Come può estinguersi qualcosa che non c'è. Si dice "io" come si dice "carro", solo che se al carro togli le ruote, il cavallo, le stanghe, la tela, ecc. che cosa ti rimane? L'idea che si debba raggiungere qualcosa implica un qualche "dover essere", l'idea che si debba fare un movimento verso qualche cosa. Certo che quando l'illusione di possedere una qualche "individualità" viene abbandonata scompaiono le dualità, il movimento, il dover essere, ecc..
Poi bisogna partire da alcune premesse, come ad esempio l'idea che all'origine di ciò che è manifesto e di ciò che non è manifesto non vi sia un "essere", ma una potenza e che l'essere è un fatto della potenza; inoltre si afferma la natura libera di questa potenza (il gioco divino da cui scaturiscono gli universi e da cui verranno poi riassorbiti). L'ego umano può scegliere tra le diverse forze, quella che sospinge nel turbine del desiderio oppure quella che rende capaci di "attraversare" il turbine, arrivare al centro, il famoso "occhio del ciclone" dove tutto è sereno. Perché uno potrebbe preferire la seconda alla prima l'ho detto prima
Ultima modifica di donerdarko; 09-02-11 alle 15:10
Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)
Ma neanch'io prendo minimamente in considerazione la realtà del soggetto-io (dopo Hume e Nietzsche per carità), se non come metafora del flusso di percezioni, però nel momento in cui il flusso di percezioni si interrompe l'estinzione ce la hai lì.
Ultima modifica di Illuminatus; 09-02-11 alle 15:20






In assoluto io credo non vi sia estinzione.
C'è un continuo viaggio in alto o in basso (credo nel concetto della reincarnazione e sempre di piu' alla sua Legge) fino al ritorno alla Fonte eterna.
Se parliamo di materia e di Ego, l'estinzione del corpo non è è nè bene nè male.
Se ci riferiamo all'Ego, io penso che la sua estinzione sia un bene quasi impossibile da ottenere.
La vera domanda (a cui non ho risposte) è: è necessario estinguere l'Ego per sperimentare il Sè eterno oppure è sufficiente, accanto all'Ego, intraprendere un percorso spirituale?
La seconda opzione è quella piu' "comoda" ()..ed è quella che per ora scelgo.
Gioia e dolore hanno il confine incerto...


Voglio dire che non esiste nessuno speciale motivo per preoccuparsi della direzione del viaggio (verso l'alto o verso il basso, ammesso che questi termini vogliano dire qualcosa fuori da personalissime preferenze) se si interrompe ogni continuità di coscienza fra un'esistenza e l'altra.
Ultima modifica di Illuminatus; 09-02-11 alle 18:33