

Una Cina, una Yugoslavia, una Russia, una Corea, una Palestina, un'Irlanda. E zero USA
Il Mein Kampf è una nota a margine del Manifest Destiny


Tra la fitta rete di interdipendenze esistono margini di libertà, magari impervi, ma preziosi, entro i quali disegniamo il nostro percorso.
In caso contrario, le esistenze sarebbero identiche una all'altra e non ci troveremmo nemmeno in questo spazio virtuale a scambiare idee ed esperienze (o, nel nostro caso, a scannarci verbalmente).
Per questo non ritengo il mio modus vivendi gerarchicamente inferiore a nessun'altro né al sicuro dalle implicazioni di una scelta.
Inoltre, non per implicazioni morali, bensì perché lontana dalla verità, rigetto anche l'accusa di "vivere alle spalle".
"Una salus victis, nullam sperare salutem"


IL fatto che ritieni un'accusa un dato di fatto conferma che hai la coda di paglia. E' un dato di fatto che entrambi viviamo alle spalle di chi ha creato la lingua con cui comunichiamo, viviamo alle spalle di chi ha creato il computer con cui scrivo il messaggio, viviamo alle spalle dei nostri genitori che ci hanno creato e cresciuto per anni, e così via. E poi altre persone vivranno alle spalle di ciò che noi facciamo (o se non ci riprodurremo, il ramo dell'evoluzione della specie homo sapiens sapiens che va dal primo uomo ad amaryllide e dal primo uomo ad egomet si estinguerà), rigettare l'interdipendenza per rivendicare inesistenti libertà è negare la realtà.
Una Cina, una Yugoslavia, una Russia, una Corea, una Palestina, un'Irlanda. E zero USA
Il Mein Kampf è una nota a margine del Manifest Destiny


Non ho nessuna "coda di paglia", perché, ripeto, il discorso di Kavalerists era evidentemente espresso in termini differenti dai tuoi.
Non ho neppure "rigettato le interdipendenze" -rileggi meglio quanto scritto- ma solo fatto cenno a interstizi in cui scrivere la propria storia personale.
Forse dovrei ogni giorno abbandonarmi allo sgomento o smarrirmi, atterrito, nella vastità dei fattori, per altro imposti a causa dalla mia non-presenza e mai scelti, grazie ai quali mi muovo in questo "qui e ora"e lodarli o dimostrare deferenza nei loro confronti?
Sarebbe come stupirsi ogni mattina per il fatto di avere assunto una posizione eretta o sentirsi in dovere verso il "genere umano" per il dono del linguaggio (come se poi meritasse veramente di essere ripagata quest'esistenza iniqua a cui siamo condannati).
Nessuno ti impedisce di martoriarti in nome di un senso del dovere atavico o di edificare un'etica sul debito (contratto con la "specie umana"?); però se volessi farlo, dovresti guardarti bene dal parlare con toni critici di astrazioni, giacché ne saresti il primo seguace.
"Una salus victis, nullam sperare salutem"


Una Cina, una Yugoslavia, una Russia, una Corea, una Palestina, un'Irlanda. E zero USA
Il Mein Kampf è una nota a margine del Manifest Destiny


Mi sembra di essere stato chiaro: alcune forme di interdipendenza sono un fatto reale quanto procedere su due gambe o parlare; sentirsi in dovere per esse o istituire un'etica del debito sono astrazioni.
"Una salus victis, nullam sperare salutem"

