le sanziomi comunque non servono a una mazza ci vuole la no fly zone sulla siria come dice la Clinton e Mc cain


le sanziomi comunque non servono a una mazza ci vuole la no fly zone sulla siria come dice la Clinton e Mc cain




renzi è appena tornato dagli usa dove si è ben guardato di alzare la voce con obama..che è colui che chiede sanzioni..ed si è "ribellato" in europa solo per avere un'arma in più per far approvare la finanziaria in sede europea...
obama ( e la clinton) gradiscono alla grande un governo italiano piegato ai loro voleri...ed infatti obama ha auspicato che renzi rimanga al governo in ogni caso


con tutti i limiti democratici e "di chiusura sociale" che ha la russia, credo sia molto meglio di Paesi come arabia saudita ed altri, ancora più chiusi e finanziatori del terrorismo o la cina: ora, o facciamo i retti ed iniziamo a sanzionare tutti questi paesi o se seguiamo la real politic...mi sa che dei diritti e della democrazia non frega niente a nessuno se non quando lo usano come pretesto


Obama usa Renzi contro la Merkel. E contro Putin ? il Blog di Marcello Foa
Obama usa Renzi contro la Merkel. E contro Putin
152201984-7995859f-a2b6-4aac-8dc0-4d947091e990Ma perché Obama improvvisamente “ama” Renzi? Ricordatevi che fino a qualche tempo fa il nostro premier non godeva di grande considerazione a Washington. La ragione a mio giudizio è da ricercare nelle alchimie del potere in Europa, considerando due fattori, uno di fondo e uno di merito.
Vediamo quello legato al contesto: L’establishment internazionale si è spaccato dopo il Brexit e non c’è concordanza sulla strategia da seguire per far fronte all’uscita della Gran Bretagna e ai rischi di implosione dell’eurozona. Alcuni sintomi sono evidenti: Mario Monti e il Financial Times si schierano per il no al referendum, mentre la Casa Bianca appoggia il sì; alcuni commentatori come Larry Summers invitano a riconsiderare i nazionalismi e le ragioni dei populismi, altri spingono nella direzione opposta dunque verso l’imposizione degli Stati Uniti d’Europa.
Nel merito: la Germania si è ribellata agli Stati Uniti, bocciando il TTIP e mostrando crescenti dubbi sule sanzioni alla Russia. Fino ad oggi Washington ha lasciato che l’egemonia tedesca sul Vecchio Continente fosse incontrastata, ma lo scatto d’orgoglio del governo tedesco ha vanificato o comunque reso più complicato un progetto a cui la Casa Bianca teneva molto. Lo sgarbo in termini diplomatici non è stato indolore. L’impressione è che l’America ora sia molto meno comprensiva nei confronti di Berlino con cui ha un conto aperto.
E allora la grande apertura di Obama a Renzi va letta soprattutto in quest’ottica. Il premier italiano viene rivalutato non per meriti particolari ma perché con una Gran Bretagna in uscita dalla Ue, una Spagna senza governo, una Francia che si avvia a un’elezione presidenziale dall’esito incerto, l’Italia rappresenta l’unico grande Paese europeo in grado di opporsi o perlomeno di dar fastidio alla Merkel. E il suo premier può riuscirci solo se viene percepito come più importante e più credibile di quanto sia stato sin d’ora.
L[QUOTE]a grande cerimonia alla Casa Bianca, in occasione dell’ultima cena di Stato dell’era Obama, costituisce un’investitura solenne di fronte a tutti e, soprattutto, alle cancellerie europee. Renzi ora diventa l’uomo degli americani, ed è paradossale che a interpretare questo ruolo sia colui che fino a ieri sembrava disposto a difendere, almeno in parte, anche le ragioni di Mosca.http://www.ilsole24ore.com/art/notiz...?uuid=ADfXa3cBAccettando di mandare i soldati italiani al confine con la Russia – con una decisione pericolossima per l’Italia – Renzi aveva già segnalato da che parte stava. Ora la consacrazione di Obama spazza via ogni dubbio. E conferma di che pasta è fatto Matteo da Rignano.
http://www.ilmessaggero.it/primopian...i-2025310.html
Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
(Pablo Neruda - Attribuita)


se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

