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Discussione: wrong, mistaken

  1. #1
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    Predefinito wrong, mistaken

    in breve succede che ti dicono per radio una notizia bella: che hanno reintegrato una persona licenziata, su sentenza della Cassazione. La Cassazione ha motivato che il cattivo carattere non c'entra col lavoro. Ora capisco che le decisioni della Cassazione possono assumere il valore di precedenti e soprattutto possono generare una tendenza, e in ultimo anche servire da coscienza dei diritti e doveri. Ma questo resta un caso isolato, la giornalista tace i motivi contingenti che hanno portato alla sentenza, pare si tratti di una donna incinta e sappiamo tutti che in quei casi...
    E' un avvertimento, non una notizia anche piccola: infatti il servizio ci tiene a precisare che niente nella normativa che disciplina i rapporti di lavoro (una pletora di norme sparse che fanno da costituzione valida per i contratti) impedisce alle aziende di licenziare per cattivo carattere. Non vale, come ha fatto la Cassazione, vedere le modalità del caso, specificare se il violento o l'urlatore è stato istigato o provocato per mesi da gente che resta, formalmente, calma. Già le modalità specifiche non te le dicono di questo caso, ma sono lasciate apposta sul vago.
    Tu devi esultare, ma mentre esulti sei avvertito: non provare a credere che sia così facile, loro possono farlo sempre, e la Cassazione solo in certi casi, decide il contrario. Poi c'è l'uso mediatico ( cioè fin troppo mediato) della decisione inconsueta, che diventa spazio spettacolare, esemplare. Cioè proprio la buona notizia, per il fatto che è limitata, una su u milione, anche se molto rappresentativa e perciò usata come tale, dei rapporti tra norma e regola empiriche ( cioè ciò che avviene nello Stato che ci è dato), più che tra diritto e dovere astratti, come vorrebbero astrarre appunto.
    Il diritto diventa costrizione proprio nel momento che se ne usa particolarmente ( cioè limitatamente, senza dirti ogni quanto, secondo le regole tipiche di speranza, ottimismo e cieca voglia di fare, che poi è reagire, nel senso di agire di conseguenza) un suo sbocco.
    Quando ti ridanno qualcosa, che ti spetti o meno, che sia usurpata o meno, è come una lotteria, casuale come questa: solo che non la chiamano col suo nome. Chiamano lavoro insopprimibile ciò che prontamente, allo stesso istante, sommergono del suo contrario. Chiamano possibilità quella che fondamentalmente è una pacca sulle spalle. Tutti noi abbiamo sempre più diffidato delle pacche sulle spalle considerandole per quello che sono diventate, sempre più convintamente. Degli avvertimenti celati. C'è la giusta causa. C'è purtroppo, disgraziato chi ha bisogno, l'altra parte. L'avvertimento è sempre chiaro, mica come la confusa congerie di torti che uno crede di aver subito. E' vano per l'altra parte (sempre minoritaria, eccezionale e per ciò tanto più gioiosa, cinematografica, miracolosa, clavis accensiva di bisogni e consumi come il caso singolo) avere un motivo, crederci. Quello che succede non è influenzabile da fattori come cura, impegno, obiettivo, prova, gratificazione. Un'incombente necessità di essere presenti, che poi è uguale al vuoto ri-chiedere, domina l'evento più disparato. Le somiglianze ideali, simboliche, non quelle occasionali, effettuali, ne dettano lo svolgersi. Niente noi che abbiamo scelto di prenderci tutto ciò che possiamo in quest'ombra di autunno: una fine, una scelta amara e stantia. D'altronde le conquiste ci sono, no? nessun errore commesso a tuo danno ti farà sentire un errore, no?
    Dal contrasto, dall'abisso tra i sempre e l'abbastanza ( misura soggettiva, nel senso di lasciata al soggetto, come il suo plebeo buon senso), nemmeno si trattasse di un risarcimento, tra il poco concesso e il molto preteso nasce la notizia. La notizia fa a meno dell'ovvio, in questo caso chi dà (in questo caso, aprendosi: ma va bene aprirsi o è talmente asistematico che farne a meno, dall'ottica ristretta finchè vogliamo di chi ne beneficia, è lo stesso che rinunciarvi?) e a chi è concessa una riparazione.
    l'azzardo è basato sulla comprensione, sulla democrazia e la discussione.

  2. #2
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    Predefinito Re: wrong, mistaken

    Per farsi un'idea, bisogna sentire anche il parere opposto, in questo caso di chi dà. Ecco il parere dell'avvocato dell'azienda, al momento della lettura delle sentenza raccolto in modo informale:
    "i contratti cementano il merito e l'equità, così come descritto dall'art.36 della Costituzione: ma chiunque suoni in una chiesa, non dovrebbe accogliere il consiglio che viene dall'alto, di approfittare generosamente, in quantità e qualità, della disuguaglianza sociale, colpa dell'incarico, non della divisione, che l'ha messo lì, sull'organetto pronto a vedere le reazioni tutte concordi e tutto sommato dei fedeli, e inclini alla gioia tutta spirituale, mai all'ingordigia?"
    Poi, a quanto pare, l'hanno rassicurato, dicendo che ne facevano un caso nazionale. Una volta i padroni atterrivano all'idea che si sapesse che avevano pagato.
    l'azzardo è basato sulla comprensione, sulla democrazia e la discussione.

  3. #3
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    Predefinito Re: wrong, mistaken

    cosa ti dice il sindacalista per prima cosa guardando il tuo contratto? che tu sei di primo livello e dovresti essere di secondo, così dovevano scriverti, minimo, da subito. Ignora ( anche se gliel'hai già detto, dopo che gliel'hai detto, che lo sei, che ti ci tengono) che sei in prova, o stagista. Tu devi (non: lui ti fa) sentire che la colpa è tua, ti devi vergognare di aver accettato per necessità, sperando che la frammentazione del lavoro per pochissime ore portasse a una paga di almeno..., non voglio dire tanto.... No qui a differenza che in Parlamento la proporzionalità è implacabile. Ti fa fretta: ha ballato col piede per tutto il tempo che gli hai esposto il tuo caso, ma ci sono altri che aspettano, dai..
    E i sindacalisti di fascia bassa (tipo FilCams) saranno i primi a propagandare la balla dei lavori che nessuno in Italia vuol più fare.
    l'azzardo è basato sulla comprensione, sulla democrazia e la discussione.

 

 

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