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Re: N.Chomsky
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Lars
Basta abolire ogni stipendio per i politici.
Così rinunceresti solo all'atto caritatevole (naturalmente scherzo), perdendo comunque tempo recandoti a votare e non risolvendo lo stesso nulla.
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Attualmente l'alternativa è fare che il potere faccia i propri comodi mentre gli altri si ritirano sull' aventino
Delegare sperando in un miracolo è la vera fuga sull'Aventino.
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Dean M.
Occorrerebbe andare oltre la narrazione fantastica e mitologica, bella senza dubbio, ma essere concreti.
Avresti voglia di spendere qualche parola su quest'ultimo punto?
Mi interesserebbe sapere che cosa ne pensi.
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Originariamente Scritto da
Dean M.
E va aggiunto (al mio post) che Chomsky ci ricorda come l'anarchismo provenga dalla famiglia del liberalismo erede dei valori della rivoluzione Francese e non dal socialismo di tipo marxista.
Alla stregua delle altre correnti culturali di matrice "progressista" sorte dopo il settecento, lo stesso marxismo è erede della rivoluzione francese.
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Re: N.Chomsky
Citazione:
Avresti voglia di spendere qualche parola su quest'ultimo punto?
Mi interesserebbe sapere che cosa ne pensi.
Penso anzitutto che bisogna chiarire le idee relativamente ai concetti. Libertario, anarchico, individualista ecc.
Io credo (essendone legato) che fra tutte le correnti libertarie, quella che per me spicca con maggiore interesse è quella francese, in particolare della c.d. "French Theory". Cosa dice? Come ci diceva Onfray, prima di farsi rimbambire dalla moda populista, i pensatori che rientravano in tale corrente (Reclus, Proudhon fino ai teorici del post strutturalismo) ritenevano l'anarchismo postulato dai classici (Bakunin, Stirner, Kropotkin) per alcuni aspetti superato, soprattutto nel suo messianesimo così affine al marxismo ("un giorno verrà la rivoluzione e costruiremo il paradiso dell'anarchia"), preferendo le necessità dell'immanentismo. Essere liberi ora, pensare a come uscire dalle forme di dominio che sono ovunque, non solo nello Stato o nella repressione.
E soprattutto, laddove è necessario, accettare piccoli compromessi con il reale (votare solo quando è necessario e non contrastare ogni cosa che provenga dall'autorità, anche quando non è foriera di repressione, come l'assistenza sociale ecc).
E' forse l'unico modo per rimanere ancorati ad una visione reale dell'essere anarchici e allontanarsi dalla fantasia che arrocca in una condizione utopistica.
Citazione:
Alla stregua delle altre correnti culturali di matrice "progressista" sorte dopo il settecento, lo stesso marxismo è erede della rivoluzione francese.
Certamente, ma Chomsky ci ricorda - giustamente - come l'anarchismo abbia una maggiore attenzione per le libertà individuali rispetto ai socialismi marxisti, che sacrificano (almeno fino all'avvenuta liberazione dal capitalismo e all'autoestinzione dello stato) la persona singola al valore sacro del collettivismo e della sua espressione hegeliana.
non v'è dubbio che l'individualismo anarchico abbia più affinità col liberalismo.
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Re: N.Chomsky
Onfray vuole inseguire Houellebecq
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Re: N.Chomsky
in merito a questo tema mi sono già espresso
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Re: N.Chomsky
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Originariamente Scritto da
Lars
Il gradualismo... però.... portare deputati in parlamento è l'unico modo che si è dimostrato efficace per bloccare o tentare di bloccare provvedimenti ingiusti, per questo l'anarchismo che non partecipa alla democrazia elettiva mi è sempre sembrato velleitario. O fai la rivoluzione o altrimenti come fermi il potere? Con le manifestazioni di piazza?
Gradualismo rivoluzionario vuol dire avere come fine la rivoluzione sociale, ma nel frattempo prendere tutto ciò che di buono si riesce a conquistare (vedi le battaglie ottocentesche per le 8 ore lavorative).
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Originariamente Scritto da
Dean M.
E' verosimile che Chomsky sia in un certo grado "riformista", considerando che è un filosofo che vende milioni di libri e non è un rivoluzionario dell'800 che stampa opuscoli clandestinamente.
Detto questo,io condivido la sua logica, nel senso che sia il messianesimo marxista che libertario non consente di comprendere (soprattutto oggi) l'essenza profonda del reale (e qui non lancio una piccola polemica relativa al topic sull'immigraz ma anche su altri temi), a cui la sinistra radicale e libertaria fatica ad ancorarsi.
Occorrerebbe andare oltre la narrazione fantastica e mitologica, bella senza dubbio, ma essere concreti.
Chomsky lo consiglierei ad una persona che si approccia per la prima volta a certe questioni, perchè è semplice, comprensibile e per lo più dice cose abbastanza condivisibili. Superata questa fase credo ci sia di meglio.
Ecco perchè mi sorprende questa tua ammirazione per lui, essendo tu una persona indubbiamente molto preparata su questi e altri argomenti.
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Re: N.Chomsky
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Originariamente Scritto da
Dean M.
i pensatori che rientravano in tale corrente (Reclus, Proudhon fino ai teorici del post strutturalismo) ritenevano l'anarchismo postulato dai classici (Bakunin, Stirner, Kropotkin) per alcuni aspetti superato, soprattutto nel suo messianesimo così affine al marxismo ("un giorno verrà la rivoluzione e costruiremo il paradiso dell'anarchia"), preferendo le necessità dell'immanentismo.
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Prima di tutto un paio di postille teoriche: Proudhon non poteva considerare obsolete o superate le idee di Bakunin perché egli e il pensatore russo erano coevi (avevano, se ben ricordo, solo cinque anni di differenza); lo stessi dicasi per Reclus e Kropotkin, essendo quest'ultimo nato una decina d'anni dopo e morto almeno tre lustri dopo il geografo.
In secondo luogo, non annovererei Stirner tra i padri dell'"anarchismo classico", giacché il suo pensiero trascende i confini di una dottrina politica ed egli stesso non si dichiarò mai anarchico né votato all'edificazione di un assetto sociale ben definito.
Precisato ciò, sono il primo a lodare ogni appello al "qui e ora", ma se esso deve riassumersi nel calcolo elettorale o nella riforma dello Stato, lungi da me l'appoggiarlo.
Citazione:
non v'è dubbio che l'individualismo anarchico abbia più affinità col liberalismo.
Per il liberalismo, però, il temperamento individuale si rapporta sempre con un agone produttivo promosso e creato a misura di homo oeconomicus; pertanto è ancora un'essenza -nemica giurata della singolarità- la chiave di volta di un impianto teorico lontano dal riconoscere e valorizzare le vere peculiarità del singolo.
Chiunque voglia situarsi al di fuori dell'attività economica, o almeno ai margini di essa, sopportandone il meno possibile il peso, perde automaticamente lo status di libero individuo.
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Re: N.Chomsky
Citazione:
Originariamente Scritto da
Egomet
In secondo luogo, non annovererei Stirner tra i padri dell'"anarchismo classico", giacché il suo pensiero trascende i confini di una dottrina politica ed egli stesso non si dichiarò mai anarchico né votato all'edificazione di un assetto sociale ben definito.
Precisato ciò, sono il primo a lodare ogni appello al "qui e ora", ma se esso deve riassumersi nel calcolo elettorale o nella riforma dello Stato, lungi da me l'appoggiarlo.
Per il liberalismo, però, il temperamento individuale si rapporta sempre con un agone produttivo promosso e creato a misura di homo oeconomicus; pertanto è ancora un'essenza -nemica giurata della singolarità- la chiave di volta di un impianto teorico lontano dal riconoscere e valorizzare le vere peculiarità del singolo.
Chiunque voglia situarsi al di fuori dell'attività economica, o almeno ai margini di essa, sopportandone il meno possibile il peso, perde automaticamente lo status di libero individuo.
Stirner è un pensatore molto teorico, a me piace molto ma nel suo appello ci si possono leggere molte cose. Ci vorrebbe un individualismo non capitalistico.