C'è poco da fare... La politica non è un esercizio di dialettica o di bella presenza; la politica si impara con gli anni, l'esperienza, gli errori.
De Mita non è certamente nei nostri gradimenti ma, poco fa, ha fatto presente un aspetto, a proposito di referendum e legge elettorale, che certamente è condivisibile: il cosiddetto "combinato disposto" (legge elettorale + referendum) sembra essere fatto apposta per una situazione politica in cui si confrontano due schieramenti mentre, nella realtà odierna, gli schieramenti sono ormai TRE.
La conseguenza evidente di una vittoria del SI, grazie ad un premio di maggioranza abnorme, porterebbe al governo una forza politica che non sarebbe più maggioranza nel Paese e questo non sarebbe accettabile sul piano democratico (inteso come la "DEMOCRAZIA", vale a dire il potere nelle mani del popolo e non certo dei partiti: uno, in articolare, che di quel principio ne ha fatto indegna bandiera a scopo di inganno).
Dunque, per addivenire ad una soluzione positiva per il referendum, sarebbe auspicabile una modifica dell'attuale legge elettorale che superasse il concetto di bipolarismo per consentire una soluzione politica più allargata altrimenti si rischierebbe ugualmente l'impasse e l'instabilità di governo dal momento che gli effetti perniciosi dell'assenza del vincolo di mandato consentirebbe comunque i "cambi di casacca".
E' ben vero che esiste la proposta Fornaro-Chiti (peraltro interessante e che potrebbe risolvere alcuni punti spinosi) per una modifica della Legge Elettorale che anche il ducetto ha detto di poter accettare...
Ma il problema è che questa proposta verrebbe discussa (ed eventualmente approvata... ???) DOPO l'esito referendario; il che, considerata la propensione alla bugia continuata del ducetto, non ci lascia alcuna fiducia nelle sue parole.
E quindi, anche grazie a De Mita, il nostro NO deciso viene ulteriormente confermato.
Kobra




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