



eh no amica mia...se dici che ritieni giusto che le famiglie educhino e propongano ai bambini le cose che ritengono più giuste e poi accetti la possibilità che davanti a casa loro o in prossimità di un asilo venga posta una gigantografia della tua figa aperta capisci che difetti di coerenza




esistono esseri umani che non esprimono opinioni solo basandole sulla propria esperienza personale e non prendono sé stesse come metro di tutte le cose.
quindi se parlo di sesso con te non parlo della mia vita sessuale in particolare perché essa è materia privata e così rimarrà, alla faccia della costrizione moderna di parlare di sesso, di emorroidi, di reflusso gastrico e clamidia con proclami urbi et orbi.
il fatto che tu parli delle cose e posti foto a me non dimostra nulla, se non il fatto che parli delle cose e posti foto.
non ne deduco affatto che tu ti diverta o provi piacere, piuttosto che hai bisogno di metterti al centro dell'attenzione in maniera spasmodica, accusando gli altri che non lo fanno di avere problemi e sfidandoli a parlare dei cazzi loro, come se dovessero giustificarsi di qualcosa.
boh, tutto piuttosto inutile e alla lunga palloso.
Nur wenn ich träume bin ich frei.




"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)




Nur wenn ich träume bin ich frei.


l'unica convenzione oggi è quella di rendere pubblica la propria sessualità, che ovviamente deve esser vissuta in modo "inimitabile" e spumeggiante.
continuo a fare la stessa domanda: con che coraggio, oggi, nel 2016, si millanta anticonformismo mettendo il treppiede in camera da letto?
"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)


"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
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