



“Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
— Paul Krugman




"Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum
UE, mondo, futuro Michio Kaku:
https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg


"Non abbiamo l'unione sociale ma solo quella economica e finanziaria. Finchè non capiamo questo, non capiremo perché i populisti hanno tanto successo!". Gabriele Zimmer
Gratteri: "L'Ue è una prateria per le mafie"


certo che sulla Brexit la confusione regna sovrana
A) La Brexit ancora non c'è stata, UK è parte della EU al 100%..gli impatti di una uscita sono limitati
B) Dato il clima di incertezza, gli investimenti sono già calati e questo ha già colpito l'economia UK, in termini di PIL reale e stipendi
C) L'uscita dalla EU è una scelta dei britannici (o meglio inglesi) rispettabilissima, ma economicamente è un suicidio, dato che nessun paese in Europa ha sfruttato i vantaggi del mercato unico piu' degli UK. Praticamente tutte le multinazionali hanno usato UK come testa di ponte per vendere in Europa, grazie alla sua grande economia liberale, favorevole all'impresa e con un eccellente sistema di istruzione. Una volta che sei fuori dalla EU, è ovvio che se ne scappano tutti, anche perchè le supply chains con la EU sono strettamente collegate e non possono permetttersi fermate alla dogana
D) Non a caso, UK sta trattando un accordo per cui...restano nel mercato unico temporanemente, o meglio fino alle calende greche. Cioè nessuno crede al disatro di un uscita senza accordo, per cui l'economia sta resistendo
E) Se poi sarà hard Brexit..bhe, brutto colpo per la EU, ma un disastro epocale per UK: non lo dico io, lo dice il buon senso
“Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
— Paul Krugman


Totalmente d'accordo.
Un solo appunto. L'accordo secondo me non passa e, per quanto dica la May, si ritornerà alle urne o addirittura ad un ulteriore referendum che si rivelerà la sola maniera per levarsi d'impiccio dalle conseguenze dovute dal caos politico che scaturirà dalla bocciatura dell'accordo .


"Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum
UE, mondo, futuro Michio Kaku:
https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg


anche io temo che la May non riuscirà a trovare la quadra tra un accordo con la EU e una maggioranza parlamentare; da quello che trapela, anche la EU ci mette di suo, con la pretesa di mettere una dogana tra NI e GB; questo è inaccettabile, io qui capisco UK
ma un nuovo referendum è la fine della democrazia in UK, io sarei contrarissimo
“Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
— Paul Krugman


La questione è che l'unico modo per rispettare il Good Friday Agreement è che si trovi una soluzione concreta al problema del confine tra le due parti d'Irlanda. E le soluzioni che mi vengono in mente non andranno mai bene all'UK. Poi capisco perfettamente che l'UK non possa accettare di essere tagliata in due, nemmeno temporaneamente, però a quel punto accetti che il border backstop plan sia esteso a tutta l'UK. Altra soluzione è far votare direttamente il North Ireland sulla questione, ma anche questo il governo UK non lo accetterà mai perché rischia di dare spazio all'unificazione irlandese. E l'EU francamente non può certo permettere di riaccendere le violenze al confine con tra le due Irlande (cosa che non è certamente nell'interesse nemmeno del governo UK).
Io invece la penso diversamente da te su un secondo referendum. Numerosi sondaggi dimostrano che la maggioranza dei britannici sono ad oggi a favore del restare nell'EU. Certo sono "solo" sondaggi, a cui però si aggiunge anche la volontà di molti parlamentari. Le due cose giustificherebbero un secondo referendum, che non è certo uno strumento non-democratico. Inoltre un referendum dopo 2 anni di discussioni pubbliche sugli effetti della Brexit, dimostrerebbe in maniera incontrovertibile se i cittadini britannici vogliono un'uscita dall'EU Hard o no.