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  1. #11
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    Predefinito Riferimento: ...di cui non possiamo dire nulla...

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    Mi fermo qui altrimenti non è più finita: non capisco per quale motivo dovrebbe crearti problema il fatto che non hanno mai fine, a questo punto e in base a questo tuo ragionamento dovrei persino negare l'esistenza di un numero decimale illimitato dal momento che i numeri dopo la virgola non finiscono mai.
    Altro è cioè dire che tu non riesca a finire di contarli tutti e altro è dire che non esistano di fatto tutti, sono due cose molto differenti: il fatto che tu non riesca mai a trovare un termine alla successione non implica affatto che la successione non esiste!
    Un numero esiste solo se è nominato..altrimenti siamo nella moltitudine innumerabile..
    Vorrei sapere come è possibile concepire come esistenti numeri indefiniti..
    il pensiero arretra..perchè il pensiero si esercita su cose esistenti e quindi limitate..e numerabili..
    Ma la Verità..che appartiene all'Infinito prima e all'indefinito poi..è tale solo se si afferma nel Non Essere..dove l'indefinito è concreto..perchè appunto non numerabile..
    Pensare i numeri come esistenti e indefiniti..è impossibile..il pensiero arretra..
    perchè rendere esistente qualcosa significa limitarla..e non si può limitare l'indefinito che per definizione non ha limiti quantitativi ma solo qualitativi..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  2. #12
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    Predefinito Riferimento: ...di cui non possiamo dire nulla...

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Un numero esiste solo se è nominato..altrimenti siamo nella moltitudine innumerabile..
    Vorrei sapere come è possibile concepire come esistenti numeri indefiniti..
    il pensiero arretra..perchè il pensiero si esercita su cose esistenti e quindi limitate
    ..e numerabili..
    Ma la Verità..che appartiene all'Infinito prima e all'indefinito poi..è tale solo se si afferma nel Non Essere..dove l'indefinito è concreto..perchè appunto non numerabile..
    Pensare i numeri come esistenti e indefiniti..è impossibile..il pensiero arretra..
    perchè rendere esistente qualcosa significa limitarla
    ..e non si può limitare l'indefinito che per definizione non ha limiti quantitativi ma solo qualitativi..
    Daccapo: altro è che il pensiero non riesca a pensare in atto l'indefinito e altro è che l'indefinito effettivamente non si dia. Nemmeno pensare la totalità del tutto è possibile dal momento che pensandola la determino e determinandola la oppongo ad altro (e ne conseguo che il tutto pensato non è il tutto), e nemmeno pensare l'infinito è possibile perchè pensandolo lo limito, ma non credo tu sia disposto ad ammettere che questo implichi che il tutto sia determinato o l'infinito non esista, dunque non puoi servirti del pensiero come criterio per giudicare l'esistenza o meno dell'indefinito
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  3. #13
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    Predefinito Riferimento: ...di cui non possiamo dire nulla...

    Noto però che non si sta(i) rispondendo a dovere a questo quesito, che riporto ancora:

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    L'aporia è essenzialmente questa: se l'ente partecipa prima dell'essere e poi non vi partecipa più significa che quell'ente in cui consiste la relazione tra l'ente e l'essere diventa nulla assoluto, proprio perchè prima è e poi (quando l'ente inizia a partecipare del non essere) non è, mi pare che la tua prospettiva pur volendo cacciare dalla porta il nihil absolutum lo faccia rientrare dalla finestra.
    Dunque?
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  4. #14
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    Predefinito Riferimento: ...di cui non possiamo dire nulla...

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    Daccapo: altro è che il pensiero non riesca a pensare in atto l'indefinito e altro è che l'indefinito effettivamente non si dia. Nemmeno pensare la totalità del tutto è possibile dal momento che pensandola la determino e determinandola la oppongo ad altro (e ne conseguo che il tutto pensato non è il tutto), e nemmeno pensare l'infinito è possibile perchè pensandolo lo limito, ma non credo tu sia disposto ad ammettere che questo implichi che il tutto sia determinato o l'infinito non esista, dunque non puoi servirti del pensiero come criterio per giudicare l'esistenza o meno dell'indefinito
    Infatti possiamo pensare solo a cose limitate..per la semplice ragione che pensando rendiamo esistenti gli enti....naturalmente quelli che pensiamo noi..
    cioè creiamo noi..in quanto viene anche ammesso un Principio Creatore che svolge in grande ciò che facciamo noi in piccolo..
    Io sto dicendo che l'indefinito quantitativo..cioè i numeri..esistono solo se numerati..che al di fuori del nostro renderli esistenti..esistono come altro..cioè non esistono così come gli conosciamo..purtuttavia non sono un nulla perchè esistono ..se così ci possiamo esprimere..come Possibilità..e non occupano nessun spazio o tempo o luogo della manifestazione..cioè..non hanno l'Essere..che poi è il concetto di Non Essere..
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  5. #15
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    Predefinito Riferimento: ...di cui non possiamo dire nulla...

    Citazione:Originariamente Inviato da Platone
    L'aporia è essenzialmente questa: se l'ente partecipa prima dell'essere e poi non vi partecipa più significa che quell'ente in cui consiste la relazione tra l'ente e l'essere diventa nulla assoluto, proprio perchè prima è e poi (quando l'ente inizia a partecipare del non essere) non è, mi pare che la tua prospettiva pur volendo cacciare dalla porta il nihil absolutum lo faccia rientrare dalla finestra.
    L'Essere o meglio l'ente che diviene..perchè l'Essere non diviene ...che è Uno..e sempre uguale a se stesso perchè Puro Essere..a cui gli enti partecipano per il tempo a loro concesso..acquistando l'Esistenza manifestata mentre l'Essere non lo è..dicevo..l'ente nel suo divenire passa dall'Essere al Non Essere..sia che esaurisca il tempo della sua permanenza effettiva sia che muti di forma e divenga altro..che poi è la stessa cosa..
    Non passaggio quindi tra l'Essere e il nulla..ma tra l'Essere e il Non Essere..
    oppure tra l'Essere manifestato e l'Essere non manifestato..che è equivalente a Non Essere..
    Il nulla è l'impossibile..e non ha nessuna esistenza o non esistenza..
    mentre il divenire è passaggio tra un ente manifestato a un ente non manifestato..che cioè si è manifestato oppure che si manifesterà...
    Il volere continuare a considerare il manifestato e il manifestabile come nulla..
    crea poi tutti quei problemi di evidenza sensibile che non si piega a considerare la non esistenza del divenire e giustamente..
    Il Non Essere quindi è il regno delle possibilità di manifestazione che si potranno manifestare oppure non si potranno manifestare..ma che in tutti i casi non sono nulla..
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  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Io sto dicendo che l'indefinito quantitativo..cioè i numeri..esistono solo se numerati..che al di fuori del nostro renderli esistenti..esistono come altro..cioè non esistono così come gli conosciamo..purtuttavia non sono un nulla perchè esistono ..se così ci possiamo esprimere..come Possibilità..e non occupano nessun spazio o tempo o luogo della manifestazione..cioè..non hanno l'Essere..che poi è il concetto di Non Essere..
    Questo presuppone che i numeri abbiano un'esistenza a sè come le idee di Platone, cioè che siano cose tra le cose.
    Altro è dire che io possa avere l'idea di numero in testa e altro è dire che l'idea di numero possa avere un'esistenza separata.
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    L'Essere o meglio l'ente che diviene..perchè l'Essere non diviene ...che è Uno..e sempre uguale a se stesso perchè Puro Essere..a cui gli enti partecipano per il tempo a loro concesso..acquistando l'Esistenza manifestata mentre l'Essere non lo è..dicevo..l'ente nel suo divenire passa dall'Essere al Non Essere..sia che esaurisca il tempo della sua permanenza effettiva sia che muti di forma e divenga altro..che poi è la stessa cosa..
    Non passaggio quindi tra l'Essere e il nulla..ma tra l'Essere e il Non Essere..
    oppure tra l'Essere manifestato e l'Essere non manifestato..che è equivalente a Non Essere..
    Il nulla è l'impossibile..e non ha nessuna esistenza o non esistenza..
    mentre il divenire è passaggio tra un ente manifestato a un ente non manifestato..che cioè si è manifestato oppure che si manifesterà...
    Il volere continuare a considerare il manifestato e il manifestabile come nulla..
    crea poi tutti quei problemi di evidenza sensibile che non si piega a considerare la non esistenza del divenire e giustamente..
    Il Non Essere quindi è il regno delle possibilità di manifestazione che si potranno manifestare oppure non si potranno manifestare..ma che in tutti i casi non sono nulla..
    Questo però non risponde alla domanda: un ente passa dall'Essere al Non essere, quando è nell'Essere intrattiene una relazione di partecipazione all'Essere e quando è nel Non Essere ha una relazione di partecipazione ad esso. Bene, anche la relazione di partecipazione è ovviamente un essente, cioè un ente, se non lo fosse non avresti alcuna partecipazione tra l'ente e l'Essere (e poi tra l'ente e il Non Essere), ma quando l'ente passa dall'Essere al Non Essere tale ente in cui consiste la relazione diventa niente assoluto, e la relazione nuova che viene a crearsi esce dal niente assoluto (e dunque era niente assoluto).
    E bada: non puoi dire che tale relazione passa anch'essa dall'Essere al Non Essere assieme all'ente che sta in quel momento compiendo il passaggio, perchè facendolo porterebbe con sè la stessa dimensione dell'Essere (proprio perchè è quell'ente in cui consiste la relazione), cioè faresti coincidere la dimensione dell'Essere con quella del Non Essere.
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Un numero esiste solo se è nominato..altrimenti siamo nella moltitudine innumerabile..
    Vorrei sapere come è possibile concepire come esistenti numeri indefiniti..
    il pensiero arretra..perchè il pensiero si esercita su cose esistenti e quindi limitate..e numerabili..
    Ma la Verità..che appartiene all'Infinito prima e all'indefinito poi..è tale solo se si afferma nel Non Essere..dove l'indefinito è concreto..perchè appunto non numerabile..
    Pensare i numeri come esistenti e indefiniti..è impossibile..il pensiero arretra..
    perchè rendere esistente qualcosa significa limitarla..e non si può limitare l'indefinito che per definizione non ha limiti quantitativi ma solo qualitativi..
    Pi greco è un numero infinito nel senso che è composto da un numero infinito di cifre, ma è anche il limite finito di una serie infinita, ovvero dato un certo insieme di numeri infiniti, che si ottengono applicando infinite volte un determinato algoritmo, esso è il limite a cui convergerebbe nel punto "infinito" tale serie. di esempi ne esistono poi molti altri, ad esempio 1/0 tende a infinito, o gli asintoti di un'iperbole, 10/3 = 3,3333333333333..... all'infinito, ecc...
    I numeri esistono nel momento che ne è possibili l'esistenza, in realtà, dato l'insieme dei numeri naturali, dato 1 e l'operazione di addizione, io potenzialmente ho portato ad esistenza una serie infinita di numeri poichè mi basta applicare in maniera iterativa N'=N+1.
    Ogni cosa pensabile è in quanto appunto oggetto di pensiero inoltre ogni cosa potenzialmente pensabile, è in potenza: io posso pensare un cane a 10 gambe, quindi esso E' oggetto del mio pensiero; internet non era pensabile 200 anni fa, ma il fatto che oggi sia, vuol dire che era potenzialmente pensabile e realizzabile, quindi 200 anni fa non era Non-Essere, ma Essere in potenza, così come oggi moltissime cose sono sicuramente solo potenzialmente, ma non vuol dire che sono Non-Essere.
    Il problema è la confusione tra ciò che non è attuale e ciò che Non-E' sono due piani ben distinti, ciò che è non-Essere non potrà mai entrare in contatto con L'Essere perchè ne è la negazione radicale e quindi il loro incontro è impossibile, o vi è uno o vi è l'altro: nel momento che dall'indifferenza delle 2 possibilità è sorta la coscienza della contraddizione e la sua risoluzione in favore dell'Essere, il darsi dell'Essere ha implicato ipso facto la possibilità del Non-Essere come appunto Non Essere, ovvero la potenzialità uguale ed opposta la cui possibilità è indispensabile per un libertà che sia assoluta, noi viviamo il riflesso di quell'attimo di contraddizione assoluta, solo per questo possiamo discutere di Essere e Non-Essere.
    Se l'Essere fosse sorto come necessità, noi non potremmo nemmeno pensare la distinzione Essere / Non-Essere.
    Come dicevo prima tu parli del Brahman Nirguna e del passaggio da Non-Essere a Essere, ecc.. senza arrivare alla reale portata di tali affermazioni, solo come ragionamenti logici. Se riflettessi sulla reale portata di ciò che dovrebbe significare Nirguna e do come ciò potrebbe essere possibile, combieresti le tue considerazioni

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    Questo presuppone che i numeri abbiano un'esistenza a sè come le idee di Platone, cioè che siano cose tra le cose.
    Altro è dire che io possa avere l'idea di numero in testa e altro è dire che l'idea di numero possa avere un'esistenza separata.
    Il numero è la ripetizione di un qualcosa..un istante senza tempo..che si moltiplica nel mondo divenendo passato e futuro..luoghi della mente istanti che non esistono..come non esistono i numeri che precedono o seguono..
    Il numero è simbolo della distinzione..
    ma ne parlo perchè sono Possibilità....possibilità quantitative..assieme allo spazio e al tempo che sono Possibilità qualitative..
    Possibilità che esistono perchè noi le creiamo..le rendiamo esistenti..
    non sono idee..ma sono un modo di creare delle Possibilità quantitative relative al nostro grado di esistenza..per realizzare quell'Infinito metafisico che non si priva di nulla..neanche di farsi ente .. mortale..e di esistere
    L'uomo ha il potere di creare..di trarre dal Non Essere all'Essere..
    e nel nome del Padre.. l'Infinito diventa indefinito..cioè limitato e distinto..
    e i numeri sono manifestazione di quantità ..create dalla ripetizione di se stessi..ripetizione ..quindi numero..che esiste solo se realizzata..
    Ma se non creiamo..non esisterà nessun numero..ma solo l'Infinito..dove tutte le cose e gli enti sono Possibilità..che riposano oltre l'Essere e il Non Essere..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
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  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    L'Essere o meglio l'ente che diviene..perchè l'Essere non diviene ...che è Uno..e sempre uguale a se stesso perchè Puro Essere..a cui gli enti partecipano per il tempo a loro concesso..acquistando l'Esistenza manifestata mentre l'Essere non lo è..dicevo..l'ente nel suo divenire passa dall'Essere al Non Essere..sia che esaurisca il tempo della sua permanenza effettiva sia che muti di forma e divenga altro..che poi è la stessa cosa..
    Non passaggio quindi tra l'Essere e il nulla..ma tra l'Essere e il Non Essere..
    oppure tra l'Essere manifestato e l'Essere non manifestato..che è equivalente a Non Essere..
    Il nulla è l'impossibile..e non ha nessuna esistenza o non esistenza..
    mentre il divenire è passaggio tra un ente manifestato a un ente non manifestato..che cioè si è manifestato oppure che si manifesterà...
    Il volere continuare a considerare il manifestato e il manifestabile come nulla..
    crea poi tutti quei problemi di evidenza sensibile che non si piega a considerare la non esistenza del divenire e giustamente..
    Il Non Essere quindi è il regno delle possibilità di manifestazione che si potranno manifestare oppure non si potranno manifestare..ma che in tutti i casi non sono nulla..
    In questo caso l'Essere non sarebbe infnito, poichè limitato dal Non-Essere, essendo l'Essere immutabile; non potendo accrescere nè diminuire è inevitabile che il Non-Essere sai esterno ad Esso, inoltre l'ente sarebbe superiore all'Essere, in quanto l'Essere sarebbe limitato, potendo essere solo Essere, l'ente invece potendo essere sia Essere che Non-Essere godrebbe di una possibilità che in ogni caso all'Essere in quanto tale è negata, di conseguenza gli sarebbe superiore, ma ciò è impossibile.
    E' un non senso dire che il passaggio da immanifesto a manifesto è una passaggio da Non-Essere ad Essere, si tratta solo di diverse modalità dell'Essere, altrimenti si cade nell'empirismo più radicale, un po' come S. Tommaso per cui Gesù era vivo solo se poteva toccarlo.
    Il divenire che è un processo interno all'Essere e ne è una delle possibilità, ma non l'unica, è il passaggio da potenza ad attualità di determinate modalità dell'Essere, solo in questo modo l'Essere è perfetto, ovvero il divenire può compiersi interamente all'interno dell'Essere e l'Essere può così essere immutabile ed infinito, non limitato, inoltre così nessun ente sarebbe più completo dell'Essere. Solo così gli enti sono veramente manifestazioni particolari dell'Essere.

 

 
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