Carrefour a rischio multe dopo l?apertura di Capodanno - Cronaca - Messaggero Veneto
UDINE. Tutto confermato. La politica di sfiancamento messa in atto dalla grande distribuzione contro la legge regionale sulle chiusure festive è proseguita anche a Capodanno. A tenere le serrande alzate è stato il Carrefour di Tavagnacco, mentre la sede di Udine è rimasta chiusa.
Dopo l’accertamento avvenuto ieri, ora il Comune ha 90 giorni di tempo per compilare la sanzione che può arrivare a un massimo di 20 mila euro, a seconda della metratura. Un altro segnale di tensione nei confronti della Regione, dopo le aperture dell’Aspiag (Gruppo Despar) a Santo Stefano in spregio alla legge regionale 4 del 2016.
A questo punto sono terminate le chiusure obbligatorie in attesa del pronunciamento della Consulta sulla costituzionalità della legge (impugnata dal Governo Renzi). La sentenza è attesa per il 12 aprile, mentre le prossime chiusure imposte sono in calendario il giorno di Pasqua e il lunedì dell’Angelo, il 16 e il 17 aprile.
Intanto è scattata la corsa all’esonero. I comuni a prevalente economia turistica poco prima di Natale sono saliti da otto (Lignano, Grado, Tarvisio, Trieste, Aquileia, Forni di Sopra, Sutrio e Rigolato) a 24.
La Giunta ha infatti accordato lo status anche a Enemonzo, Forni Avoltri, Ravascletto, Ovaro, Tramonti di Sotto, Castelmonte, Gemona, Cividale, Comeglians, Villa Santina, Arta Terme, Malborghetto-Valbruna, Lauco, Venzone, Sauris e Claut.
Deroghe a parte, il braccio di ferro fra grande distribuzione organizzata e Regione è iniziato il giorno di Ognissanti, il primo banco di prova della norma approvata l’8 aprile. Con una pioggia di richieste di sospensiva (24 per l’esattezza) Bennet, Despar, Billa, Pam Panorama, Limoni e La Gardenia avevano domandato al tribunale amministrativo - e ottenuto - la sospensiva delle chiusure obbligatorie.
Decisione però rovesciata in sede di udienza, quando
i magistrati hanno fatto marcia indietro blindando la legge regionale. Poiché la Gdo aveva impugnato semplici comunicazioni delle amministrazioni, i magistrati hanno sottolineato nelle ordinanze fotocopia che «un Comune non ha strumenti di deroga rispetto a una legge regionale». (m.z.)




Rispondi Citando