



“Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
— Paul Krugman


Oh, io non mi scandalizzo che nell'UE creata per evitare il ripetersi degli errori del passato semplicemente comandino i più forti come appunto avveniva in quel passato che si vuole superare, ma mi sembra che tu abbia volutamente e abbondantemente tralasciato il senso del mio discorso.
Per cui, se è una "vendetta" per averti fatto notare che l'URSS non esiste più da tempo, e dunque è ovvio che il peso dell'Italia nell'UE sia superiore ad un URSS che non esiste più, per favore dillo, così la chiudiamo qui.
Se invece è una critica all'UE e al fatto che alla fine è tenuta assieme da coercizione e minacce economiche e non da ideali, volontà di pace e fratellanza o che altro, con me sfondi una porta aperta.![]()


esatto, volevo solo sottolineare che, qualuque cosa tu faccia, le economie piè forti avranno sempre dei vantaggi..non capisco la tua polemica, puoi essere o non esser d'accordo
ma figurati se me la prendo per queste belinate..era ovvio che intendevo Russia
ma è qui il punto, le unioni non sono mai state, da che mondo e mondo, alla pari, ma le economie piu' forti hanno un peso maggiore....solo gli ingenui pensano il contrario o si scandalizzano
“Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
— Paul Krugman


Nessuna polemica. Siccome stavo discutendo con un altro utente di una situazione in particolare, che si estrapolasse una piccolissima parte del discorso mi sembrava strano.
Sempre meglio chiedere...
Allora, come ti ho detto, con me sfondi una porta aperta. L'UE non è un progetto costituito sulla volontà di pace, sulla cooperazione fraterna e quant'altro ci dicono, ma unicamente sulla forza. Come è successo tutte le volte che hanno cercato in passato di unire l'Europa.


nessuna intenzione di stravolgere il senso del tuo ragionamento o interpretarlo in maniera faziosa
Costruito sula forza, mi sembra una esagerazione, alla fine ogni stato ha aderito in maniera volontaria e concordato all'unanimità sulle regole
di sicuro gli Stati piu' forti economicamente hanno una influenza magggiore
come da sempre, i voti (le azioni) non si contano ma si pesano, sarebbe cosi in ogni caso
“Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
— Paul Krugman


È un vanto essere ignorati da utenti di livello 0.
Agli euradical snob antifà che danno del lei per sottolineare la distanza dal ceto del popolino rispondo con un voi (come usava quando c'era LVI) così imparano. Gradassi avvisati mezzi salvati.




Ok.
L'avevo riportato più indietro:
« [...] 5. Collaborazione franco-tedesca come motore della politica di unificazione
Irrinunciabile per il metodo Monnet è la concordanza franco-tedesca. Serve da «frusta» per tutti gli Stati recalcitranti nei confronti dell’integrazione. Da qui provengono termini come «nucleo europeo», «centro di gravitazione», «gruppo di pionieri», «Europa a due velocità» e simili.
Oggi Merkel e Sarkozy da soli decidono in pratica sulle questioni fondamentali dell’UE. Tutti gli altri, compresa la maggior parte dei media, accettano tacitamente che le istituzioni dell’UE e i rimanenti 25 Stati membri vengano esclusi dal processo decisionale. [...]»
Discorso Libero - Il metodo Monnet come chiave per capire la crisi dell’euro (2012)
Alla fine bisogna stabilire se "in maniera volontaria" sinifica "a seguito di una decisione presa in libertà senza alcuna pressione o minaccia" oppure "per evitare o far cessare spiacevoli conseguenze".


Giusto per...
« Per rapporto all'OCSE, la CEE rappresenta, quantomeno sotto l'aspetto commerciale, un passo indietro. Attualmente, in effetti, è una comunità chiusa, ripiegata su sé stessa e fondata sulla discriminazione sistematica dei Paesi terzi. [...]
Il signor Weitnauer conclude dunque che [...] l'integrazione europea è da condannare.
Un altro motivo di seria inquietudine è costituito dagli obiettivi della politica d'integrazione. Per Monnet, Marjolin e gli ispiratori del trattato di Roma, la discriminazione economica è un'arma politica che, da un lato, deve rinforzare la coesione della comunità, dall'altra portare i contrari a pentirsene. »
Rapporto del Consiglio Federale, 1960.