
Originariamente Scritto da
Platone
Per Severino l'etica è amministrazione del divenire in vista della realizzazione di scopi: l'etica è essenzialmente il modo in cui l'uomo si adegua al divino, cioè alla suprema potenza (sia questa il Dio religioso, quello filosofico, la tecnica..) con lo scopo di ricevere appunto potenza. Ha cioè essenzialmente carattere pratico, è cioè il modo in cui l'individuo si adegua alla verità. Se ci si pensa bene è a questo significato che si rivolge la riflessione di Aristotele, quella degli stoici, ma anche banalmente Eraclito (ascolta non me ma il logos) e poi naturalmente Kant ed Hegel. Secondo Kant il Cristianesimo ha il merito di pensare per primo all'etica come il comprotamento umano che si adegua al divino, che si accorda ad esso, alla vera legge cosmica.. in realtà questo senso è già presente fin da prima, il Cristianesimo lo riprende dalla filosofia..ma dicevamo che, essendo la regola dell'agire, per Severino l'etica non può avere alcun senso (se il senso sta a indicare il destino della verità). L'etica, la giustizia, il bene e il male moralmente intesi appartengono all'alienazione della verità dell'essente, cioè alla convinzione che l'essente oscilli tra l'essere e il nulla, cioè che l'uomo sia un centro di forza in grado di dispiegare mezzi in vista di fini liberamente.