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Discussione: Severino e l'etica

  1. #1
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    Predefinito Severino e l'etica

    Non sono un grande conoscitore del pensiero di Severino, ma da un po' di tempo mi chiedevo se intendesse, in qualche modo, fondare un'etica.
    Insomma, il fatto che tutto sia eterno e già da sempre esistente e necessario mi sembra che difficilmente permetta ai fatti singoli di essere sottoposti ad un giudizio.

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Severino e l'etica

    Per Severino l'etica è amministrazione del divenire in vista della realizzazione di scopi: l'etica è essenzialmente il modo in cui l'uomo si adegua al divino, cioè alla suprema potenza (sia questa il Dio religioso, quello filosofico, la tecnica..) con lo scopo di ricevere appunto potenza. Ha cioè essenzialmente carattere pratico, è cioè il modo in cui l'individuo si adegua alla verità. Se ci si pensa bene è a questo significato che si rivolge la riflessione di Aristotele, quella degli stoici, ma anche banalmente Eraclito (ascolta non me ma il logos) e poi naturalmente Kant ed Hegel. Secondo Kant il Cristianesimo ha il merito di pensare per primo all'etica come il comprotamento umano che si adegua al divino, che si accorda ad esso, alla vera legge cosmica.. in realtà questo senso è già presente fin da prima, il Cristianesimo lo riprende dalla filosofia..ma dicevamo che, essendo la regola dell'agire, per Severino l'etica non può avere alcun senso (se il senso sta a indicare il destino della verità). L'etica, la giustizia, il bene e il male moralmente intesi appartengono all'alienazione della verità dell'essente, cioè alla convinzione che l'essente oscilli tra l'essere e il nulla, cioè che l'uomo sia un centro di forza in grado di dispiegare mezzi in vista di fini liberamente.
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Severino e l'etica

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    Per Severino l'etica è amministrazione del divenire in vista della realizzazione di scopi: l'etica è essenzialmente il modo in cui l'uomo si adegua al divino, cioè alla suprema potenza (sia questa il Dio religioso, quello filosofico, la tecnica..) con lo scopo di ricevere appunto potenza. Ha cioè essenzialmente carattere pratico, è cioè il modo in cui l'individuo si adegua alla verità. Se ci si pensa bene è a questo significato che si rivolge la riflessione di Aristotele, quella degli stoici, ma anche banalmente Eraclito (ascolta non me ma il logos) e poi naturalmente Kant ed Hegel. Secondo Kant il Cristianesimo ha il merito di pensare per primo all'etica come il comprotamento umano che si adegua al divino, che si accorda ad esso, alla vera legge cosmica.. in realtà questo senso è già presente fin da prima, il Cristianesimo lo riprende dalla filosofia..ma dicevamo che, essendo la regola dell'agire, per Severino l'etica non può avere alcun senso (se il senso sta a indicare il destino della verità). L'etica, la giustizia, il bene e il male moralmente intesi appartengono all'alienazione della verità dell'essente, cioè alla convinzione che l'essente oscilli tra l'essere e il nulla, cioè che l'uomo sia un centro di forza in grado di dispiegare mezzi in vista di fini liberamente.
    Ma quindi, nel caso in cui Severino avesse ragione in pieno, in ogni caso si manterrebbe nel solco del relativismo etico (anzi, forse qualcosa di più... lo chiamerei, senza moralismo, "menefreghismo"), senza alcuna possibilità di implicazioni etiche e politiche?
    Cioè, nel momento in cui fossimo a conoscenza della verità, il resto non avrebbe rilevanza.

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Severino e l'etica

    Citazione Originariamente Scritto da Eckhart Visualizza Messaggio
    Ma quindi, nel caso in cui Severino avesse ragione in pieno, in ogni caso si manterrebbe nel solco del relativismo etico (anzi, forse qualcosa di più... lo chiamerei, senza moralismo, "menefreghismo"), senza alcuna possibilità di implicazioni etiche e politiche?
    Cioè, nel momento in cui fossimo a conoscenza della verità, il resto non avrebbe rilevanza.
    Ma anche quanto stai dicendo nasconde implicitamente (attraverso una tua preoccupazione) il fatto che tu pensi di poter fare ciò che avresti non potuto e viceversa, il chè è impossibile: se l'etica è la regola della libertà ma la libertà non esiste allora non ha senso comandare a un meccanismo necessario di fare in un modo piuttosto che in un altro, farà ciò che è destinato da sempre e per sempre a compiere: la preoccupazione appartiene (come ogni sentimento) al nichilismo, al di fuori del nichilismo la terra ha un aspetto totalmente differente, quando la terra isolata dal destino tramonterà si compierà la più grande trasformazione, più grande di qualsiasi trasformazione che la tecnica possa produrre all'interno della terra isolata.
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: Severino e l'etica

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    Ma anche quanto stai dicendo nasconde implicitamente (attraverso una tua preoccupazione) il fatto che tu pensi di poter fare ciò che avresti non potuto e viceversa, il chè è impossibile: se l'etica è la regola della libertà ma la libertà non esiste allora non ha senso comandare a un meccanismo necessario di fare in un modo piuttosto che in un altro, farà ciò che è destinato da sempre e per sempre a compiere: la preoccupazione appartiene (come ogni sentimento) al nichilismo, al di fuori del nichilismo la terra ha un aspetto totalmente differente, quando la terra isolata dal destino tramonterà si compierà la più grande trasformazione, più grande di qualsiasi trasformazione che la tecnica possa produrre all'interno della terra isolata.
    In ogni caso ne deduco che Severino non giudicherebbe negativamente uno sterminio (al limite si opporrebbe ad esso qualora fosse in atto, essendo comunque conscio che anche la sua azione sarebbe necessaria)... O più semplicemente non giudicherebbe in generale.

  6. #6
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    Predefinito Riferimento: Severino e l'etica

    Citazione Originariamente Scritto da Eckhart Visualizza Messaggio
    In ogni caso ne deduco che Severino non giudicherebbe negativamente uno sterminio (al limite si opporrebbe ad esso qualora fosse in atto, essendo comunque conscio che anche la sua azione sarebbe necessaria)... O più semplicemente non giudicherebbe in generale.
    Ma no..lui dice sempre di non essere un Orco , anche se diffida della fede e dell'amore quando deve occuparsi del sapere (e questo lo rende incompatibile con i suoi colleghi cattolici ovviamente). D'altra parte da quanto dice segue (come lui stesso ammette) che dal momento che il volere appartiene alla non verità e alla verità appartiene essenzialmente l'esser ciò che si è per necessità e non in quanto oggetto di scelta, tutto ciò che accade è in realtà voluto da tutti (anche se il termine volere è il meno adatto, al di fuori dell'isolamento, per indicare quanto intendo), cioè anche Auschwitz e Hiroshima sono dei "voluti" da coloro che li hanno subiti..dove però il volere ha un senso non alienato, non sottoposto alle categorie del libero arbitrio (del nichilismo) ma della verità dell'essente.
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  7. #7
    Mi perdoni?
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    Predefinito Riferimento: Severino e l'etica

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    Ma no..lui dice sempre di non essere un Orco , anche se diffida della fede e dell'amore quando deve occuparsi del sapere (e questo lo rende incompatibile con i suoi colleghi cattolici ovviamente). D'altra parte da quanto dice segue (come lui stesso ammette) che dal momento che il volere appartiene alla non verità e alla verità appartiene essenzialmente l'esser ciò che si è per necessità e non in quanto oggetto di scelta, tutto ciò che accade è in realtà voluto da tutti (anche se il termine volere è il meno adatto, al di fuori dell'isolamento, per indicare quanto intendo), cioè anche Auschwitz e Hiroshima sono dei "voluti" da coloro che li hanno subiti..dove però il volere ha un senso non alienato, non sottoposto alle categorie del libero arbitrio (del nichilismo) ma della verità dell'essente.
    Direi che il problema è capire se il destino finale è uguale per tutto/i.
    Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.

  8. #8
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    Predefinito Riferimento: Severino e l'etica

    Citazione Originariamente Scritto da eq... Visualizza Messaggio
    Direi che il problema è capire se il destino finale è uguale per tutto/i.
    Se non fosse uguale per tutti non potrebbe esserlo per nessuno: ogni identità è identità con sè e identità con l'esser assieme a tutta l'infinita ricchezza dell'universo, dire che il destino possa o meno capitare a qualcuno significa dire che tale identità possa essere o non essere sè stessa, cioè significa isolarla: (A=essere assieme a B) è diverso da (A)=(essere assieme a B), ipotizzare un destino diverso per alcuni significa portarsi al secondo caso facendolo coincidere con il primo, che è contraddittorio
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  9. #9
    .
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    Predefinito Riferimento: Severino e l'etica

    Insomma nemmeno Severino può dare una risposta alle preoccupazioni fondazioniste.

    In questo senso le implicazioni etiche della severiniana eternità di ogni essente sono pressoché le stesse della nietzschiana innocenza del divenire.

  10. #10
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    Predefinito Riferimento: Severino e l'etica

    Citazione Originariamente Scritto da Prinz Eugen Visualizza Messaggio
    Insomma nemmeno Severino può dare una risposta alle preoccupazioni fondazioniste.
    Come no? La risposta è che qualsiasi fondazione che intenda porsi epistèmicamente è impossibile.
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

 

 
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