«Le Due Torri rischiano il crollo: il Civis non deve passare»
Il vulcanologo Enzo Boschi lancia un «serio allarme. Bisognerebbe fermare tutto»
Le vibrazioni si sommano agli effetti della subsidenza
di LUCA ORSI
SOTTO le Due Torri non farebbe passare «neanche i taxi». Figuriamoci le 30 tonnellate del Civis, i cui cantieri nel cuore del centro «vanno fermati subito».
Enzo Boschi, presidente dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, lancia quello che definisce un «serio allarme».
Il passaggio del nuovo filobus — lungo oltre 18 metri — in via San Vitale e strada Maggiore, può infatti «accelerare i processi» che già minano la stabilità degli edifici di quella parte di centro. A partire proprio dalle Due Torri.
Le vibrazioni del Civis (con centinaia di passaggi quotidiani sotto Asinelli e Garisenda), sommate alla subsidenza che affonda ogni anno di più l’area di via Zamboni e ai riflessi delle scosse sismiche dell’Appennino, «avranno un impatto pesante sulla stabilità di edifici già molto deboli e fragili».
È una questione di prevenzione. In un centro storico «che non è sano e robusto, ma piuttosto fragile».
Le Due Torri possono crollare?
«Non voglio fare paura. Ma dico di sì».
Quando?
«Non si può dire. Ma se le vogliamo conservare, dobbiamo fare qualcosa».
Cominciando «con l’evitare il passaggio e le vibrazioni di veicoli pesanti».
A CHI LO TACCIA di allarmismo, Boschi ricorda il crollo della Torre civica di Pavia, nel 1989. E si appella quindi al commissario Anna Maria Cancellieri:
«L’ho conosciuta quando era prefetto a Catania, una delle zone più a rischio del mondo, e l’ho trovata molto attenta a questi problemi. Spero trovi il coraggio di fermare tutto immediatamente».
Boschi parla nella sede del Pdl. Con lui, Fabio Garagnani e Galeazzo Bignami, numero uno e due cittadini del partito.
Garagnani porterà l’allarme di Boschi «sul tavolo di tre ministri»: Beni culturali, Infrastrutture e Ambiente; ci sono gli ex consiglieri comunali Daniele Carella, Alessandro Ceretti, Patrizio Gattuso, Lorenzo Tomassini; e due urbanisti, l’ex vicesindaco Giovanni Salizzoni e Claudio Bertolazzi.
«Le vibrazioni dei bus peggiorano ogni giorno la stabilità degli edifici — conferma Salizzoni —. Ne andrebbe vietato il passaggio in centro. Meglio sostituirli con piccoli veicoli».
Il Pdl si appella alla Cancellieri. Ma, se il Comune farà orecchie da mercante, si augura che a imporre l’alt ai cantieri sia Roma, «d’autorità». Per consentire di cambiare il tracciato.
BIGNAMI chiede all’Atc di «rendere pubblica la Valutazione d’impatto ambientale» (Via) del Civis. Che «di certo esiste, ed è una mancanza nostra non riuscire a trovarla».
Al consigliere regionale risulta però che la Via «sia stata fatta solo sulle opere preliminari e non, come vuole la legge regionale, sul progetto definitivo».
Insomma, la Via esistente riguarderebbe un progetto diverso da quello attuale.
Ora, alla luce delle parole di Boschi, dice Bignami, «diventa urgente capire di che progetto parla la Via». Anche perché «la Provincia a suo tempo espresse sul progetto Civis fortissimi dubbi e impose tantissime prescrizioni».
da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - pag 2 e 3 - 27 luglio 2010 -
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E così, a ormai cinque anni dall'inizio dei lavori più assurdi del mondo, finalmente si prende atto che il Civis non solo non migliorerà in nulla la circolazione, ma sarà un reale pericolo per la città, per i suoi palazzi e le sue opere storiche.
Complimenti alle giunte di sinistra che si sono succedute avallando simili lavori e soprattutto grazie al caro assessore Maurizio Zamboni.
Venite a visitare Bologna in fretta, può essere che presto le due torri le si possano vedere solo in cartolina.




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