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Mr. Right
Conservatorismo, tradizionalismo, destra religiosa non sono sinonimi
Amici del forum
vi esorto a prendere maggiormente in considerazione questo 3d, in quanto è incentrato sulla natura profonda del nostro pensiero politico. E' importante che i conservatori di Politica in Rete conoscano a fondo le ragioni di un termine, conservatorismo, il più delle volte superficialmente riconosciuto alla stregua di un anti-progressismo, oppure ancor più banalmente come sinonimo delle destre parlamentari.
Spesso, chi ha una profonda fede religiosa è convinto che essere conservatori significhi in primo luogo difendere i principi in cui crede. Da qui l'adesione incondizionata per battaglie culturali di stampo teocon e per filosofi o politici tradizionalisti, a cui fa riscontro un interesse nettamente più sbiadito per gli aspetti più laici della politica.
In questa sede, sulla base di tanti documenti presentati sul web da un anno a questa parte inerenti alla storia e alle idee del conservatorismo politico, mi sento in dovere di sottolineare che conservatorismo, tradizionalismo e destra religiosa non sono in alcun modo sinonimi. Che il conservatorismo è una dottrina politica e dunque laica, che riconosce il fondamentale ruolo della religione in una società e ne conserva, appunto, il retaggio come parte della tradizione, ma che al tempo stesso si guarda bene da ogni clericalismo, da ogni supina acquiescenza alle Chiese e ai Papi.
Come diceva Prezzolini, il conservatore non fonda il proprio pensiero su una Rivelazione, ma sulla biologia e la storia. Il suo intereresse primario è il mantenimento di un'ecologia sociale, la conservazione della vita contro ogni proposito autodistruttivo. In questo nota con piacere che alla sua azione si associa spesso anche quella delle confessioni religiose, che riconosce quali fonti di stabilità in un mondo in perenne rischio di anarchia. Ma se le religioni guardano all'uomo in quanto tale e alla speranza di una vita ultraterrena, lo statista conservatore ha come referente il cittadino (italiano, inglese, tedesco, americano...) ed è volto alla preservazione di un'entità statuale contro ogni pretesa internazionalistica che ne metta a rischio l'esistenza.
Ciò che massimamente contraddistingue un conservatore da un tradizionalista, e al tempo stesso da un liberale o un socialista, è il suo realismo. Il conservatore sa di vivere in un mondo caratterizzato da storture e malvagità, ma non per questo volge la testa all'indietro inseguendo impossibili sogni reazionari, e neppure perde tempo con le fumose utopie dei sedicenti progressisti. Il conservatore accetta stoicamente la realtà che gli è data di vivere e si sforza di guidarla facendo appello alla saggezza e alla prudenza.
Per questo il conservatore è sempre disposto a mettere da parte alcuni dei suoi convincimenti quando si rende conto dell'impossibilità di raggiungerli. La Chiesa può guardare legittimamente ad una minoranza di fedeli e può scegliere persino di chiamarsi fuori dal mondo, optando per un ruolo di semplice testimonianza dei Valori che ritiene essere eterni. Il conservatore, viceversa, accetta i cambiamenti sociali anche quando intimamente non li condivide e si presta a guidarli per non lasciare questo onere ad altre forze che reputa pericolose.
Questa capacità di adattamento e di realismo fa sì che il conservatore sia assolutamente alieno da ogni ideologia, che rifiuti il populismo e la demagogia, caratterizzandosi come un individuo concreto che basa il suo agire sui fatti e sul ragionamento.
Ecco perchè conservatori sono stati in Italia personalità laiche quali Giuseppe Prezzolini, Indro Montanelli, Sergio Romano, e non gli apologeti di Santa Romana Chiesa. Diversamente dal moderatismo democristiano che ha fornito statisti conservatori di un certo spicco quali un De Gasperi o un Adenauer, il tradizionalismo politico è infatti una forza radicale e, nei fatti, assai poco conservatrice; mentre le destre religiose, con cui i tradizionalisti spesso si confondono, sono fenomeni populistici e demagogicamente antielitari, laddove il conservatore è di regola un antiegualitario che riconosce come giuste le disparità sociali.
L'autentico sentimento conservatore nasce quando la Fede, nel suo senso più estremo di guida per ogni azione umana, si affievolisce. Questo non significa per i conservatori dover essere necessariamente degli agnostici, ma voler sottolineare che senza una spessa scorza di scetticismo è assai difficile immaginare un reale conservatorismo. Si avrebbe, tutt'al più, un Tradizionalismo, che è, lo si è già detto, ben altra cosa.
Mr. Right