il 2 ottobre si terrà in Colombia un plebiscito in cui il popolo sarà chiamato ad approvare o meno gli accordi di pace tra il governo e le forze armate rivoluzionarie.
cosa ne pensate voi di questa questione (piuttosto complessa in realtà)?
perché il risultato sia valido si dovrà raggiungere il 13% dei consensi (4 milioni abbondanti di voti). nel caso in cui il SI superasse il 13% il presidente Santos avrebbe la facoltà di attuare gli accordi di pace; ovviamente se sarà il NO a superare il 13% gli accordi non si potranno tradurre in prassi.
tuttavia, se vincesse il SI senza raggiungere la soglia, il plebiscito si riterrebbe consultivo e non vincolante (e il presidente facendo leva sui suoi poteri costituzionali potrebbe ratificare gli accordi); se vincesse il NO senza raggiungere la soglia, sarebbe comunque consultivo, ma in seguito il presidente potrebbe presentare un progetto di legge al Congresso.
bisogna ricordare che esistono delle differenze con il referendum, questo infatti sottopone alla volontà popolare l'approvazione o l'abrogazione di una determinata legge, articolo per articolo; il plebiscito invece approva o meno l'appoggio a una decisione presa dal presidente.
in rete leggo molti pareri discordanti..
al presidente Santos poco importerebbe di ottenere un 13% dei consensi (anche perché in generale sto tizio governa con un 10% del consenso elettorale), mirerebbe in realtà a reggere nelle sue mani un buon 80% del Congresso. l'accordo, unito a innumerevoli leggi e riforme costituzionali getterebbe il paese in una sorta di "permanente colpo di stato".
come per ogni circostanza socio politica inerente il sud america di chiaro c'è poco, per non dire nulla.. mi sembra di poter affermare (e perdonate l'arroganza) che il sistema elettorale si conferma di nuovo essere nient'altro che un instrumentum per fottere una popolazione dormiente (o ritenuta tale?!).
se sono in vostro possesso maggiori informazioni vi prego di condividerle, e in ogni caso discutiamone insieme. purtroppo i siti e i giornali di informazione sud americani che leggo non sono considerabili "contro-informazione"...e comunque sia "lei crede ancora a quello che dicono i giornali?"(Cit.)




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