

Infatti al principio di tutta la manifestazione e non-manifestazione c'è la Potenza creatrice detta Shakti. Shakti è un'unità che acquista i caratteri della dualità se osservata attraverso il Velo di Maya (l'illusorio in cui viviamo).
Questa dualità rappresenta il binomio maschile-femminile, i due elementi complementari della manifestazione cosmica (l'origine di ogni dualità): Purusha e Prakriti, Ch'ien e K'un...
Prakriti non è altro che la matrice della Potenza creatrice, la Vergine Immacolata, la Grande Madre, la Materia Prima, la sostanza primordiale indifferenziata...
Anzi, Maya non è nemmeno un vero e proprio "velo", è la stessa Shakti in evoluzione; un assoluto sat-chit-ananda, non costretta da condizioni razionali, nè limitata o coercita da leggi morali, non soggetta a condizioni spaziali determinate e, dunque, da considerarsi in moto: un moto che mai si arresta o illanguidisce; la radice di ogni esistenza, di cui l'uomo, la donna e il mondo intero sono l'atto.
Ultima modifica di donerdarko; 17-08-10 alle 18:01


forse perché sono una donna con... gli attributi virili!
(a scanso di equivoci, in senso metaforico).
Ora siamo in un forum dove nessuno mi conosce di persona, ma proprio per questo non spacciare le tue sensazioni come dati di fatto. Potresti prendere grossi abbagli, generare spiacevoli equivoci e confondere anche gli altri..
Ultima modifica di Regina di Coppe; 17-08-10 alle 19:00
Corpo sano in ambiente sano.
Chi avvelena una persona per vendetta viene condannato per veneficio.
Chi avvelena milioni di esseri umani per profitto viene onorato come capitano d'industria.


Comunque per me è una partita persa in partenza...
...i desideri materiali e l'appagamento, ancorchè illusiori e limitati temporalmente, prendono il sopravvento...
...i maestri spirituali sono essere superiori...oppure te la sanno spiegare bene...
...ho scoperto che l'Ego e la sua amica Maya non possono essere estromessi, sono troppo "umano" e attratto dalle passioni per poter pensare di ucciderli...quindi onore a loro (che mi appagano) e un grazie a loro per lasciarmi a volte stare insieme al mio Sè e al mio spirito...
...per ora mi basta questo equilibrio.
O questa assenza di equilibrio.
Ultima modifica di RAYO; 06-02-11 alle 19:54
Gioia e dolore hanno il confine incerto...


Una cosa sono i desideri e una cosa sono i bisogni....
All'inizio della ricerca è tutto confuso..poi..piano piano si vede la differenza..e quando i desideri vanno in opposizione ai bisogni..capiamo l'importanza del Sé..come unica guida legittima per uscire dal marasma..
Soddisfare un desiderio ti fa stare peggio..mentre soddisfare un bisogno ti fa stare meglio..ed è qui che comprendiamo il potere della meccanicità..e il bisogno di sfuggirvi per realizzare i bisogni ..che soddisfatti si riducono a poco a poco..finché alla fine rimane solo il silenzio come bisogno definitivo..superato il quale torneremo a vedere tutto come un gioco e una prova superata che ci apre un livello superiore..
La nostra vita serve ad arrivare a un livello superiore..e si ottiene non identificandosi in ciò che ci fa perdere energia..e che ci trattiene al basso..
Ma qui il pensiero cede il passo alla comprensione..che è conoscenza ed essere..e che è rigorosamente non comunicabile..
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)




Si ma è assai arduo soddisfare i secondi senza farsi trascinare dai primi.
C'è sempre una spinta e pulsione "naturale" che ti spinge ad inseguire ed alimentare ricerce di benessere fisico, sentimentale e psichico...e l'asticella si alza ogni volta.
Ed ecco che, ad esempio, il semplice e naturale bisogno d'amore diventa la costruzione di storie e percorsi che implicano, a seconda dei casi, l'idea del possesso, la ricerca di armonia fisica e mentale, l'alimentazione di processi relazionali che ti ingolfano la mente...
...di modo che i cavalli del carro da guerra trascinano l'auriga lasciandosi dietro scie karmiche che si proiettano ineludibilmente nel futuro...in un ininterrotto processo di ritorni causali che rendono illusorio cioè per cui con tanto accanimento ti spendi (amore, sesso, affetti, lavoro...la vita insomma).
E poi... la ricerca spirituale - nelle sue molteplici e differenti vie - è la risposta ad un bisogno o ad un desiderio?
Sai che ancora non l'ho capito?
Assolutamente non getto la spugna babaji (la pratica è soggetta a alti e bassi determinati da svariati fattori ma la partita dura tutta la vita, mi sembra un po' presto per gettare la spugna)...continuo - tra alti e bassi -con le mie "piccole" pratiche yogiche e meditative (e di conoscenza)...sono l'unico appuntamento con me stesso che è parte del Sè non duale.
E' un appuntamento che è succube e subordinato ai normali flussi di pensieri che il vivere la vita genera, ma percepisco che sarebbe sbagliato forzare.
La conclusione a cui per ora sono giunto è che, in fondo, non è in assoluto sbagliato (almeno mi piace pensare che non lo sia) dividersi tra due piani...uno ausiliare all'appagamento e uno, ancorchè marginale e residuale, capace di ritagliarsi spazi e percorsi interni vuoti e vacui...in cui sprofondare....almeno per un attimo...o per l'idea di un attimo.
Ultima modifica di RAYO; 07-02-11 alle 18:53
Gioia e dolore hanno il confine incerto...

