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  1. #521
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    Predefinito Re: Brexit: ecco cosa accade

    Citazione Originariamente Scritto da Zeratul Visualizza Messaggio
    Google e facebook incrementano gli investimenti in UK considerabilmente
    Questi investimenti sono stati decisi da almeno 1 anno, queste grosse compagnie pianificano tutto per bene prima di spendere tali cifre. Ne consegue che, nonostante il referendum, ritengono molto più probabile che l'UK non esca dal mercato unico alla fine.

  2. #522
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    Predefinito Re: Brexit: ecco cosa accade

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantès Visualizza Messaggio
    In mano avete solo un pugno di mosche.
    L'Uk va alla grande e tornerà a dominare il pianeta.
    Il resto, i vostri commenti, gli scenari devastanti, sono solo eiaculazioni di poveri imbecilli.
    E come? L'India, storico partner commerciale, gli ha praticamente chiuso la porta in faccia.
    Cina e altri mercati hanno intenzione di creare un accordo di scambio commerciale, il TPP nel quale l'UK non vorrà mai entrare o si ritrova tutte le aziende pronte a delocalizzare nei territori dei paesi firmatari (E infatti Trump ha fatto capire che l'America rinuncerà pure a questo trattato per questo stesso rischio).
    Se esce dal mercato unico europeo praticamente il commercio con l'Europa verrà enormemente ridotto.
    La sua unica possibilità sarebbero Australia e USA, anche se sulla seconda secondo me avrà una brutta sorpresa.

  3. #523
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    Predefinito Re: Brexit: ecco cosa accade

    100€ il 23-06-2016
    24-11-2016
    Sterlina -8,89%
    UK - FTSE 100 -1,83%
    UK - FTSE 250 -7,54%
    UE - Eurostoxx 50 0,09%
    DE - Dax 4,21%
    IT - FTSE MIB -8,16%
    ∆ PIL 0,20%

    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

    UE, mondo, futuro Michio Kaku:
    https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg

  4. #524
    Klassenkampf ist alles!
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    Predefinito Re: Brexit: ecco cosa accade

    Bloomberg sul Regno Unito: aumentano i consumi, dov’è finito il disastro-Brexit?

    In un articolo che sorprenderà solo i lettori meno accorti, Bloomberg ammette che i tremendi effetti paventati riguardo alla Brexit non si stanno materializzando. Perfino gli investimenti e i consumi, che avrebbero potuto soffrire il periodo incerto di transizione, reggono bene. Gli effetti benefici di una sterlina che torna ad allinearsi ai fondamentali stanno già facendosi sentire: dalle maggiori visite degli stranieri, alla ritrovata convenienza dei prodotti UK sui mercati internazionali.

    Di Lucy Meakin, 25 novembre 2016

    I consumatori e le imprese hanno aumentato i propri consumi nel terzo trimestre: l’economia del Regno Unito ha mostrato di rimanere solida a seguito del voto sulla Brexit.
    La spesa delle famiglie è aumentata dello 0,7% rispetto al secondo trimestre, mentre gli investimenti delle imprese sono aumentati dello 0,9%, secondo il comunicato dell’Ufficio Nazionale di Statistica (ONS) di venerdì scorso. Globalmente, la crescita si è mantenuta allo 0,5% sostenuta in particolare dal commercio. Un altro comunicato della Federazione dell’Industria Britannica ha mostrato che le vendite al dettaglio hanno fatto registrare il maggior aumento da più di un anno a questa parte in novembre.

    Il rapporto ONS riguarda la crescita del PIL nel primo trimestre svoltosi interamente dopo la decisione dei cittadini britannici di ribaltare la politica UK e sfidare i mercati finanziari lasciando l’Unione Europea. Anche se non ci sono segnali significativi di impatti al momento, si prevede che la crescita debba rallentare il prossimo anno.
    Nel suo rapporto semestrale, l’Ufficio per la responsabilità di bilancio ha tagliato mercoledì le sue previsioni per il 2017 a 1,4% dal precedente 2,2%, dicendo che l’incertezza farà sì che le imprese rimandino gli investimenti, mentre la sterlina debole metterà pressione sui consumatori spingendo al rialzo il costo delle importazioni.
    “Gli investimenti delle imprese hanno tenuto bene subito dopo il referendum sulla UE, ma è probabile che molte delle decisioni di investimento fossero state prese prima del giorno del referendum”, secondo lo statistico Darren Morgan dell’ONS. “Questo fattore, insieme a una forte spesa nei consumi trainata da un aumento del reddito delle famiglie, e una buona performance nel settore dominante dei servizi, ha mantenuto forte il tasso di crescita, in linea con la media storica”.
    Il rialzo degli investimenti ha sorpreso gli economisti, che si aspettavano unanimemente una contrazione a causa del voto sulla Brexit.

    “A seguito della Brexit c’era motivo di aspettarsi incertezza, che avrebbe ostacolato gli investimenti”, ha detto Alan Clarke a Scotiabank a Londra. “Tuttavia, le cose non sono mai bianche o nere. La costruzione di aeroplani, navi, edifici e così via risale a 12-18 mesi fa e attività del genere non vengono sospese in poco tempo”.
    L’aumento della spesa dei consumatori è scesa dallo 0,9% registrato tra aprile e giugno, ma in linea con la media dei recenti trimestri.
    L’effetto-sterlina
    Il CBI ha detto che il suo indice mensile sulle vendite al dettaglio è salito a 26 a novembre – il valore più alto registrato dal 2015 – e i grandi magazzini prevedono un’ulteriore crescita il prossimo mese. Potrebbero beneficiare dei turisti stranieri che approfittano della sterlina debole, secondo gli economisti.
    Il tasso di cambio potrebbe anche iniziare a sostenere il commercio rendendo le esportazioni britanniche più convenienti e le importazioni più costose. Le esportazioni nette hanno contribuito per lo 0,7% al PIL nei 3 mesi terminati a settembre, il maggior contributo registrato dall’inizio del 2014 e il primo quest’anno. Le esportazioni sono salite dello 0,7% mentre le importazioni sono scese dell’1,5%.
    L’indice della dominante industria dei servizi è salito dello 0,2% a settembre, causando una crescita dello 0,8% della produzione sul trimestre. Questo ha più che compensato la flessione della produzione industriale e del settore delle costruzioni. La crescita complessiva del PIL è minore di quella del secondo trimestre, che valeva lo 0,7%.
    Una Cina, una Yugoslavia, una Russia, una Corea, una Palestina, un'Irlanda. E zero USA
    Il Mein Kampf è una nota a margine del Manifest Destiny

  5. #525
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    Predefinito Re: Brexit: ecco cosa accade

    Citazione Originariamente Scritto da amaryllide Visualizza Messaggio
    Bloomberg sul Regno Unito: aumentano i consumi, dov’è finito il disastro-Brexit?


    In un articolo che sorprenderà solo i lettori meno accorti, Bloomberg ammette che i tremendi effetti paventati riguardo alla Brexit non si stanno materializzando. Perfino gli investimenti e i consumi, che avrebbero potuto soffrire il periodo incerto di transizione, reggono bene. Gli effetti benefici di una sterlina che torna ad allinearsi ai fondamentali stanno già facendosi sentire: dalle maggiori visite degli stranieri, alla ritrovata convenienza dei prodotti UK sui mercati internazionali.

    Di Lucy Meakin, 25 novembre 2016

    I consumatori e le imprese hanno aumentato i propri consumi nel terzo trimestre: l’economia del Regno Unito ha mostrato di rimanere solida a seguito del voto sulla Brexit.
    La spesa delle famiglie è aumentata dello 0,7% rispetto al secondo trimestre, mentre gli investimenti delle imprese sono aumentati dello 0,9%, secondo il comunicato dell’Ufficio Nazionale di Statistica (ONS) di venerdì scorso. Globalmente, la crescita si è mantenuta allo 0,5% sostenuta in particolare dal commercio. Un altro comunicato della Federazione dell’Industria Britannica ha mostrato che le vendite al dettaglio hanno fatto registrare il maggior aumento da più di un anno a questa parte in novembre.

    Il rapporto ONS riguarda la crescita del PIL nel primo trimestre svoltosi interamente dopo la decisione dei cittadini britannici di ribaltare la politica UK e sfidare i mercati finanziari lasciando l’Unione Europea. Anche se non ci sono segnali significativi di impatti al momento, si prevede che la crescita debba rallentare il prossimo anno.
    Nel suo rapporto semestrale, l’Ufficio per la responsabilità di bilancio ha tagliato mercoledì le sue previsioni per il 2017 a 1,4% dal precedente 2,2%, dicendo che l’incertezza farà sì che le imprese rimandino gli investimenti, mentre la sterlina debole metterà pressione sui consumatori spingendo al rialzo il costo delle importazioni.
    “Gli investimenti delle imprese hanno tenuto bene subito dopo il referendum sulla UE, ma è probabile che molte delle decisioni di investimento fossero state prese prima del giorno del referendum”, secondo lo statistico Darren Morgan dell’ONS. “Questo fattore, insieme a una forte spesa nei consumi trainata da un aumento del reddito delle famiglie, e una buona performance nel settore dominante dei servizi, ha mantenuto forte il tasso di crescita, in linea con la media storica”.
    Il rialzo degli investimenti ha sorpreso gli economisti, che si aspettavano unanimemente una contrazione a causa del voto sulla Brexit.

    “A seguito della Brexit c’era motivo di aspettarsi incertezza, che avrebbe ostacolato gli investimenti”, ha detto Alan Clarke a Scotiabank a Londra. “Tuttavia, le cose non sono mai bianche o nere. La costruzione di aeroplani, navi, edifici e così via risale a 12-18 mesi fa e attività del genere non vengono sospese in poco tempo”.
    L’aumento della spesa dei consumatori è scesa dallo 0,9% registrato tra aprile e giugno, ma in linea con la media dei recenti trimestri.
    L’effetto-sterlina
    Il CBI ha detto che il suo indice mensile sulle vendite al dettaglio è salito a 26 a novembre – il valore più alto registrato dal 2015 – e i grandi magazzini prevedono un’ulteriore crescita il prossimo mese. Potrebbero beneficiare dei turisti stranieri che approfittano della sterlina debole, secondo gli economisti.
    Il tasso di cambio potrebbe anche iniziare a sostenere il commercio rendendo le esportazioni britanniche più convenienti e le importazioni più costose. Le esportazioni nette hanno contribuito per lo 0,7% al PIL nei 3 mesi terminati a settembre, il maggior contributo registrato dall’inizio del 2014 e il primo quest’anno. Le esportazioni sono salite dello 0,7% mentre le importazioni sono scese dell’1,5%.
    L’indice della dominante industria dei servizi è salito dello 0,2% a settembre, causando una crescita dello 0,8% della produzione sul trimestre. Questo ha più che compensato la flessione della produzione industriale e del settore delle costruzioni. La crescita complessiva del PIL è minore di quella del secondo trimestre, che valeva lo 0,7%.
    tutti segnali che alla fine prevarrà il buon senso e UK resterà nel mercato comune (tipo CH e NO)

    non a caso Nissan, Google e Facebook hanno confermato i loro investimento in UK (chiamali fessi, è l'economia piu' liberalizzata di Europa, con tasse basse e ottimi servizi) cambio di certezze sul'accesso al mercato comune e alla libera circolazione di persone
    “Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
    — Paul Krugman

  6. #526
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    Predefinito Re: Brexit: ecco cosa accade

    Citazione Originariamente Scritto da Conte Oliver Visualizza Messaggio
    tutti segnali che alla fine prevarrà il buon senso e UK resterà nel mercato comune (tipo CH e NO)

    non a caso Nissan, Google e Facebook hanno confermato i loro investimento in UK (chiamali fessi, è l'economia piu' liberalizzata di Europa, con tasse basse e ottimi servizi) cambio di certezze sul'accesso al mercato comune e alla libera circolazione di persone
    Per ora di buon senso se ne vede poco. E' ovvio che l'allentamento monetario riscaldi i consumi (e l'inflazione) e che se fintanto che non si grida all'hard brexit gli investimenti rimangano (ma sono cose decise prima, caleranno).

    Gli articoli postati per dire "avete visto, non succede nulla" fanno ridere, come fa ridere il Salvini moscovita che lo ripete a pappagallo.
    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

    UE, mondo, futuro Michio Kaku:
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  7. #527
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    Predefinito Re: Brexit: ecco cosa accade

    Insomma l'economia britannica va a gonfie vele.
    Spaghetti e pistole

  8. #528
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    Predefinito Re: Brexit: ecco cosa accade

    Citazione Originariamente Scritto da Sentenza Visualizza Messaggio
    Insomma l'economia britannica va a gonfie vele.
    + 2.3% nel 2016 contro 0.7% italiano

    Sent from my SM-G388F using Tapatalk

  9. #529
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    Predefinito Re: Brexit: ecco cosa accade

    Citazione Originariamente Scritto da Sentenza Visualizza Messaggio
    Insomma l'economia britannica va a gonfie vele.
    e ci credo, sono un grande paese liberale, mai una volta colpito dal mortale virus fasciocomunista
    “Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
    — Paul Krugman

  10. #530
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    Predefinito Re: Brexit: ecco cosa accade

    Citazione Originariamente Scritto da Razionalista Visualizza Messaggio
    Per ora di buon senso se ne vede poco. E' ovvio che l'allentamento monetario riscaldi i consumi (e l'inflazione) e che se fintanto che non si grida all'hard brexit gli investimenti rimangano (ma sono cose decise prima, caleranno).

    Gli articoli postati per dire "avete visto, non succede nulla" fanno ridere, come fa ridere il Salvini moscovita che lo ripete a pappagallo.
    ma non è successo nulla, che tipo di Brexit sarà non lo sa nessuno

    e che si suicidino non lo credo

    ovvio, se escono dal mercato unico, sarà un problema per il PIL mondiale, una frenata in Europa, una waterloo memorabile per UK
    “Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
    — Paul Krugman

 

 
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