere di Eric Draven.
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Mr. Right
Stai equivocando.
1) Reagan usò una retorica idealista e insieme vibrantemente anticomunista, ma seguì politicamente una linea prudentemente realista che si catturò le proteste dell'ala più estremista dei neocons (Perle).
2) La Thatcher combattè duramente i sindacati, ma aveva dalla sua parte un popolo che era stanco delle politiche laburiste. E quando si ostinò nel suo antieuropeismo (il punto debole della sua politica), il suo mancato realismo gli costò il posto a Downing Street per una fronda nel suo stesso partito.
3) Il conservatore è uno stratega, prima che un tattico. Il suo fine è quello di far prosperare il suo popolo e le Istituzioni. Il problema non si pone - come fai tu - in uno scontro all'arma bianca tra pensiero debole e pensiero forte. Il conservatore saggio, ripeto, deve evitare lacerazioni di questo tipo e mirare al suo obiettivo primario: favorire lo sviluppo generale attraverso il riconoscimento del merito individuale.
1) Quella di Reagan non fu solo retorica, e i suoi non furono tatticismi. In una visita a Berlino Ovest, col muro ancora in piedi, si rivolse direttamente a Gorbacev e disse chiaro e tondo: butta giù il muro perché i Tedeschi meritano la libertà!
Se per "realismo" intendi che non scatenò una guerra termonucleare contro l'impero del male, allora siamo d'accordo: anche Hitler fino al 1939 fu realista. Le proteste neocon non impedirono a Reagan di restare il punto di riferimento del movimento.
2) La Tatcher viene rimpianta oggi dagli Inglesi almeno a sufficienza da far capire come la lady di ferro fosse tutt'altro che poco realistica. La sua politica permise alla gran Bretagna di superare una crisi profonda e una guerra.
3) Il conservatore prima di tutto è, come ti dicevo, un VIR BONUS, e di sicuro quindi sa che il bene comune non si ottiene con compromessi al ribasso, ma con un dialogo serio, che miri al raggiungimento della verità.