





I soggetti sono tre: la Chiesa Cattolica, l'episcopato cattolico tedesco e il Zentrum partei.
La Chiesa Cattolica non arrivò mai a condanne definitive del nazionalsocialismo come dottrina politica ed ideologia, anche perché essa era ancora in "formazione" e all'interno del NSDAP c'erano varie correnti. Ciò non toglie che la Chiesa Cattolica avesse condannato sin dagli anni '20, tramite quella che oggi viene chiamata Congregazione per la Dottrina della Fede ma all'epoca era il cosiddetto "Sant'Uffizio" (altrimenti nota come Santa Inquisizione), l'antisemitismo inteso quale odio verso il popolo ebraico in quanto tale.
Questo era il testo del decreto del Sant'Uffizio: "La Chiesa condanna l’odio contro il popolo già eletto da Dio, quell’odio cioè che oggi volgarmente suole designarsi antisemitismo" (1925).
L'episcopato cattolico tedesco aveva condannato, seppur con disposizioni che variavano da land a land, o meglio, da diocesi a diocesi, alcuni punti programmatici del nazionalsocialismo, imponendo l'interdizione ai sacramenti ai membri e ai militanti nazionalsocialisti appartenenti alla religione cattolica. Disposizioni che la Santa Sede non sconfessò affatto. Va detto che erano ammesse alcune eccezioni, ma queste derivavano da fattori quali l'ignoranza delle vere istanze del NS nei riguardi della politica religiosa o la costrizione o il plagio. Insomma, non proprio delle attenuanti che lasciassero spiragli di approvazione alle istanze del NSDAP.
Va comunque aggiunto che la condanna non era totale ma si soffermava su alcuni punti in particolare: la subordinazione della religione allo Stato, l'antisemitismo eccessivo, il nazionalismo esagerato e il tentativo di adattare il Cristianesimo alle esigenze della weltanschauung pangermanista. Pochi punti ma comunque fondamentali per l'ideologia nazionalsocialista.
Ai cattolici tedeschi, per lo meno fino al 1933, non fu mai lecito militare attivamente nel Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi, salvo appunto la buona fede, che però non poteva valere per chi era a conoscenza delle profonde incompatibilità tra Cattolicesimo e nazionalsocialismo sui punti che ho riportato sopra.
La revoca delle condanne avvenne il 28 marzo 1933, dopo che Hitler diede pubbliche garanzie di voler rispettare i diritti della Chiesa Cattolica.
In realtà, non mutava il giudizio sui singoli punti che erano stati oggetto di condanna da parte dell'episcopato cattolico tedesco, ma si prendeva atto che, quanto meno a parole, il nazionalsocialismo, attraverso il suo Fuehrer, avesse fatto sostanzialmente marcia indietro:
"E' doveroso riconoscere, ora, che solenni dichiarazioni pubbliche sono state fatte dal più alto rappresentante del governo nazionale che è allo stesso tempo l'autorevole capo del movimento stesso, e in queste dichiarazioni sono stati debitamente riconosciuti l'inviolabilità dell'insegnamento dottrinale cattolico e gli immutabili compiti e diritti della Chiesa. In queste dichiarazioni il governo nazionale ha esplicitamente assicurato la validità di tutte le clausole dei concordati conclusi tra i vari stati tedeschi e la Chiesa. Senza revocare la condanna di determinati errori religiosi e politici contenuta nelle nostre precedenti dichiarazioni, l'episcopato crede di poter confidare che i sovraindicati divieti e ammonimenti generali non devono più esser ritenuti necessari. I cristiani cattolici, a cui la voce della loro Chiesa è sacra, non hanno bisogno ora di uno speciale ammonimento per essere leali verso le autorità legali e per adempiere coscienziosamente ai loro doveri civici, condannando per principio ogni comportamento illegale o sovversivo".
Il Zentrum Partei ebbe un ruolo nel conferimento dei pieni poteri ad Hitler, dopo le elezioni del 1933, ma non nella sua ascesa politica, su cui delle responsabilità ebbe invece il cattolico nazionalconservatore Franz Von Papen. Il ruolo di Von Papen è comunque controverso e non credo che lo si possa giudicare negativamente per l'epoca: bisogna tenere conto che la nomina di Hitler a Cancelliere del Reich era l'unica alternativa che rimaneva di fronte al caos della partitocrazia tedesca. Era l'unico modo per uscire da una fase di stallo parlamentare e governativo che era venuta a crearsi. In più, non si poteva ignorare che il Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi fosse la forza politica preponderante nel panorama politico tedesco dell'epoca e pretendere di tenere ai margini quel movimento politico avrebbe potuto far consolidare al suo interno le istanze più violente, radicali ed eversive, a discapito di quelle più realiste e pragmatiche.
Ultima modifica di Giò; 29-03-12 alle 16:19
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).




Quindi si può affermare che il cattolico Von Papen ebbe un ruolo decisivo nell'ascesa politica di Hitler, mentre il partito di centro presieduto dal prelato cattolico Kaas ha contribuito energicamente al conferimento dei pieni poteri di Hitler dopo le elezioni del 1933.


Il centro cattolico(Deutsche Zentrumspartei ) ha votato la legge Ermächtigungsgesetz (dei pieni poteri) 25/03/1933 contribuendo al raggiungimento dei 2/3 necessari.
Anche se non possiamo dire che Hitler fosse un politico cattolico (cosa che non era) possiamo affermare che i politici cattolici hanno permesso che instaurasse legalmente un potere totalitario.


Sì, ma ancora più decisive furono le circostanze che favorirono oggettivamente Hitler.
Sì. Senza i voti del Zentrum partei Hitler non avrebbe raggiunto la maggioranza dei 2/3 del parlamento.mentre il partito di centro presieduto dal prelato cattolico Kaas ha contribuito energicamente al conferimento dei pieni poteri di Hitler dopo le elezioni del 1933.
Va precisato che la Chiesa Cattolica in tutto ciò non c'entrava assolutamente nulla.
Ultima modifica di Giò; 29-03-12 alle 16:48
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).





