

"The gods that we've made are exactly the gods you'd expect to be made by a species that's about half a chromosome away from being chimpanzee." ~ Christopher Hitchens


@Giò
Anche ci sta. Sempre, no.
Quindi, il succo è questo: non deve morire, deve soffrire. Lo decido io, tanto io non ci soffro esattamente come lui.
Ma figurati. Ad un pungo risponderei con un pugno, qualora le forze fossero impari, me ne andrei. Però se fossi colpevole di qualcosa di molto grave, meriterei un pungo ed anche altro.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


La morte significava ben poco per me. Era l'ultimo scherzo in una serie di pessimi scherzi. Charles Bukowski
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E dove sta scritto? Può esserlo anche sempre.
Non ribaltare la frittata: tu vuoi uccidere una persona innocente perché pensi che soffrirà e che la prospettiva del dolore la indurrà a non voler proseguire la propria vita. Quindi tu sulla base di una supposizione decidi di eliminare una vita. Io invece, al contrario tuo, dico di dare la possibilità ad un essere umano di vivere e, anche nella sofferenza, di affermare la propria dignità.
Per evitare la sofferenza tu esigi la morte: sì, il paragone del pugno e della fucilata è proprio azzeccato!
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Se sei così pronta a rispondere, perché tergiversi e non lo fai? La mia risposta comunque è già implicita in tutto quello che ti ho scritto finora. Secondo me, la prospettiva della sofferenza e del dolore non è una giusta causa per negare la vita ad una persona perché dolore e sofferenza non sono negazione della vita ma parte della stessa. Ci sono cose che capitano, senza che meritiamo o demeritiamo: è la vita dell'uomo. Sta a quest'ultimo affrontarle con dignità. La vita è un combattimento ed è nostro dovere non disertare dalla battaglia con i mezzi che abbiamo a disposizione, per quanto deficitari e miseri possano anche essere.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Bah. Nessuno vorrebbe e potrebbe soffrire sempre, nemmeno tu.
Non è che io lo pensi, è così, lo dice la scienza, alcune cose si può prevedere con largo anticipo. La natura fa il suo corso.
La vita di quel bimbo tetraplegico era bellissima, piena di "normalità", la sua sofferenza continua, placcata per un po' dai farmaci potenti era una gioia? Quindi lui avrebbe voluto proseguire la propria vita sofferenza per anni e anni?
Parlo di casi certi. Quando le persone competenti ti dicono che non c'è nulla da fare, è così. Quando le possibilità ci sono, si lotta per la vita con tutti i mezzi disponibili.
Non credo.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”

