





E' una questione interessante, non so se la garanzia valga per tutti e due i conti. Nel caso di un singolo individuo che ha più conti la garanzia è sempre 100.000 Euro. Nel caso che tu presenti il diritto dovrebbe interpretare il secondo conto come solo della moglie perché sia garantito.








No, quelli interessati ai trasferimenti sono solo i titolari di obbligazioni subordinate, le quali vengono forzosamente convertite in azioni.
I titolari di conti correnti di qualunque tipo, anche di deposito, sono estranei ai movimenti di recupero capitale.
I conti correnti e di deposito sono tutelati fino ad una somma di 100.000 per ogni titolare.
In caso di conti cointestatari il massimale è 100.000 per ogni intestatario.
Esempio:
Romeo ha 20.000 euro su conto corrente e 100.000 su conto di deposito.
In caso di fallimento il fondo interbancario tutela 100.000, dunque ne dovrà perdere 20.000.
Se i conti in oggetto sono cointestati tra Romeo (il primo intestatario) è Giulietta (sua moglie) il massimale sale a 200.000, cioè 100.000 ognuno.
Dunque in caso di fallimento i conti di Romeo e Giulietta non perderanno niente.
Se avessero 250.000 allora perderebbero solo 50.000.
Ho letto questo nei fogli dei contratti e mi è stato ripetuto a voce.
Bisogna considerare che questi conti di deposito di solito sono a tempo e dunque la scadenza è breve.
Nessuno tiene 100, 200 o 300 o superiori mila euro in conti di deposito, in quanto danno interessi irrisori.
Se uno avesse 300.000 euro investite in appartamenti, con gli affitti gli renderebbero molto di più dei conti di deposito.
Di solito queste forme di deposito si usano per tenere il denaro temporaneamente fermo, con lo scopo di aspettare il momento propizio ad acquisire un immobile.
100.000 euro in deposito non so se arrivano a 100 euro di interessi in sei mesi. Capito?
Non è un investimento, vanno fuori dalla logica degli investitori.
Oltretutto il conto di deposito non è affatto vincolato, dopo 15 giorni dalla sottoscrizione il denaro può essere ritirato dietro preavviso senza penalizzazione, solo rinunciando agli interessi......praticamente rinunciando alla mancetta.
Fidatevi che lo dico a ragion veduta.
Il disarmo è l'espediente per togliere agli aggrediti la possibilità di difendersi dagli aggressori sfruttando la dabbenaggine di massa.


I guai del MPS hanno un nome: Mussari, il vecchio AD.
E' da più di vent'anni che sono correntista al MPS.
Prima dell'era Mussari il Monte andava bene, era una banca di risparmi e ha dato molti mutui.
In Centritalia sono tante migliaia le persone che si sono fatte la casa, i campi e attività coi prestiti di MPS.
A prescindere da quello che raccontano i politicanti e sciacalli vari concorrenti di altre banche, tutto iniziò quando Mussari, avvocato calabrese, salì ai vertici di MPS e mise su una cricca che faceva la cresta per ogni acquisizione, dunque era loro interessa far pagare a MPS prezzi molto superiori al valore stimato.
Mussari fece acquistare a MPS la banca Antonveneta dal gruppo Santander per una cifra astronomica, molto superiore al reale valore di mercato.
Quando i controllori se ne accorsero ormai il contratto era stato fatto ed era diventato vincolante.
Mussari aveva previsto che quando se ne fossero accorti, l'avrebbero cacciato e si era fatto la strada per diventare presidente dell'ABI, cosa che non gli riuscì.
Così si è generato un buco grosso nelle finanze di MPS.
La cosa non sarebbe stata così drammatica se lo stesso Mussari e la sua cricca non avessero avuto la pensata di tentare di pianare il buco con degli investimenti ad altissima remunerazione ma rischio ancor più grande, dei futures li chiamano, ricorrendo ad una finanziaria di speculazione giapponese.
E qui il buco diventa una voragine che inghiotte tutto.
La situazione odierna di MPS è lo strascico di queste cose.
Poi politici e concorrenti ci hanno costruito sopra di tutto di più per prendersi le spoglie di MPS.
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Morale della favola: i giudici iraniani non hanno tutti i torti, anche se possono sembrare un po' brutali.
Il disarmo è l'espediente per togliere agli aggrediti la possibilità di difendersi dagli aggressori sfruttando la dabbenaggine di massa.



