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Discussione: La bastarda lupoide.

  1. #1
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    Predefinito La bastarda lupoide.

    Non ci aveva due mesi quando me la misero in braccio: per certo era la più schifosa
    della cucciolata, perché era l'ultima rimasta ed il "padrone" non vedeva l'ora di farla
    fuori.
    Ci guardammo, lei ed io, ancora oggi non comprendo perchè abbia intuito che era
    una femmina, non lo so.
    Salii in casa ed iniziai, con il biberon, gli omogeneizzati e poco per volta le crocchette.
    Adagio, poco per volta diventammo parte di un insieme; aveva sette otto mesi quando
    giocando affondò i denti al punto da farmi sanguinare: quella fu l'occasione in cui
    ristabilii i ruoli reciproci.
    Senza violenza, ma con la forza (ed è forse quello che dovrebbero fare i genitori
    con i figli), perchè vi è una profonda differenza tra la forza dell'autorità e la
    violenza bruta.
    Ricordo la forza delle sue mascelle quando in meno di un minuto sgranocchiò una
    costina di maiale; e ricordo quando, perché sono scemo, quando per farle un
    dispetto le infilavo un dito sotto i molari, il suo disagio nello spingerlo fuori
    dalla bocca.
    Ricordo quando aveva un anno ed io la educavo (mai ho cercato di "addestrarla",
    ma solo di educarla a vivere in un mondo pericoloso - al massimo potrei
    divertirmi ad addestrare un "umano" a diventare un "leccaculo", impresa facile
    d'altronde).
    La stavo sculacciando perchè aveva attraversato la strada senza aspettare il
    comando (e chi sa quanto possano essere duri come il ferro i muscoli della
    coscia di una lupa di 35 kg può ben immaginare quanto mi dolesse il palmo della mano)
    quando un animalisto perso, un sacco di lardo sulla trentina, mi disse: "cosa diresti
    se fossi io a dare due schiaffoni a te?"
    Gli mostrai una spanna di acciaio a taglio rasoio e l'animalisto perso se ne andò
    con la coda tra le gambe.

    Il risultato dell'educazione? La bastarda può passeggiare con me la domenica
    a mezzogiorno sulla promenade degli inglesi sotto gli occhi della polis de ville
    senza alcun guinzaglio e nessuno dice niente: quando si ferma lei mi fermo io,
    e quando mi fermo io si ferma lei.

    Il legame che esiste tra questi due esseri, l'animalo e la bastarda, è strano,
    non ne ho trovato traccia nei libri letti: in tutta la sua vita lei è vissuta CON me
    (tranne quando ero in ospedale) ed ora, anche se sono stanco, devo continuare
    a tirare avanti finchè lei vuole vivere, anche se mi spacco la schiena per farla
    salire in macchina perché da sola non ce la fa più.

    Quando giungerà l'ora, perché è nella natura della vita, dovrò assumermi il
    dovere di aiutarla e non potrò delegare ad altri il compito dell'iniezione.

    Ma poi anch'io sarò libero di chiudere.

  2. #2
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    Predefinito Re: La bastarda lupoide.



    mi hai fatto commuovere

    anche io ho un cane anziano...
    Se non hai il coraggio di mordere, non ringhiare.

  3. #3
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    Predefinito Re: La bastarda lupoide.

    Stamattina siamo andati in banca, e per motivi puramente logistici ho fatto rimanere la "MIA?"
    cagna ad un decina di metri da me: i suoi guaiti, anche per una distanza così breve, mi hanno indotto a chiedere
    alla funzionaria con cui discutevo l'allocazione dei risparmi se potevo portarla vicino a me.
    Non riesco letteralmente a capire il legame che ci unisce: non capisco se lei è mia figlia ed io
    sono padre, con tutto ciò che comporta, ma sento qualcosa dentro che non mi permette di trascurare le sue esigenze.

    Allora adesso devo contemperare le mie possibilità fisiche con le sue.
    (naturalmente scrivo queste parole mentre sono "bevuto", perché altrimenti non lo farei.)

    A me piacciono gli uccelli: sono creature che hanno avuto molto più tempo dei mammiferi per
    evolversi (l'archeopterix lithographica risale a più di 130 milioni di anni fa).

    Tra gli uccelli amo per la loro bellezza intrinseca i rondonini: ne ho "salvati" tre :
    mentre p'er i primi due giorni la difficoltà era nutrirli dopo diventava problematico
    trattenerli quando ti vedevano e "ti riconoscevano".
    I giovani dei rondoni sono bellissimi, sotto il profilo estetico, immagina lettore con
    quale orgoglio (stupido) portavo in giro un rondonino aggrappato alla mia maglietta.

    E venne il momnento in cui tra le mie mani capitò un nidiace di verdone: è un paaseraceo selvatico.
    Io per quelle bestie non mi assentavo mai da casa per più di un'ora per nutrirli.

    Adesso deo smettere e riprenderò quando mi sarà possibile.

  4. #4
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    Predefinito Re: La bastarda lupoide.

    Per motivi burocratici devo fermarmi ancora qui da voi.
    E desidero , voglio parlare di quel piccolo passeraceo, il verdone.
    Immaginatevi se potete, seduti su una veranda a sfogliare il giornale
    od a leggere un libro: e sul bordo del giornale o del libro viene ad
    accocolarsi un uccellino, piccolo, che sta facendo le sue prime prove
    di volo.
    E voi, almeno quelli che mi capiscono, sfilate il foglio da sotto i suoi
    artgigli con la massima attenzione, per non disturbarlo: io non sono capace
    di esprimere quello che si prova in quei momenti.
    Ricordo con affetto ed amore il primo bagno che si fece il "cuccuiolo" di verdone:
    tutto bagnato ed intriso di acqua si posò sulla testa della "MIA?" lupa bastarda.
    E ricordo, cristodiddio ce l'ho ancora davanti agli occhi, lo sguardo che
    la lupoide triste mi rivolse.
    "perchè" mi chiedeva, lei, la compagna di una buone fetta della mia vita?

    Allora, inconsciam4ente ed incosapevolmente, compresi il mio dovere:
    offrire a questo essere senziente la possibilità di scegliere la sua vita.

  5. #5
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    Predefinito Re: La bastarda lupoide.

    Me ne approfitto fin quando non mi cancellano: è un po' il mio testamento.
    Perché in fondo me ne frego della politica, ho provveduto al futuro di moglie
    e figlio, degli altri me ne sbatto, non ho nessun dovere nei loro confronti.
    Mi resta da assolvere quanto devo alla cagna; in un certo senso che non mi è
    possibile spiegare la mia vita è associata alla sua.

    Sono sempre stato attratto dagli uccelli: l'emozione che provai quando di ritorno
    da una balade alla breché de roland nel tardo meriggio su un colle tra francia e spagne
    alla vista di un gipeto proveniente da est che nell'arco di pochi secondi si inserì
    in una termica, percgé lui non solo sentiva ma anche "vedeva" le termiche, per poi
    salito dialmeno 2/300 metri allontanarsi ad ali spiegate veleggiando a 80/90 chilometri verso ovest-
    la vigilia di un natale nell'ammirare uno stormo di fenicotteri rosa alzarsi
    in volo da uno stagno della camargue, l'emozione nel vedere i luoghi in cui in francia
    hanno stabilito dei punti per la nidificazione dei vautours fauve.
    Molti potranno pensare che i vautours siano brutte bestie, ma non è vero:
    essi siinseriscono nel ruolo naturale dell'equilibrio, ed il loro volo è
    appassionante da seguire, la loro abilità nello sfruttare ogni minima
    variazione dell'aria ha qualcosa di incredibile.
    Ammetto che da vicino possano sembrare brutti e poco simpatici per le loro abitudini
    alimentari, perché sono dei carognards, ma in netura anche loro occupano uno
    spazio necessario per l'equilibrio.

    Ma adesso devo tornare al motivo per cui ho cominciato: il piccolo di verdone:

    era un esserino che mi stava sul palmo della mano, che non aveva paura di me,
    per me è davvero bello, ed anche motivo di presunzione, che un esserino piccolissimo
    non mi tema e venga ad appollaiarsi sulla mia mano.
    (però questo dipende dalla tua disponibilità di non essere più solo un umano
    ma aprirsi, divenatre animale-umano; ricordo con affetto una gallinaccia rossa,
    più di 60 manni fa , quando mi recavo spesso in valle stretta al rifugio degli alpini;
    allora quella gallina che le avevo dato della mollica di pane imbevuta di vino rosso
    mi riconosceva e più di una volta saltava sulla panca su cui ero seduto a mangiare e bere
    e berciava per chiedere quanto le era dovuto, e non una volta sola capitò che si
    allontanasse con il tipico passo degli mbriachi)

    Ma adesso torno al motivo per cui ho iniziato:
    il piccolo di verdone cresceva sano e da solo imparava l'arte del volo al meglio:
    immaginate un passerotto che in un diametro di 60/70 cm potesse invertire di 180 gradi.
    e venne il giorno in cui le finestre della cucina erano completamente aperte e con
    le tende spostate: vidi quel piccolo giunto all'apertura sull'esterno virare e tornare dentro
    al CHIUSO di un alloggio.

    Ora io sono quello che sono, ma portcodittio potevo "castrare" quell'essere della sua natura?

    Se lo avessi fatto avrebbe potuto sopravvivere per una decina d'anni, con mia grande
    gratificazione.

    Fu un periodo di dubbi, ma considerato che allora ero prossimo a vasti giardini in cui
    i passeracei prolificavano, arrivai penoamente, con tante difficoltà, a concludere
    che doveva essergli offerta la possibilità di scelta.
    Se essere libero o vivere con me.
    Il primo giorno che lo portai fuori nel giardinetto rimase aggrappato alla mia spalla,
    il secondo si allontanò per dieci minuti, il terzo per un'ora, ed il quarto lo
    rividi solo alla sera su un ramo di un albero del giardino, quasi fosse venuto
    a dare l'addio al luogo in cui era cresciuto.

    Ora voi umani mica potete capire cosa significa questo:
    dolore e rimpianto da una parte e gioia dall'altra perchè un essere, piccolo
    ma senziente, ha preso una decisione sua, e non mi piace masturbarmi
    su spiegazioni pseudo scientifiche piscioanaligiste.

  6. #6
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    Predefinito Re: La bastarda lupoide.

    ora, memtre si approssima LA FINE DELLA MIA FREJA, HA AVUTO UNA LABIRINTITE
    CON NEFASTI EFFETTI SUL SUO SENSO DELL'equilibrio, deevo e voglio scrivere dell'amore
    della mia vita : la PULCINA:
    era una tarda mattina di luglio, una giornata che si preannunciava afosa, quando decisi di salire,
    e non ricordo per qualemotivo nel sottotetto della casa di campagna.
    La giunto s3entii un flebile lamento o cinguettio provenire da un angolo;
    c'era un nido malfstto di colombi, e vicino c'era il corpo di una colombe morta, forse
    per avvelenemanto, e dentro il nido un colombimo morto ed una colommbina via.
    La presi tra le mani e per prima cosa pensai e reidratarla: un grano di sale e due grani di zucchero
    somministrati con una siringa furono sufficienti a farla sopravvivere.
    Mica aveva le penne remiganti per poter volare la PULCINA:
    eppure sopravvisse: per me era bella, ma immaginate voi ummanni una colomba che svolazza
    per il vostro alloogio: fogli di giornle ovunque potesse defecare, infine le costruii un posatoio.
    Ecco, per voi ummani la colomba era solo uno di quegli animali che sporcano in giro,
    sui vostri mo0numenti, ma per me Pulcina era un essere senziente.
    Avevo un oblò per unj condizionastore e misi una bacchetta ove lei potesse appolaiarsi:
    d'inverno faceva freddo in soggiorno ma la bestia era libera di entrare ed uscire.
    e venne, ricordo ben4e che era ottobre, il giorno che lei uscì e non ritornò:
    era notte ormai ed accesi tutte le le luci dell'alloggio, ed aprri tutte le finestre ed il figlio
    ed iorimannemo sui balconi al freddo in attesa:
    Ecco, dopo un'attesa di oltre mezzora, chedal buio della notte

  7. #7
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    Predefinito Re: La bastarda lupoide.

    lei, la colomba, scese dal buio della notte come un falco in picchiata e
    atterrò sulla mia schiena: in quel momento quell'essere, lontano dal mio
    philum centinaia di milioni di anni, decise di associarsi a me.
    Io non sono portato per la filosofia e per tutte le palle che si associano,
    ma quell'evento mi colpì profondamente.
    Forse non sapete che gli uccelli hanno quattro tipi diversi di ricettori della
    luce, vedono anche i colori che noi ummani non vediamo, vedono nell'ultravioletto.
    Gli ummani, e probabilmente poche altre specie di mammiferi hanno tre
    diversi tipi di ricettori dei colori, i canidi, anche la mia amata freja, ne hanno solo
    due: ciò non significa che i cani, come la maggior parte di voi bestie umane gnurante
    crede, veda in bianco e nero, ma soltanto che la gamma dei colori che riescono
    a distinguere è più limitata.
    Quello che portò gli ummani a vedere una gamma di colori più estesa fu soltanto
    l'accidentale duplicazione di un gene, ma ad oggi non si sa quando questo fatto avvenne,
    se centomila o un milione di anni fa.
    Resta il fatto che la razza uman risale al massimo a due milioni di anni fa, quando i primi
    "umani" avevano un cervello il cui volume era circa la metà di quello attuale.

    Resta il fatto che il progenitore degli ummani era un paticolare tipo di scimmia
    austrolopitecina, mentre il progenitore degli uccelli fu l'archeopterix lithographica
    che risale ad oltre CENTOTRENTA MILIONI di anni fa.
    Noi gli ummani, nasciamo tutti PREMATURI, perchè richiediamo per sopravvivere
    cure parentali di anni: unici tra tutti i mammiferi (a chi ci piace questa differenza
    può tirare in ballo cessù, allahu, geoshua e tutti gli altri dei).

    mi scuso per le divagazioni riprenderò quando potrò parlare solo di PULCINA,
    di quell'essere che decise di donarmi la sua micizia.

  8. #8
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    Predefinito Re: La bastarda lupoide.

    Ieri ho portato la cagna a fare una bella passeggiata, quasi un chilometro,
    Ci è voluto parecchio tempo, perchè doveva annusare in giro visto che da parecchio
    tempo le sue uscite erano brevi e rivolte più che altro al soddisfacimento dei
    bisogni fisiologici.
    Ora la maggior parte degli ummani non può comprendere che il senso dell'olfatto
    ha per un canide una valenza almeno pari a quello della vista per gli ummani.
    Oggi stamattina mi sono forzato a farla uscire di nuovo, ma la MIA, o forse sono
    io che sono SUO, dopo cento metri si è fermata e mi ha chiesto di tornare a
    casa.
    Capisco che per voi sono scemo, ma la bestia ed io ci comprendiamo anche con gli sguardi.
    Mica è possibile spiegare questo rapporto, almeno io non ne sono capace:
    penso, ma forse è solo una cazzata, di metterswi a metà strada, essere un po' umano
    e un po' animale.

    Adesso voglio tornare a quello che fu un amore sublimato, una amicizia vera.
    La PULCINA.

    Uno dei grandi uomini che rispetto k lorenz, eppure il mio rispetto nei suoi confrnti
    è solo parziale, perchè dai suoi scritti emerge troppe volte che quello che provava
    nei confronti degli animali da lui accuditi era più rivolto allo studio che non al
    sentimento.
    Vogliate perdonarmi se dico che nel rapporto che ho avuto con gli animali è
    sempre prevalso il sentimento, parola grossa, ma a me interessavano loro,
    la loro sopravvivenza; ed è per quel motivo che ai rondonini che vennero
    tra le mie mani praticai la ginnastica pre-volo.
    Erano questi gli ultimi nativi della stagione ede avevano poche probabilità
    di sopravvivere alla migrazione: allora diverse volte al giorno li prendevo
    sul palmo della mano con il braccio disteso sopra il letto, nel caso di una caduta,
    e gradualmente abbassavo il braccio perchè esercitassero il più possibile
    i muscoli pettorali, ogni giorno più velocemente per aumentare la loro
    possibilità di sopravviv3enza.
    Li ricordo tutti, non so quale sia stata la loro fine, ma mi piace illudermi
    di aver aumentato la loro possibilità.

  9. #9
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    Predefinito Re: La bastarda lupoide.

    Ora ho di nuovo bevuto a basta per riprendere a scrivere.
    Questa è infine la storia più importante, PER ME, della mia vita e del
    rapporto che ebbi con PULCINA: non la scrivo per voi che potete leggermi,
    ma la scrivo per me, è come una sorta di lettera in bottiglia abbandonata
    alle onde del mare, è scritta al passato di quello che ero,
    all'animalo che provò un senso di affiatamento, di amicizia ricambiata
    e di rispetto per un essere di una specie totalmente diversa dalla sua.
    A differenza di molti casi documentati sui testi PULCINA non ebbe mai
    con me comportamenti assimilabili a quelli di una compagna sessuale:
    a lei ci piacevano eccome i maschietti della sua specie.
    La prima volta che sperimentò le gioie del sesso io mica lo compresi,
    e fatto sta che inverno e depose due uova: ci costruii attorno, perchè lei
    era inesperta, una parvenza di nido con materiali di risulta, cartone, fili
    elettrici, ed altri oggetti.

    Lei, la bastarda sapeva ma non me lo disse, covava da sola, a differenza
    che in natura: venne il giorno in cui vidi, a poco tempo di distanza l'uno
    dall'altro, le due uova muoversi autonomamente e poi incrinarsi:
    non sono capace, ma non perchè sono bevuto, a descrivere quello che
    si prova.
    Conosco tutto sull'unghia del becco per 5rompere l'uovo: ma vederlo di persona,
    assistere alla NASCITA è tutt'altra cosa.
    Sinceramente creevo che i nidiaci appena usciti dall'uovo facessero più schifo:
    ma non è così.
    Hanno un becco enorme , grosso rispetto alla loro testolina, ma questo fa
    parte della loro natura.
    Adesso sono stanco, e se voi vorrete lasciarmi lo spazio per il mio testamento
    vi ringrazio.

  10. #10
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    Predefinito Re: La bastarda lupoide.

    Ho dato uno sguardo fin dove ero arrivato nella narrazione:
    voglio accennare un piccolo fatto sulla nutrizione dei piccoli di colombo.
    Spesso i piccoli sono accuditi da entrambi i genitori, nel cui stomaco si forma
    quello che viene popolarmente detto "latte di piccione".
    E' costituito da cellule epiteliali, credo si dica così, biancastre e ricche di proteine
    vitamine e sali minerali, che vengono rigurgitate nel becco dei figli.
    Grazie a questo tipo particolare di alimentazione, simile a quella dei mammiferi
    ma estremamente più concentrata, il metabolismo dei colombi è accelerato,
    i nidiaci crescono con un ritmo visibile.
    (ovviamente provvidi ad integrare l'alimentazione di PULCINA con formaggio,
    ed altri alimenti come prosciutto cotto, di cui peraltro lei era particolarmente
    ghiotta, perché da sola doveva provvedere all'alimentazione di due nidiaci).
    I colombi, come voi-noi ummani sono onnivori, e per questo motivo voi li
    avete classificati come animali "opportunisti", come se noi-voi ummani non
    fossimo il più fulgido esempio di "opportunisti" ecologici.

    Ora, tornando al punto, venne presto il momento in cui i due nidiaci decisero che
    dovevano iniziare a sviluppare le loro capacità: non immaginate un cavolo in quanto facevo da vice-mamma:
    quando PULCINA si rompeva le scatole usciva di casa ma io restavo a sorvegliarli.

    Capisco che per la maggior parte di voi ummani sia inconcepibile, ma avere due
    piccoli di colombo che imparano a volare in UN ALLOGGIO è piuttosto faticoso
    (sia sotto il profilo fisico per le necessarie pulizie, sia sotto il profilo pisciologico
    della pressione esercitata dalla femmina umana, che allora fortunatamente restava
    per lavoro fuori di casa una decina di ore al giorno, con la quale avevo, molto tempo
    prima, deciso di accoppiarmi.

    (porcoZZio, maschietti cari è una dannata SFIGA essere geneticamente e culturalmente
    codificati per la monogamia - ciò non significa che NON abbia avuto rapporti sessuali
    con altre femmine, ma che ero geneticamente programmato per la FAMIGLIA monogama)

    Tornando al punto, a causa del sangue ummano da cui sono contaminato, mi sentii in dovere
    di nominare i due nidiaci: il NERO e la PICCOLA GRIGIA.

    (ripensandoci mi vien di sorridere al bisogno prettamente ummano di definire con un NOME
    gli esseri con i quali veniamo a contatto)

 

 
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