
Originariamente Scritto da
mixkey
Uno lavora in città e poi all'età della pensione decide di tornare al paese, aveva una casa in una zona non sismica a va a vivere in luoghi pericolosi, sì, può vendere il locale o non pagarne più l'affitto ma arriverà il salasso della ristrutturazione estetica e sanitaria della casa e si accorge che quella antisismica non se la può permettere, finisce in mezzo a gente anziana, ogni due giorni c'è un funerale, venti Km di curve per il supermercato, se hai un malore sei spacciato e la peggiore sensazione di tutte, sapere di non avere ritrovato ciò che ha lasciato a suo tempo.[/QUOTE
Siamo in pochissimi a vivere in case antisismiche,non esiste il rischio "ZERO" nei terremoti, paradossalmente è il legno...si..proprio il volgare LEGNO quello che potrebbe attenuare i terremoti, travi portanti in sottotetti completamente in legno, strutture secondarie contenitive in legno per sorreggere coppi o tegole...io che vivo in una città da sempre, e il nostro territorio prevalentemente montuoso e pericolosamente sismico, non deve essere considerato tale solo per che, uno all'età della pensione se ne torna al paese, (in una seconda casa), è un classico nel centro Italia, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo...ma non solo....certo le difficoltà sono tante, molte scomodità, poi le ristrutturazioni fai da te...rendono inutili con terremoti devastanti, ecco per che il legno...il volgarissimo legno rappresenta un modo moderatamente economico per contrastare le onde sismiche.
