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Discussione: Ugo Dessy

  1. #1
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Predefinito Ugo Dessy

    Riprendo le immersioni in quella produzione culturale e politica che ha contribuito a formare e rendere consapevoli generazioni di sardisti (in senso lato), diciamo pure degli ultimi 50 anni, rispetto alla oppressione di stampo coloniale subita dalla Sardegna.
    Ugo Dessy, nato nel gennaio del 1926 e scomparso nell’aprile del 2009 è stato un importante quanto scomodo scrittore (saggista, giornalista, narratore, poeta), sicuramente controcorrente nel contesto storico in cui ha vissuto, che ha lasciato una notevole quantità di testi che sarebbe opportuno (se non doveroso) conoscere.
    La maggior parte di questa attività letteraria non è più disponibile nelle librerie ma di certo lo è nelle migliori biblioteche. Fortunatamente, i familiari ne hanno onorato il ricordo e il suo contributo alla comprensione della società sarda, rendendo accessibili gratuitamente i testi (e contesti) che hanno scandito la sua vita.
    Segnalo quindi il sito Home, che contiene oltre alla biografia ed esegesi, quasi tutti i libri pubblicati, che possono essere scaricati gratuitamente.
    Probabilmente è stato, in assoluto, il primo scrittore che si è occupato di servitù militari, documentando minuziosamente territori occupati e tipo di attività, oltre ai contorni storico-politici.
    Naturalmente, altra documentazione potrà essere acquisita con una ricerca in rete, ad esempio negli archivi on line dei vari quotidiani e periodici dei quali è stato collaboratore.
    Quello che segue è un elenco delle pubblicazioni che, dal sito, si possono scaricare in PDF.

    Narrativa.
    Il Testimone - Fossataro - Cagliari, 1966.
    L'Invasione della Sardegna - Feltrinelli - Milano, 1969.
    Il diario dello stregone di Iknusu - Marsilio - Padova, 1973.
    I galli non cantano più - Bertani - Verona, 1978;
    Il cavallino alato e altri racconti.
    Un grande amore (antologia) - La Spiga - Milano, 1984.
    Su tempus chi passat.
    Il camposanto nuovo.
    I quattro viandanti.

    Saggistica.
    Luisa Mancosu: note su “stato di polizia” giustizia e repressione in Sardegna - Feltrinelli - Milano, 1970
    Sardegna: un’isola per i militari - Marsilio - Padova, 1972.
    La Rivolta dei pescatori di Cabras - Marsilio - Padova, 1973;
    Handicap e sesso: omissis.
    Quali Banditi? Vol. 1. - Bertani - Verona, 1977.
    Quali Banditi? Vol. 2. - Bertani - Verona, 1977.
    La Maddalena: morte atomica nel Mediterraneo - Bertani - Verona, 1978;
    Informazione antimilitarista (antologia) - Livorno 1984.
    Quali Banditi? Vol. 3. - Bertani - Verona, 1984?
    Educazione popolare e movimento di liberazione in Sardegna.
    Sardegna: segni della cultura popolare - Alfa Editrice - Cagliari, 1984;
    Fatti & Persone.
    Su tempus chi passat (Il tempo che passa) - Vol. I “S’annu de su messaju”
    Su tempus chi passat (Il tempo che passa) - Vol. II “Sa mexina”. Alfa Ed. 1989.
    Su tempus chi passat (Il tempo che passa) - Vol. III “Artis e fainas” – Alfa Ed. 1999
    Educazione popolare - Alfa Ed. 1993.
    Sardegna (Segni della cultura popolare) 1.
    Sardegna (Segni della cultura popolare) 2.
    Almanacco della Sardegna 1.
    Almanacco della Sardegna 2.

    Articoli e corrispondenze su quotidiani e periodici di ben 57 Testate.
    (Vedi sito).

    PS. Curiosità genealogica: Ugo Dessy e mio padre erano cugini, in quanto le loro madri erano sorelle. (Ciao Dolly!)
    Ultima modifica di Su Componidori; 09-08-16 alle 18:57

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  2. #2
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Predefinito Re: Ugo Dessy

    Tra i vari articoli scritti in occasione della sua scomparsa, ho scelto di riportare quello pubblicato sull’Unione sarda del 24 aprile 2009.

    Impegno e libertà. I sardi perdono Ugo Dessy

    «Come mi definisco? Mi definisco Ugo Dessy. Faccio gruppo con me, non mi piacciono le parrocchie».
    Libertario irriducibile, creativo incensurabile, separatista inconsolabile: ieri a Cagliari se n'è andato a 83 anni uno degli intellettuali meno concilianti e più stimolanti che l'Isola abbia avuto - spesso dimenticando di averlo, come da tradizione patria. Tra i suoi amici c'erano Fabrizio De André e Tiziano Terzani, fra i suoi estimatori figurava Giangiacomo Feltrinelli, come maestro - lui che il maestro lo fece poi per mestiere, educando le coscienze e svegliandole classe dopo classe - ebbe Ignazio Silone. Lascia come traccia del suo passaggio su questa terra una miriade di ricordi appuntiti, uno stormo di idee controcorrente, sei figli e «una ventina» di libri. Tra i suoi titoli vanno ricordati almeno “Il Testimone” (Fossataro - Cagliari, 1966), “L'Invasione della Sardegna” (Feltrinelli - Milano, 1969), “Stato di Polizia, Giustizia e Repressione” (Feltrinelli - Milano, 1970), “Un'Isola per militari” (Marsilio - Padova, 1972), “Il Diario dello Stregone” (Marsilio - Padova, 1973), “La Rivolta dei pescatori di Cabras” (Marsilio - Padova, 1973), “Quali Banditi?” (Bertani - Verona, 1977), “La Maddalena, morte atomica nel Mediterraneo” (Bertani - Verona, 1978), “I galli non cantano più” (Bertani - Verona, 1978), “Segni della cultura popolare” (Alfa Editrice - Cagliari, 1984) e i tre volumi di “Su tempus chi passat” (Alfa).
    Nato a Terralba e approdato a Cagliari, dove nel febbraio del '43 scampa ai bombardamenti, nel 1948 comincia ad insegnare, in Marmilla, e alcuni anni dopo si trasferisce nell'Oristanese. Qui insegnerà fino al 1967, quando torna di nuovo a Cagliari: il capoluogo diventa la base di partenza di una raffica di “missioni civili” di cui rende conto dettagliatamente il suo sito ugodessy.com: nell'Iglesiente, con i minatori, per il Fronte Popolare; in Marmilla, con i contadini, per l'occupazione delle terre incolte; nell'Oristanese, con i pescatori, per la liberalizzazione degli stagni (una testimonianza che gli farà assaggiare la cella: «Giorni e giorni in fermo di polizia giudiziaria. Non stavo coi padroni della laguna e questo comportava un prezzo da pagare»; in Barbagia, con i pastori, contro l'occupazione militare; con i radicali davanti al Parlamento contro la militarizzazione nucleare della Maddalena. Ma per non fare parzialità, oltre ai sommergibili yankee contesta anche la visita del Papa a Sant'Elia e critica a brutto muso «la Sardegna di Coca-Cola e di plastica».
    Nella sua ultima intervista all' Unione Sarda, rilasciata meno di tre anni fa, regalò un paio di considerazioni amare e alcune battute urticanti. È giusto onorarlo cedendogli la parola.
    PREMI LETTERARI «Anch'io, come un certo ispettore del Carosello televisivo, ho commesso un errore. Ho partecipato a un premio, per vincere. M'ha fregato Danilo Dolci».
    EMIGRAZIONE «I sardi, possono testimoniarlo anni di inchiesta giornalistica, sono stati trattati peggio dei nostri vu cumpra'. Gli svizzeri perfino più intolleranti dei tedeschi: vietato entrare nei bar, nei cinema. Vietato vivere fuori dai capannoni dove si dormiva. Ho fatto l'emigrato per capire come stavano».
    INDIPENDENTISMO «Faccio prima a dire che io sono separatista, separatista di una separazione netta. De André, che la pensava uguale, era addolorato dalla passività dei sardi. Repubblica libertaria della Sardegna. A mare tutto quello che non è sardo».
    INTELLETTUALI «Ho un brutto concetto di loro. Sartre diceva che non devono andare a braccetto col potere. Dovrebbero essere istituzionalmente contro ma francamente questa trincea in Sardegna mi sembra vuota».
    SCRITTORI «Attenti: non sequestrano possidenti ma possono fare danni infinitamente peggiori»
    COLONIALISMO «Come vuol chiamare quello che avviene sulle nostre coste o col granito che ci portano via? A proposito: smettetela col dire che siamo un popolo di camerieri. I padroni hanno comprato da tempo le lavastoviglie». ( cel.ta )

 

 

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