



Ma non facciamo finta di non capire!
Qui stiamo parlando di una struttura dove il fruitore si è trovato davanti, a quanto riferisce, un notevole numero di disabili, non solo qualcuno.
Allora: il fruitore ha il diritto di sapere dove va e cosa trova. Il gestore deve INFORMARE preventivamente che laggiù potrà trovare non qualche, ma un certo numero di disabili e accertarsi che il prenotante abbia capito.
Qui invece mi pare che si sia fatto a far finta di nulla e cadere dalle nuvole. Una struttura piena di disabili non è a caso. Non è la regola.
"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)


Poi papessa concordo con te: il tizio è ora il martire ma il suo fastidio sarà stato provato da molti che, per non essere additati in quanto mostri, ingoiano una vacanza non voluta.
se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...


"Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
(Sutra di diamante)












Per quale livello di disabilità una struttura dovrebbe sentirsi obbligata ad informare per non sentirsi "colpevole" di lesa sensibilità? Uno zoppo va bene? Un cieco? Un down? Una persona senza gambe e senza braccia? Dovrebbe fare distinguo con, temo, un bel rischio di violazione della privacy? O mettere un cartello "attenzione soggiorno mostri".
E' atroce.