





Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
Racconti senza fine di gente che ha pagato
non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.


Ma il progetto continua ad andare avanti?![]()
La Vita è troppo breve per non essere Italiani!


Sì, purtroppo, perchè fermare tutto ora "costerebbe troppo" in termini di penali.
In realtà, ogni qualche mese salta fuori qualcosa, tipo i palazzi a rischio crollo, non è possibile asfaltare vie storiche che adesso hanno il porfido, il Civis che è pericoloso da guidare perchè ha la guida centrale e nessun autista sa guidare con la guida centrale, è bassissimo e ha degli specchietti retrovisori immensi ad altezza testa delle persone e ne falcerà di continuo, ecc. ecc.
Senza contare i lavori stradali che stanno devastando intere strade, che elimineranno migliaia di parcheggi (come se ne avessimo tanti), che durante i lavori i disagi per residenti e commercianti sono immensi, ecc.
A tutto questo si aggiunge il fatto che nelle pochissime, tipo due o tre, città europee in cui l'hanno adottato, hanno smesso subito di usarlo perchè scomodissimo e ingestibile.
Inoltre, come se non bastasse tutto questo, è un veicolo ormai fuori produzione da anni.
Però, nonostante tutto questo, il Civis a Bologna non si può fermare, bisogna andare avanti.
Ultima modifica di Alessandro; 28-07-10 alle 17:29




Bondi riapre il dossier Civis:
«Voglio uno studio sui rischi»
Altolà di Cancellieri e di Francesco:
«Se per il centro è pericoloso girerà altrove»
Questa volta, con le Due Torri di mezzo, non poteva certo restare in silenzio. E ieri il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi ha messo un altro bastone fra le ruote del filobus, come se non fosse bastato quello del vulcanologo Boschi. «Sia il ministero che io stesso in particolare — ha detto ieri Bondi — abbiamo manifestato già da tempo le nostre perplessità sia sul Civis che sulla tramvia di Firenze. Ho letto le dichiarazioni del professor Boschi: chiederò una relazione approfondita sui rischi alla direzione regionale dei Beni culturali e alla Sovrintendenza e poi trasferirò tutto il materiale al comitato tecnico del ministero a cui poi chiederò un’opinione».
E con Bondi è già il secondo ministro che negli ultimi giorni ha detto la sua sul futuro filobus, perché l’altra sera era stato il ministero dei Trasporti di Altero Matteoli ad aprire di fatto alla possibilità di modificare il tracciato del Civis senza perdere i finanziamenti statali, sempre che a richiederlo siano il Comune e i Beni culturali insieme. Una possibilità che ieri, dopo una serie di telefonate e consultazioni tra enti, non hanno escluso nemmeno le istituzioni chiamate in causa.
Anzi, la commissaria Anna Maria Cancellieri non solo non ha escluso la possibilità di modificare il tracciato del Civis, ma ha anche buttato lì che, se si ravvisassero dei rischi concreti per il centro storico, dalle Due Torri non ci dovrebbe più passare nessun mezzo pesante. «Prima voglio verificare tutto — ha precisato la commissaria — ma il massimo per quel punto della città sarebbe che non ci passasse proprio niente: i tecnici del Comune dicono che tutta la documentazione è in regola, ma andremo a fondo alla questione, anche se si tratterà di avere un parere da un altro ente esterno. Se ci saranno le condizioni e avrò gli elementi tecnici sufficienti per dire che lì c’è un rischio, non avrò certo paura a fermare il Civis e a cambiare il progetto». Ma di più: «Già adesso dalle Torri ci passa di tutto e di più, se sarà necessario le libereremo completamente dal traffico e faremo passare magari solo dei bus piccoli». Insomma, adesso la commissaria acquisirà tutto il materiale disponibile, convocherà tutti i soggetti in causa, compreso lo stesso Boschi che ha lanciato l’allarme.
«Intanto i lavori di via San Vitale procedono — conclude la Cancellieri — l’asfaltatura non farà certo male, poi possiamo sempre fermare tutto fra 15 giorni». Sulla stessa lunghezza d’onda la dirigente regionale dei Beni culturali, Carla Di Francesco, che appena arrivata nel 2008, si è trovata a intraprendere una battaglia all’ultimo sangue per evitare il passaggio del Civis dal cuore della città. «Ai Beni culturali — dice — soprattutto negli ultimi anni abbiamo fatto di tutto per evitare questo passaggio: non abbiamo mai nascosto che non ci piace e io il mio "no" lo misi nero su bianco proponendo che facesse il giro dai viali. A quel punto c’è stata una battaglia sulle modifiche che siamo riusciti a ottenere con grande fatica, perché sembrava che i finanziamenti fossero a rischio». Detto che alla Di Francesco le parole del presidente dell’Ingv non convincono («le sue dichiarazioni non sono supportate da un confronto di analisi e da dati veri»), in ogni caso per la dirigente dei Beni culturali sarebbe necessario «un ripensamento generale del traffico dei mezzi pubblici, perché c’è anche il problema degli edifici storici». L’apertura del ministero dei Trasporti comunque per la Di Francesco «è un’occasione da cogliere al volo, anche considerando che c’è una serie di opere non ancora fatte». Insomma: «Se il Comune ci dà l’imput, il nostro "no" al Civis c’è già». Se la dirigente dei Lavori pubblici del Comune Raffaela Bruni scongiura il pericolo per le Torri «perché c’è uno studio sulle vibrazioni» e perché «il progetto del Civis era stato accuratamente studiato e approfondito», anche la Provincia con l’assessore all’Ambiente Emanuele Burgin definisce l’allarme di Boschi «immotivato: il Civis migliorerà la situazione nella zona». Ma l’associazione Altrainformazione lo ferma: «La Provincia oggi dice che va tutto bene, ma nel 2004 parlava di violazioni nella Valutazione d’impatto ambientale...».
Bondi riapre il dossier Civis: «Voglio uno studio sui rischi» - Corriere di Bologna
La Vita è troppo breve per non essere Italiani!


Ottima notizia, almeno ci sarà una nuova, e forse più seria, verifica.
Però vedi? «Se per il centro è pericoloso girerà altrove»
Fermarlo no, non se ne parla. Girerà altrove. Dove poi non si sa, dato che ormai il percorso è stato modificato duemila volte e lo stesso percorso ormai si copre benissimo in bicicletta :gluglu:
Ba bè, vedremo...
Grazie della notizia in anteprima, Italianista![]()




Interessante articolo sul Carlino di oggi, per chi ha voglia di leggere quel che accade nella "perfetta" Bologna la rossa:
«L’Atc è un potere che nessun sindaco ha osato scalfire»
Duro giudizio dell’architetto Scannavini: «Il centro sopporta ogni giorno cinquemila passaggi di bus. Impensabile e antistorico»
di LUCA ORSI
LA SITUAZIONE «è disperante». E l’allarme del vulcanologo Enzo Boschi sui danni causati alla stabilità delle Due Torri e degli antichi palazzi del centro dal passaggio degli autobus (e un domani del Civis) «è più che giustificato. Non si può andare avanti così».
Roberto Scannavini — architetto e urbanista, per quasi quarant’anni alla guida dell’Ufficio centro storico ed edilizia monumentale del Comune — non teme di passare per Cassandra: pronuncia senza esitare la parola «crollo».
Perché «il pericolo c’è, senz’altro». E non circoscritto alle Due Torri. «Lo dico da anni, nessuno mi ascolta».
Detto così, fa paura.
«Agli ultimi piani di molti palazzi antichi del centro, quando passano gli autobus saltano i letti, gli armadi, i bicchieri».
Come con il terremoto?
«L’Università dovrebbe piazzare dei sismografi agli ultimi piani dei palazzi di via San Vitale, Strada Maggiore, via Santo Stefano, per verificare l’effetto delle vibrazioni dei bus e del traffico sulle antiche strutture di legno e mattoni».
Che cosa emergerebbe?
«Che siamo al limite».
Non è un po’ pessimista? Allarmista, direbbe qualcuno.
«Se si facessero i sondaggi, si capirebbe la gravità dei danni».
E in attesa dei sismografi?
«Basta guardarsi intorno. Nei palazzi saltano catene, si flettono pilastri, l’intonaco si sbriciola, la pietra si spacca».
Colpa dei bus?
«Il centro storico viene trafitto da cinquemila passaggi di autobus al giorno. È incredibile, non accade in nessuna città del mondo. Significa che ci sono palazzi di 400 anni, specie lungo le radiali monumentali, che tremano di continuo, tutto il giorno. Tutti i giorni. E così le Due Torri. Che, in più, sono in una zona di massima subsidenza. È una situazione che dovrebbe allarmare. Invece...».
Invece, il Civis. Che ne pensa?
«Una sola cosa: stia fuori dal centro medievale. È un’assurdità. Mi ha molto meravigliato che la Soprintendenza abbia accettato di farlo passare per il centro, sotto le Due Torri».
E gli autobus?
«Via anche quelli».
Per metterli dove?
«Il servizio di trasporto pubblico dovrebbe attestarsi sui viali, alle porte. Poi ci sono le vie più ampie: Irnerio, Indipendenza, Marconi... Si entra in centro lo stesso. Per il resto, nelle strade più delicate e fragili, un servizio di navette. E, comunque, il cuore della città va pedonalizzato, come ha fatto Firenze. È anche una questione di qualità della vita».
Crede sarà possibile?
«A Bologna va ripensato l’intero modello di trasporto pubblico. Serve una visione totalmente diversa. Perché quello attuale, pensato negli anni Settanta, in seguito potenziato con i pesanti filobus snodati e ora con il più pesante Civis, è antistorico. Un controsenso. Un’assurdità. Insistere è fare una violenza al più grande quartiere residenziale della città, il centro storico, che ha oltre 70mila abitanti».
Che cosa ostacola un cambio di rotta?
«L’Atc, che è un potere difficile da scalfire».
L’Atc è un potere? In che senso?
«È un potere sindacale, di mezzi, di servizio».
L’azienda, di fatto, è di proprietà del Comune, che ne detiene il 59,65% delle quote.
«È vero. Ma finché l’Atc non cambia mentalità, i sindaci possono fare ben poco».
A Firenze, però, il sindaco Matteo Renzi ha pedonalizzato piazza Duomo. Facendo cambiare tracciato al progetto del tram.
«Per fare certe scelte ci vuole coraggio. Invece, le amministrazioni comunali si susseguono, e non c’è verso».
Perché?
«Perché ai sindaci di Bologna, finora, è mancato il coraggio».
da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - pag. 2 e 3 - 29 luglio 2010 -