Lombardo non cede «Governo con Pd e Udc»
Lombardo non cede «Governo con Pd e Udc»
Pronto il «quater»: «Primo atto, via le Province» Scontro con il premier «A Berlusconi ho detto che non ha fermato chi nel Pdl mi ha aggredito» L' alleato-rivale «Se Micciché sta con noi, deve farlo fino al voto. Poi io non mi ricandiderò»
ROMA - Stufo di leggere sui giornali nomi di colleghi del Pdl che aspirerebbero a fargli le scarpe, il presidente della Sicilia, Raffaele Lombardo, parte al contrattacco. E anticipa il piano in tre mosse per restare al governo salvando giunta e poltrona: un' alleanza «con tutti quelli che ci stanno», un nuovo governo e, come «primo atto riformatore», l' abolizione di tutte le Province siciliane. Il Lombardo quater - o «poker», come già lo chiamano eloquentemente gli uomini a lui più vicini - debutterà a giorni, col preciso intento di «sottrarre il resto della legislatura al clima di incertezza, ricostruendo l' alleanza su un programma di riforme radicali che preveda l' impegno di arrivare a scadenza naturale e di ripresentarsi, uniti, alle prossime Regionali». Nella sostanza, un «patto di ferro» per stoppare i pretendenti. «Un impegno formale e solenne con chi ci sta - fa di conto Lombardo -, l' Mpa, il Pdl Sicilia, l' Api e, dopo un lungo e proficuo incontro con Casini, anche l' Udc. E poi ci sarà il Pd, con il quale c' è sintonia riformista. «Nelle ultime ore ho ottenuto la disponibilità formale dell' onorevole Beppe Fioroni ad appoggiare la giunta». E i finiani? Ci fossero anche loro l' armata Lombardo sarebbe il primo embrione di terzo polo, una vera alleanza antiberlusconiana. «Non so se sia il terzo polo in embrione - risponde Lombardo - ma certo con i parlamentari amici di Fini ho un eccellente rapporto, sono nel mio governo e condividono il patto di legislatura. Insieme dobbiamo assicurare alla Sicilia un governo stabile, sottratto alle fibrillazioni e alle ipotesi di successione». Ieri mattina, a margine del Consiglio dei ministri, Lombardo ha visto Berlusconi e il colloquio non è stato dei più distesi, anche se il capo del governo lo ha nominato commissario all' emergenza rifiuti: «Incarico tremendo, da far tremare le vene dei polsi. Ci siamo chiariti sul piano personale, ma a Berlusconi ho detto che purtroppo ha dato mani libere a una parte del Pdl che non ha fatto che aggredirmi». E il Cavaliere? «Ha risposto che quello ostile sarei io. La verità è che costoro, dalle assunzioni ai rifiuti, hanno difeso un sistema che porta la Sicilia al massacro e contro cui si è riformata una maggioranza». L' azzeramento della giunta è dunque prossimo. Nascerà un governo tecnico? «Non parlo di azzeramento, ma i tempi saranno brevi - accelera Lombardo -. Tecnico o politico, vedremo. Potrebbe anche essere un governo misto, come quello attuale. Ma è una questione che viene dopo. La cosa importante sono le riforme radicali che attueremo». La prima, prevede Lombardo, è destinata a fare sensazione: «È l' abolizione di tutte le Province, in attuazione dell' articolo 15 dello statuto. Saranno sostituite da liberi consorzi dei Comuni, i cui sindaci devolveranno verso l' alto le competenze».
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