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  1. #101
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    Predefinito Rif: In principio era il caos. E prima?

    Altro caso della enorme erudizione e conoscenza dei testi scientifici ellenistici dei religiosi del medioevo

    Da l.Russo 'la rivoluzione dimenticata"

    Nell'VIII secolo il più grande matematico dell'occidente è considerato Beda, che nel suo lavoro "più impegnativo" descrive un metodo per rappresentare i numeri con le mani. "Molti sapevano ancora farlo fino al numero 10, ma Beda, usando una specie di alfabeto per sordomuti, riesce ad arrivare un po' più in là. Quando il più grande 'matematico' vivente in Europa è a questo livello la vita urbana vi è già scomparsa"
    Ultima modifica di claddav; 23-07-10 alle 17:43

  2. #102
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    Predefinito Rif: In principio era il caos. E prima?

    Citazione Originariamente Scritto da claddav Visualizza Messaggio
    Solo un testo per tutti , ovviamente di secondaria importanza (eufemismo)

    Elementi di Euclide:

    tradotto in latino dall'arabo da Adelardo da Bath nel 1120 , cavolo per fortuna che c'erano i monaci che copiavano i libri.

    No mi scuso i monaci copisti a qualcosa sono serviti , questo forse senza i monaci sarebbe andato perduto

    http://it.wikipedia.org/wiki/Palinsesto_di_Archimede

    Anche se la conservazione dell'opera di Archimede non rientrava nelle loro priorità e probabilmente nelle loro possibilità di comprensione.

    Leggiti il libro linkato e cambierai un po la tua visione.
    Bravo hai trovato un testo non copiato dai monaci.
    Che figo !!

    Ma come siamo ridotti.
    Dov'eri tu quand'io ponevo le fondamenta della terra?
    Dillo, se hai tanta intelligenza!
    Chi ha fissato le sue dimensioni, se lo sai,
    o chi ha teso su di essa la misura? Giobbe 38:4-5

  3. #103
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    Predefinito Rif: In principio era il caos. E prima?

    Citazione Originariamente Scritto da claddav Visualizza Messaggio
    Altro caso della enorme erudizione e conoscenza dei testi scientifici ellenistici dei religiosi del medioevo

    Da l.Russo 'la rivoluzione dimenticata"

    Nell'VIII secolo il più grande matematico dell'occidente è considerato Beda, che nel suo lavoro "più impegnativo" descrive un metodo per rappresentare i numeri con le mani. "Molti sapevano ancora farlo fino al numero 10, ma Beda, usando una specie di alfabeto per sordomuti, riesce ad arrivare un po' più in là. Quando il più grande 'matematico' vivente in Europa è a questo livello la vita urbana vi è già scomparsa"
    Quindi per te la chiesa non ha avuto rilevanza nella cultura occidentale del medioevo ?

    Tanto per dirtene una, chiediti chi sapeva leggere e scrivere nel medioevo.
    Ultima modifica di Biuly; 23-07-10 alle 18:01
    Dov'eri tu quand'io ponevo le fondamenta della terra?
    Dillo, se hai tanta intelligenza!
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    o chi ha teso su di essa la misura? Giobbe 38:4-5

  4. #104
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    Predefinito Rif: In principio era il caos. E prima?

    Citazione Originariamente Scritto da Biuly Visualizza Messaggio
    Bravo hai trovato un testo non copiato dai monaci.
    Che figo !!

    Ma come siamo ridotti.
    Non sono figo , constato che le maggiori opere greche sia classiche che ellenistiche sono di derivazione araba e tardo bizantina.

    Le opere del quadrivio copiate dai monaci erano di una pochezza straordinaria , compendi di cpmpendi di compendi , praticamente derivati dal bignami dell'epoca fatto da Boezio.

    Vuoi che facciamo un esempio pratico oltre al venerabile Beda.

    Isidoro di Siviglia ti dirà qualcosa no , vediamo come tratta le figure geometriche:

    XII. DE FIGVRIS GEOMETRIAE. [1] Figurae solidae sunt, quae longitudine, latitudine et altitudine continentur, ut est cubus, cuius species quinque in plano. Quarum prima circulus est figura plana, quae vocatur circumducta; cuius in medio punctus est, quo cuncta convergunt, quod centrum geometriae vocant, Latini punctum circuli nuncupant (sequitur figura). [2] Quadrilatera figura est in plano quadrata; quae sub quattuor rectis lineis iacet, ita (seq. figura). Dianatheton grammon figura plana, [ita] (seq. figura). Orthogonium, id est rectiangulum figura plana. Est enim triangulum et habet angulum rectum (seq. figura). Isopleuros figura plana, recta et subter constituta (seq. figura). [3] Sphaera est figura in rotundum formata, partibus cunctis aequalis (seq. figura). Cubus est figura propria solida, quae longitudine, latitudine et altitudine continetur (seq. figura). [4] Cylindrus est figura quadrata, habens superius semicirculum (seq. figura). [5] Conon, figura quae ab amplo in angustum finit, sicut orthogonium (seq. figura). [6] Pyramis est figura, quae in modum ignis ab amplo in acumen consurgit; ignis enim apud Graecos PUR appellatur (seq. figura). [7] Sicut autem infra X omnis est numerus, ita intra hunc circulum omnium figurarum concluditur ambitus (seq. figura). Prima autem figura huius artis punctus est, cuius pars nulla est. Secunda linea, praeter latitudinem longitudo. Recta linea est, quae ex aequo in suis punctis iacet. Superficies vero, quod longitudines et latitudines solas habet. Superficiei vero fines lineae sunt, quorum formae ideo in superioribus decem figuris positae non sunt, quia inter eas inveniuntur.

    da Isidore: Etymologiae III


    Cazzo , se questa è l'eredità passata da euclide , archimede e altri bignami è esagerato , gli appunti di uno studente tardo in una scuola tarda.

    Questa è l'eredità passata attraverso i monaci , senza arabi e bizantini(i veri conservatori dei libri) la nostra rivoluzione scientifica probabilmente non sarebbe mai partita

  5. #105
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    Predefinito Rif: In principio era il caos. E prima?

    Citazione Originariamente Scritto da Biuly Visualizza Messaggio
    Quindi per te la chiesa non ha avuto rilevanza nella cultura occidentale del medioevo ?

    Tanto per dirtene una, chiediti chi sapeva leggere e scrivere nel medioevo.
    La chiesa era la cultura occidentale , o meglio di quel pochissimo che era rimasto rispetto al periodo greco classico ed ellenistico , e lo è stata totalmente fino al Rinascimento.
    Che lo abbia fatto per puro spirito di abnegazione non lo so , visto che il detenere la conoscenza era altamente funzionale al potere teologico.ma questo esula dal discorso.

    Il fatto che la chiesa sia stata determinante nella rivoluzione scientifica che a partire dal 1600 ha investito l'europa occidentale ho i miei seri dubbi.
    Sicuramente non una causa sufficiente (1200 anni di latenza mi sembrano un pochino eccessivi) , necessaria non penso o penso più suo malgrado.
    Mi spiego meglio , nella chiesa cattolica se proprio lo vogliamo ravvisare una completa chiusura , di rifiuto , verso il mondo greco/ellenistico non c'è stata probabilmente perchè la sua ascesa al potere è stato lenta (almeno 300 anni) e quindi in qual modo si è dovuto adattare anche al pensiero 'pagano'. Questo preadattamento ha portato quindi alla non chiusura quando ,in seguito alla reconquista spagnola e alle crociate, le conoscenze conservate in ambiente arabo e bizantino hanno cominciato a fluire in europa occidentale.

    Non chiusura che però non significa accettazione entusiastica , basta ricordare che per un certo periodo di tempo le opere di Aristotele furono messe all'indice.
    Le dinamiche sociali, politiche ed economiche hanno fatto il resto , e man mano che la chiesa perdeva il controllo completo sulla cultura i semi della cultura greco/ellenistica hanno germogliato nuovamente. Nonostante i vincoli posti dalla chiesa stessa.(il dispositivo della condanna di Galileo è esemplare in questo).
    Diciamo che più che un buon terreno di coltura almeno non era impregnato totalemente di antiinfestanti.

  6. #106
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    Predefinito Rif: In principio era il caos. E prima?

    Citazione Originariamente Scritto da claddav Visualizza Messaggio
    Non sono figo , constato che le maggiori opere greche sia classiche che ellenistiche sono di derivazione araba e tardo bizantina.

    Le opere del quadrivio copiate dai monaci erano di una pochezza straordinaria , compendi di cpmpendi di compendi , praticamente derivati dal bignami dell'epoca fatto da Boezio.

    Vuoi che facciamo un esempio pratico oltre al venerabile Beda.

    Isidoro di Siviglia ti dirà qualcosa no , vediamo come tratta le figure geometriche:

    XII. DE FIGVRIS GEOMETRIAE. [1] Figurae solidae sunt, quae longitudine, latitudine et altitudine continentur, ut est cubus, cuius species quinque in plano. Quarum prima circulus est figura plana, quae vocatur circumducta; cuius in medio punctus est, quo cuncta convergunt, quod centrum geometriae vocant, Latini punctum circuli nuncupant (sequitur figura). [2] Quadrilatera figura est in plano quadrata; quae sub quattuor rectis lineis iacet, ita (seq. figura). Dianatheton grammon figura plana, [ita] (seq. figura). Orthogonium, id est rectiangulum figura plana. Est enim triangulum et habet angulum rectum (seq. figura). Isopleuros figura plana, recta et subter constituta (seq. figura). [3] Sphaera est figura in rotundum formata, partibus cunctis aequalis (seq. figura). Cubus est figura propria solida, quae longitudine, latitudine et altitudine continetur (seq. figura). [4] Cylindrus est figura quadrata, habens superius semicirculum (seq. figura). [5] Conon, figura quae ab amplo in angustum finit, sicut orthogonium (seq. figura). [6] Pyramis est figura, quae in modum ignis ab amplo in acumen consurgit; ignis enim apud Graecos PUR appellatur (seq. figura). [7] Sicut autem infra X omnis est numerus, ita intra hunc circulum omnium figurarum concluditur ambitus (seq. figura). Prima autem figura huius artis punctus est, cuius pars nulla est. Secunda linea, praeter latitudinem longitudo. Recta linea est, quae ex aequo in suis punctis iacet. Superficies vero, quod longitudines et latitudines solas habet. Superficiei vero fines lineae sunt, quorum formae ideo in superioribus decem figuris positae non sunt, quia inter eas inveniuntur.

    da Isidore: Etymologiae III


    Cazzo , se questa è l'eredità passata da euclide , archimede e altri bignami è esagerato , gli appunti di uno studente tardo in una scuola tarda.

    Questa è l'eredità passata attraverso i monaci , senza arabi e bizantini(i veri conservatori dei libri) la nostra rivoluzione scientifica probabilmente non sarebbe mai partita
    Proviamo così.
    Tu cerchi gli elementi di euclide.
    Sei nel 1100d.c. o giù di lì.
    Dove vai a trovarli ? Nella biblioteca comunale o dal giornalaio ?

    Se tizio traduce dall'arabo al latino, traduce una sola copia, la diffusione di tale copia, prima della stampa a chi credi sia dovuta e con essa la cultura ?
    Ultima modifica di Biuly; 24-07-10 alle 11:43
    Dov'eri tu quand'io ponevo le fondamenta della terra?
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  7. #107
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    Predefinito Rif: In principio era il caos. E prima?

    Citazione Originariamente Scritto da claddav Visualizza Messaggio
    La chiesa era la cultura occidentale , o meglio di quel pochissimo che era rimasto rispetto al periodo greco classico ed ellenistico , e lo è stata totalmente fino al Rinascimento.
    Che lo abbia fatto per puro spirito di abnegazione non lo so , visto che il detenere la conoscenza era altamente funzionale al potere teologico.ma questo esula dal discorso.

    Il fatto che la chiesa sia stata determinante nella rivoluzione scientifica che a partire dal 1600 ha investito l'europa occidentale ho i miei seri dubbi.
    Sicuramente non una causa sufficiente (1200 anni di latenza mi sembrano un pochino eccessivi) , necessaria non penso o penso più suo malgrado.
    Mi spiego meglio , nella chiesa cattolica se proprio lo vogliamo ravvisare una completa chiusura , di rifiuto , verso il mondo greco/ellenistico non c'è stata probabilmente perchè la sua ascesa al potere è stato lenta (almeno 300 anni) e quindi in qual modo si è dovuto adattare anche al pensiero 'pagano'. Questo preadattamento ha portato quindi alla non chiusura quando ,in seguito alla reconquista spagnola e alle crociate, le conoscenze conservate in ambiente arabo e bizantino hanno cominciato a fluire in europa occidentale.

    Non chiusura che però non significa accettazione entusiastica , basta ricordare che per un certo periodo di tempo le opere di Aristotele furono messe all'indice.
    Le dinamiche sociali, politiche ed economiche hanno fatto il resto , e man mano che la chiesa perdeva il controllo completo sulla cultura i semi della cultura greco/ellenistica hanno germogliato nuovamente. Nonostante i vincoli posti dalla chiesa stessa.(il dispositivo della condanna di Galileo è esemplare in questo).
    Diciamo che più che un buon terreno di coltura almeno non era impregnato totalemente di antiinfestanti.
    Vediamo cosa ne dici.

    La scolastica ebbe origine dall'istituzione delle scholae, ossia di un sistema scolastico-educativo diffuso in tutta Europa, e che garantiva una sostanziale uniformità di insegnamento. Esso fu il primo, e forse unico, sistema scolastico organizzato su vasta scala della storia dell’Occidente. Era stato Carlo Magno a volerlo, il quale, dando avvio alla "rinascita carolingia", aveva fondato ad Aquisgrana la Schola palatina, per favorire l'istruzione delle genti e la diffusione del sapere allo scopo di dare unità e compattezza al Sacro Romano Impero. A tal fine si era servito dei monaci benedettini, i quali avevano salvaguardato la cultura dei classici tramite la ricopiatura dei testi antichi, non solo di quelli religiosi ma anche scientifici e letterari: le loro abbazie divennero così i centri del nuovo sapere medievale.

    Gli insegnamenti erano divisi in due rami:

    * l'arte del trivio (ovvero il complesso delle materie letterarie);
    * l'arte del quadrivio (il complesso delle materie scientifiche).

    Preposto all'insegnamento di queste arti cosiddette "liberali" era anticamente lo Scholasticus, a cui in seguito si affiancò un Magister artium, di grado superiore, esperto in teologia. Le lezioni si svolgevano dapprima nei monasteri, poi progressivamente nelle scuole annesse alle cattedrali, e infine nelle università.
    Caratteristiche e metodi [modifica]

    Il carattere fondamentale della filosofia scolastica consisteva nell'illustrare e difendere le verità di fede con l'uso della ragione, verso la quale si nutriva un atteggiamento positivo. A tal fine, essi privilegiarono la sistematizzazione del sapere già esistente rispetto all'elaborazione di nuove conoscenze.

    L'intento degli scolastici era quello di sviluppare un sapere armonico, integrando la rivelazione cristiana con i sistemi filosofici del mondo greco-ellenistico, convinti della loro compatibilità, e anzi vedendo nel sapere dei classici, in particolare dei grandi pensatori come Socrate, Platone, Aristotele, Plotino, una conferma dei dogmi cattolici.
    Sulla base del rapporto tra fede e ragione che essi intravedevano nei testi greci, essi erano convinti di poter contrastare le tesi eretiche e cercavano di convertire gli atei.

    Dallo studio dei testi greci nasce il problema degli universali (cioè del logos, della forma) che viene sviluppato in modi differenti per tutta la scolastica.

    * forma ante rem: l'essenza è prima della realtà (o della materia) come ritenevano Platone e Agostino d'Ippona;
    * forma in re: l'essenza al di fuori della materia non ha alcun senso, come insegnava Aristotele;

    Tommaso d'Aquino

    * forma post rem: un semplice nome, ovvero convenzione che deduciamo dall'analisi delle caratteristiche di una serie.

    Tommaso, sulla scorta di Boezio, riteneva che gli universali esistessero sia "ante rem" come Idea nella mente di Dio, sia "in re" come forma delle varie realtà, sia "post rem" come concetto formulato nella mente dell'uomo.

    A Tommaso, sostanzialmente fautore di un indirizzo filosofico realista, si contrapposero i sostenitori del nominalismo, secondo cui l'universale era solamente un flatus vocis,[1] cioè appunto un nome e nient'altro.

    Poiché del resto la scolastica si sviluppò in varie scholae europee e quindi in realtà diverse, era inevitabile che in ogni schola, avendo esse differenti esigenze e finalità, i pensieri e i metodi acquistassero caratteristiche diverse. Vi erano quindi scholae più vive e attive dove spesso si accendevano contrasti tra gli intellettuali più conservatori e i maestri d'arte, i più innovativi.

    Gli scolastici svilupparono in tal modo un peculiare metodo di indagine speculativa, noto come quaestio,[2] basato sul commento e la discussione dei testi all'interno delle prime università. I vari dibattiti, tuttavia, dovevano seguire delle regole e dei riferimenti precisi, tra i quali vi era in particolare la logica formale di Aristotele.[3] Valevano poi le auctoritas, che erano rappresentate dagli scritti dei Padri della Chiesa (filosofia patristica), dai testi sacri, e da scritti della tradizione cristiana.

    Le auctoritates erano, in sostanza, la decisione di affidarsi ad una voce ufficiale e decisa dai concili, per cui esisteva l'auctoritas in campo medico (Galeno), quella in campo metafisico (Aristotele) e quella in campo astronomico (Tolomeo).

    Come già aveva fatto notare Scoto Eriugena, però, non era la ragione a fondarsi sull'autorità, ma l'autorità a fondarsi sulla ragione: gli Scolastici così mantennero sempre una forte coscienza critica verso le fonti del loro sapere.[4] Sarà il declino della fiducia nella ragione, a partire da autori come Guglielmo di Occam, che porterà alla fine della Scolastica e dello stesso Medioevo.
    La Scolastica e la scienza [modifica]
    R. Bacone

    La filosofia scolastica era particolarmente incentrata sullo studio del dogma religioso cristiano ma non solo. Gli scolastici diedero infatti un forte impulso anche allo sviluppo della scienza. Roger Bacon, ad esempio, pur restando fedele al metodo aristotelico, si occupò di filosofia della natura, basandosi sulle osservazioni degli eventi, e contestando alcuni elementi anti-scientifici del pensiero greco.

    Nel XII - XIII secolo, nell'ambito degli studi teologici che si tenevano nelle prime Università europee come Bologna, Parigi, Oxford, si svilupparono così diverse ricerche sulla natura, ovvero sul creato considerato opera di Dio, che avrebbero dovuto portare all'intellegibilità dell'opera di Dio creatore. Per i filosofi della natura del XII - XIII secolo la creazione era come un libro che andava letto e compreso, un libro che conteneva leggi naturali immutabili decise da Dio al momento della creazione. Tali studiosi pensavano che conoscere quelle leggi naturali avrebbe portato ad una conoscenza capace di avvicinare sempre più a Dio. In quest'ambito valevano come auctoritas anche filosofi dell'epoca greca e persino pensatori di origine islamica.[5]

    Oltre alla scienza, il metodo scolastico venne anche applicato agli studi di diritto, almeno a partire da Raniero Arsendi in avanti.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Scolastica
    Dov'eri tu quand'io ponevo le fondamenta della terra?
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    o chi ha teso su di essa la misura? Giobbe 38:4-5

  8. #108
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    Predefinito Rif: In principio era il caos. E prima?

    Citazione Originariamente Scritto da Biuly Visualizza Messaggio
    Io dico che è merito della chiesa aver creato il substrato culturale, aver dato loro le università e i libri su cui hanno studiato. Poi le ricerche e le conclusioni sono state merito loro, ma se fossero nati in uganda non avrebbero raggiunto gli stessi risultati.
    Tu sei un esempio del substrato culturale approntato dalla chiesa di roma: un ignorante colmo di arroganza e convinzioni fallaci.

  9. #109
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    Predefinito Rif: In principio era il caos. E prima?

    Citazione Originariamente Scritto da Azel Visualizza Messaggio
    Tu sei un esempio del substrato culturale approntato dalla chiesa di roma: un ignorante colmo di arroganza e convinzioni fallaci.
    Furbone... sto ancora aspettando che mi spieghi l'origine della vita.
    Non è bello dare degli ignoranti a chi ne sa più di te
    Dov'eri tu quand'io ponevo le fondamenta della terra?
    Dillo, se hai tanta intelligenza!
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  10. #110
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    Predefinito Rif: In principio era il caos. E prima?

    Citazione Originariamente Scritto da Biuly Visualizza Messaggio
    Furbone... sto ancora aspettando che mi spieghi l'origine della vita.
    Non è bello dare degli ignoranti a chi ne sa più di te
    Ma secondo te io mi metto a perder tempo a spiegare certe cose a chi ha più volte dimostrato di non capire un tubo di statistica e, soprattutto, della immane differenza esistente fra la "selezione a passi singoli" e la "selezione cumulativa"? repapelle:

    Quando dimostrerai con i tuoi post di aver colmato la tua immane ignoranza forse, e dico forse, avrò voglia di fare discussioni complicate con te.

    Per ora sei bollato "malato di religione" e vieni ignorato. Sei un ugodepayens senza gli ammanigliamenti.

 

 
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