
Originariamente Scritto da
Giò91
La Chiesa non si opponeva ad una legislazione che separasse gli ebrei dal resto della comunità nazionale tedesca, ma non vedeva positivamente che tale discriminazione coinvolgesse anche ebrei cattolici. E per questo motivo protestò.
Una nota diplomatica? Guarda che fra il 1934 e il 1937 le note diplomatiche che la Chiesa fece al Reich furono numerosissime, il cardinal Faulhaber che tu citi arrivò addirittura, nel 1938, ad affermare che gli abusi commessi contro la Chiesa e il Concordato stipulato con essa erano paragonabili alla politica anti-cristiana di Giuliano l'Apostata, nella pastorale collettiva dei Vescovi tedeschi dell'Agosto 1938 si arrivò ad affermare che: "si fa ogni sforzo perché, specialmente fra la gioventù e negli accampamenti, la frequenza alla Chiesa sia resa difficile, mentre si condanna come contrario alla unità della Nazione tutto ciò che è confessionale, e si allontana dalla vita pubblica ogni manifestazione religiosa. Si pensa in tal modo di ricacciarci nelle catacombe, ciò che dovrebbe essere il principio della fine. A giustificare tutto questo, nella storia della nostra Chiesa (perfino nel materiale scolastico) la grandezza e la santità di essa sono trascurate o deprezzate oppure spiegate razzisticamente, mentre quanto vi può essere di male vien messo in chiara luce ed esagerato, senza riguardo alla vera scienza ed alla giustizia naturale".
I vescovi tedeschi denunciarono pubblicamente che "la produzione libraria e periodica cattolica" era "sottoposta, invece, non raramente, alla più stretta vigilanza fino al divieto, al sequestro ed alla soppressione".
Non paghi, i vescovi tedeschi sottolineavano ulteriormente che "dentro i confini germanici" erano "promossi e favoriti movimenti di apostasia dalla Chiesa, mentre" erano "sempre più minacciati di rappresaglie economiche i funzionari, impiegati, studenti rimasti fedeli cattolici, rappresaglie che" venivano "pure duramente eseguite".
Così la Chiesa Cattolica in Germania, infine, si esprimeva riguardo alla politica del governo tedesco sui matrimoni:
"Nella legislazione matrimoniale si è applicato un principio che non possiamo considerare senza una solenne collettiva protesta. Nella motivazione, poi, alla legge sui testamenti, fu persino parlato dell'avarizia del clero come indegno sfruttatore dei moribondi".
Più volte i vescovi tedeschi mostrarono come "la lotta sia diretta non soltanto contro la Chiesa, ma contro il Cristianesimo in quanto tale".
Rispondi a queste obiezioni pseudovector, e poi se ne riparla.