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  1. #1
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    Predefinito Siamo un Paese in declino

    Davanti a un incremento continuo della povertà in Italia si alzano le voci dei soliti noti oppositori del governo, oggi Renzi domani chissà quale ma le cose non cambierebbero di un niente, che lo incolpano di non saper creare posti di lavoro. Per questa gente il lavoro è visto come una specie di risorsa naturale disponibile che il governo non sa sfruttare, quindi dagli al governo.

    Non è così, ovviamente: nei Paesi occidentali il lavoro non si crea con la bacchetta magica e nemmeno con delle leggi perché il lavoro dipende ANCHE dalle leggi che governano un Paese ma dipende principalmente da chi è disposto a mettere dei capitali a rischio per creare aziende produttrici che a loro volta potrebbero creare lavoro.

    E allora perché la colpa dovrebbe essere dei diversi governi se chi possiede capitali non è disposto a rischiarli in aziende di produzione ma preferisce giocare nel mercato finanziario?

    I motivi sono diversi ma il principale è che produrre, e quindi vendere quello che si produce, è una scommessa difficile perché:

    -o si vendono prodotti tecnologicamente avanzati
    -o si vendono prodotti normali a prezzi competitivi

    L’Italia è nella condizione di non saper produrre prodotti tecnologicamente avanzati, salvo rari casi e allora chi mette il capitale cerca di vendere a prezzi competitivi. Per avere questi prezzi cosa si chiede al governo? Si chiede di abbassare le tasse sul lavoro e sul reddito di impresa Abbassare le tasse sul lavoro porterebbe chiaramente a sgravare il produttore da certi costi e quindi consentirgli di abbassare il costo della sua produzione.

    Un provvedimento semplice, a prima vista, che certi Paesi hanno adottato e che risultati ha portato ma allora perché l’Italia non lo mette in atto?
    La risposta è nel debito pubblico così elevato che ci vieta di poterlo fare, perché mancherebbero soldi per il welfare in quanto siamo costretti a pagare ogni anno interessi di circa sessanta miliardi di euro.
    E allora si tiene il costo del lavoro al livello fra i più bassi del mondo occidentale. Che non è una soluzione perché genera solo povertà anche in chi ha uno stipendio.

    Ci sarebbe la strada della tecnologia avanzata ma, come ho detto, salvo pochi casi, in Italia viene poco frequentata: e allora importiamo cellulari, PC, televisori, radio ma non solo, perché anche una serie diprodotti di uso comune sono sempre di produzione straniera.

    Può un governo, qualsiasi governo, cambiare questo statodi cose?
    NO, siamo riusciti a vendere a stranieri marchi storici come Ducati, Ferrari, Lamborghini, Maserati, Pirelli, e tutta una serie lunghissima di altri marchi che erano l’orgoglio della nostra società industriale.

    Conclusione? Siamo un Paese in declino, in netto declino, questa è la verità, e non credo che nessun santo politico potrà riuscire a cambiare questa tendenza
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

  2. #2
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    Predefinito Re: Siamo un Paese in declino

    Inutile continuare a rigirare la minestra : per creare posti di lavoro non ci vuole il giobact, ci vogliono investimenti in ricerca, allo scopo di consentire alle nostre aziende di produrre prodotti concorrenziali sul mercato internazionale. Come si è fatto in Italia fino agli anni '80. Dopo di che, chi all' epoca lavorava può ricordare la svolta, le aziende hanno smesso di fare investimenti a lungo termine: c'era l' obbligo di presentare utili subito per non deludere gli azionisti. E' quindi venuta a mancare la "patient money", che finanziava la ricerca e dava risultati a lungo termine. Il declino del nostro apparato produttivo è nato allora; le grandi aziende sono state smantellate, la struttura industriale si è popolata di piccole imprese, brillanti ma vulnerabili (chi fa pochi prodotti è destinato a uscire in poco tempo, quando il mercato ne richiede di nuovi), la ricerca si è ridotta al minimo. Oggi vediamo i colossi internazionali investire in ricerca considerevoli punti del loro fatturato; in Italia si investe in ricerca l' 1% del PIL, contro il 3% circa dei nostri concorrenti Germania, Giappone, USA. Il problema è che questo avviene, ma nessun governo ha preso a cuore questo nostro motivo di debolezza.

  3. #3
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    Predefinito Re: Siamo un Paese in declino

    La ricerca non serve se gli imprenditori preferiscono i dazi all'innovazione e al rischio.
    Quello italiano è un problema culturale.
    E non si risolverà MAI.

  4. #4
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    Predefinito Re: Siamo un Paese in declino

    Citazione Originariamente Scritto da lowenz Visualizza Messaggio
    La ricerca non serve se gli imprenditori preferiscono i dazi all'innovazione e al rischio.
    Quello italiano è un problema culturale.
    E non si risolverà MAI.
    Non è un problema culturale ma STRUTTURALE.
    Per investire in ricerca occorrono aziende medio-grandi.
    Difficilmente la piccola impresa può investire in costose e lunghe ricerche e studi. Al massimo può sfruttare mettendo in pratica i risultati della ricerca di qualcun altro.

    Purtroppo le nostre grandi e medie imprese sono state quasi totalmente acquisite da imprese maggiori straniere ben tutelate dai paesi d'oltralpe.

    Inoltre sono state proprio le imprese più colpite dalla crisi, ma il problema più grave è anche la difficoltà all'accesso al credito (crisi delle banche) e la mancanza di aiuti dello stato per investire in ricerca come era un tempo.
    Senza contare che molta ricerca era in carico alle imprese statali di dimensioni notevoli e che poteva avere ricaduta sulla produzione e sulle altre piccole e medie imprese satelliti.

    Tutto questo è scomparso insieme alla nostra maggiore impresa privata che ha trasferito sede legale e direzionale in Olanda ed Inghilterra trasferendo parte della propria produzione in Serbia e Turchia. Impresa che investiva moltissimo in ricerca e che disponeva di una rete di aziende nei campi più ampi tecnologiche dalla siderurgia(TEKSID), all'automazione (COMAU), alla telecomunicazione (TELETTRA) e partecipazione in numerose altre ma che oggi o ha dismesso o trasferito.
    Oggi ricostruire quel tessuto industriale che ha caratterizzato il nostro boom economico che una classe politica disattenta o colpevolmente assente sarebbe difficilissimo. Soprattutto con la crisi attuale, con un debito nazionale stratosferico, con delle condizioni sociali sempre più difficili e con pesanti vincoli di investimento imposti a livello Europeo.

    Saluti

  5. #5
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    Predefinito Re: Siamo un Paese in declino

    Quindi, dalle vostre risposte, devo dedurre che la pensiate come la penso io e che, di conseguenza, un governo, Renzi o Ranzi o Ronzi che sia, non potrà mai fare il iracolo di creare posti di lavoro con

    -questa situazione debitoria nazionale
    -con questa classe imprenditoriale
    -con il ritardo accumulato dall'Italia nella ricerca

    E se siete d'accordo su questo, come giudicate quei politici e quei giornalisti dell'opposizione che non fanno altro che sottolineare la povertà nel nostro Paese, la disoccupazione , il PIL scadente dando la colpa al governo?
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

  6. #6
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    Predefinito Re: Siamo un Paese in declino

    Finché avrai corruzione, pensionati retributivi d'oro, sprechi di denaro pubblico che succhiano 300 mld di spesa pubblica la colpa sarà sempre di chi governa.
    "Un tempo per la meraviglia alzavamo al cielo lo sguardo sentendoci parte del firmamento, ora invece lo abbassiamo preoccupati di far parte del mare di fango." Cooper (Interstellar).

  7. #7
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    Predefinito Re: Siamo un Paese in declino

    Investire in alta tecnologia può pagare ma non mangi di solo quello non basta.
    Il vero errore irreparabile è stato il wto fuori dai tempi.
    "Un tempo per la meraviglia alzavamo al cielo lo sguardo sentendoci parte del firmamento, ora invece lo abbassiamo preoccupati di far parte del mare di fango." Cooper (Interstellar).

  8. #8
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    Predefinito Re: Siamo un Paese in declino

    Citazione Originariamente Scritto da Dirty Harry Visualizza Messaggio
    Finché avrai corruzione, pensionati retributivi d'oro, sprechi di denaro pubblico che succhiano 300 mld di spesa pubblica la colpa sarà sempre di chi governa.
    da dove vengono mafia camorra ecc.? da dove vengono i pensionati d'oro? da dove vengono i falsi invalidi? da dove vengono i corpi forsetali di certe regioni? da dove vengono lo Zen, Scampia, Tor Bella Monaca, Quarto Oggiaro ecc.
    Prima vedi di risponderti a queste domande e poi forse troverai cause e colpevoli.
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

  9. #9
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    Predefinito Re: Siamo un Paese in declino

    Citazione Originariamente Scritto da Dirty Harry Visualizza Messaggio
    Finché avrai corruzione, pensionati retributivi d'oro, sprechi di denaro pubblico che succhiano 300 mld di spesa pubblica la colpa sarà sempre di chi governa.
    Casta per sempre, così i politici mantengono i loro privilegi


    Indennità nascoste. Massaggi e viaggi gratis. Infermieri a disposizione anche per i genitori. Abusi di portaborse. E al lavoro solo tre giorni alla settimana. La bufera mediatica è passata, ma poco o nulla è cambiato. I senatori e i loro familiari non hanno mai paura di sedersi sulla sedia del dentista. Non perché più coraggiosi degli altri mortali, ma perché il conto, loro, non lo pagano mai. Come rivela l'inchiesta in edicola venerdì 17 giugno e online su
    Espresso+ , ci pensano gli italiani: grazie all’assistenza sanitaria integrativa ogni parlamentare può avere rimborsi fino a 25 mila euro nell’arco di un quinquennio. Un plafond che comprende anche «lo sbiancamento di denti non vitali (250 euro per dente)» e «corone in oro e porcellana» a 1.150 euro l’una.

    Se il Censis segnala che 11 milioni di concittadini rinunciano alle cure a causa della crisi economica, e l’Ufficio di bilancio del Parlamento ha spiegato che il 7,1 per cento evita di farsi visitare perché i costi delle prestazioni sono troppo alti, lo stesso Parlamento regala a ogni senatore della Repubblica un plafond supplementare da 1.500 euro l’anno per farsi «una depressoterapia intermittente». Una somma che può essere spesa anche per «un’idrochinesiterapia» (si fa in piscine termali) e pure - se si tiene alla linea, l’estate ormai è alle porte - per «drenaggio linfatico manuale».

    Nessuno sapeva che il tariffario di Palazzo Madama prevede anche «sedute individuali di training per dislessici», e che prevede risarcimenti di quasi mille euro al mese per pagare un infermiere in caso di bisogno (il servizio si può estendere anche ai genitori del senatore). Il senatore può presentare anche fattura per un paio di scarpe ortopediche da 600 euro (qualcuno giura che ce ne sono di molto eleganti in pelle), e se colto da attacchi d’ansia può spendere 5 mila euro l’anno per sedute dallo strizza-cervelli.

    Il tariffario dedicato ai senatori, datato maggio 2015, è solo una delle evidenze che dimostrano come, nonostante gli scandali infiniti, le proteste dell’opinione pubblica, il ludibrio internazionale e le batoste elettorali, i privilegi della “casta” sono stati appena scalfiti.

    È vero: le province e i costi per gli stipendi dei presidenti e dei consiglieri sono stati cancellati, i vitalizi per gli attuali parlamentari finalmente aboliti, ma per il resto prebende e vantaggi assortiti non sono stati toccati.

    Indennità. Trattamento dei portaborse. I privilegi mai intaccati come la tessera che permette ai parlamentari di viaggiare gratis. Mentre l'approvazione delle leggi, principale attività per la quale vengono eletti deputati e senatori, sono ormai appannaggio quasi esclusivo dell’esecutivo: dal 2013 Camera e Senato hanno approvato in tutto solo 36 leggi di iniziativa parlamentare, mentre ne hanno approvate 176 di iniziativa del governo.

    In media meno di un provvedimento al mese.

    L'inchiesta integrale sull'Espresso in edicola venerdì 17 giugno
    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
    (Pablo Neruda - Attribuita)

  10. #10
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    Predefinito Re: Siamo un Paese in declino

    Quindi se siamo a questo punto non è colpa di nessuno?
    oppure non è colpa di una politica di centro sinistra che ha governato l'italia per 70anni con un frammezzo di 10 anni di un berlusconi inutile e incapace di spezzare l'andazzo?

    L'avete voluta voi l'italia così, quelli che hanno sempre votato PCI , DC , PSI e poi avete supportato l'entrata in europa la quale ha distrutto le piccole aziende che si reggevano sulla svalutazione, diventando gli utili idioti dei tedeschi i quali hanno aumentato di un milione e 600.000 posti di lavori e noi ne abbiamo persi 700.000 e un 25% dell'apparato industriale .
    E ora siete sempre gli stessi che vi opponete a che l'europa cambi oppure che se ne esca dalla trappola.
    Ormai è finita , siamo nella trappola e per uscire e sopravvivere dobbiamo lasciarci la zampa

    Io ho sempre votato MSI e poi ho sperato che berlusconi riuscisse in ciò che nemmeno ha tentato perchè sarebbe rimasto fulminato, almeno fino al 2008 ...
    DI ROSSO IN ITALIA C'E' SOLO IL VINO

    L'Italia è una razza, una storia, un orgoglio, una passione, l'Italia è una grandezza del passato.

 

 
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