insomma.
l'importante è che il piddì abbia la poltrona governativa ben incollata sotto il culo.
da solo o con satana, chissenefotte.
il resto è solo piaga per l'umanità.
bhuahahahah
siete forti (cit.)


insomma.
l'importante è che il piddì abbia la poltrona governativa ben incollata sotto il culo.
da solo o con satana, chissenefotte.
il resto è solo piaga per l'umanità.
bhuahahahah
siete forti (cit.)
So' Gonfu (cit.)




Sì, questo sì. Con l'abolizione dell'Italicum peraltro lo scenario è scontato. Ovviamente un simpatizzante del PD non può gradirlo.
Dal mio punto di vista essendo convinto che qualsiasi governo mi danneggerà preferisco uno scenario proporzionale, in quanto sul medio periodo c'è la possibilità che emerga un partito alternativo.






Mah, dipende. Se escludere dalla rappresentanza il 70% degli elettori di un collegio non è una manipolazione, allora nemmeno un premio di maggioranza lo è.
Altrimenti, se per te un premio di maggioranza è un taroccamento, allora per me può esserlo una regola che prevede che il primo che arriva prende tutto pure se ha meno di un terzo dei voti. Ne consegue che l'unica legge senza manipolazioni è un proporzionale senza sbarramenti su collegio unico nazionale.


in realtà il risultato delle elezioni scontenterà sempre qualcuno. quello che, a mio parere, non è corretto è alterare il risultato mediante trucchetti come il premio di maggioranza.
proporzionale o uninominale, ci saranno sempre vincitori e vinti, ci sarà sempre una maggioranza e un'opposizione. e l'opposizione si darà da fare per diventare a sua volta maggioranza alle elezioni successive.


Sono d'accordo con te. Però non tutte le leggi elettorali, astrattamente ragionevoli e funzionanti, vanno bene per tutti gli Stati. E' necessario anche adattare la legge elettorale alle caratteristiche storiche e sociali di un determinato Stato. Per questo personalmente credo che il maggioritario all'inglese, ad esempio, non sarebbe adeguato all'Italia, anche se pèresenta indubitabili vantaggi, ed anche se fortemente distorsivo ha cmq una logica che lo legittima.


Ma no: sono cose diversissime. Una cosa è chi vince le elezioni nel suo collegio per un voto e ne diventa il rappresentante, una cosa molto diversa è attribuire un numero di seggi al parlamento a dei candidati, solo perché il loro partito a livello nazionale ha preso un voto in più del partito avversario.
fai sempre confusione tra rappresentana e proporzionalità, oltre che tra legge elettorale e costituzione.


Veramente sei tu decidi a priori, secondo i tuoi gusti, cosa va bene e cosa no.
Per quanto mi riguarda ottenere la totale rappresentanza di un collegio col 24% dei voti del 60% degli aventi diritto al voto è distorsivo quanto un premio basato sul risultato nazionale del partito.