









Erano eccellenze gestite a cazzo di cane visto che molte hanno chiuso nel giro di una generazione per liti di eredità e figli che non volevano farsi il culo come i padri. Inoltre in Italia non c'è mai stata la mentalità delle aggregazioni industriali e dell'innovazione tecnologica. E' per questo che abbiamo saltato a piè pari la rivoluzione digitale.




Non c'è nessuna concorrenza e nessuna possibilità di migliorarsi se non per quelli per cui è stata prevista.
L'Europa unita serve alla Germania per affossare gli altri, è stata pensata per questo e questo ha fatto. Non ci possiamo guadagnare, in nessun modo, a meno di non cambiare drasticamente le regole a nostro favore....ma a quel punto Germania & co. si opporrebbero...
No, tu la guardi con il tipico complesso di inferiorità dell'italiano medio nei confronti di qualsivoglia straniero. Questo ragionamento de "gli altri sono meglio di noi" deriva proprio dal fatto che siamo entrati nell'UE. Prima non avevamo alcun bisogno di imitare nessuno, ce la cavavamo egregiamente da soli.A differenza di tanti altri io guardo a chi è meglio di me e non con invidia ma con ammirazione e voglia di arrivare allo stesso livello. L'italiano medio invece è solo invidioso e incapace (perché geneticamente presuntuoso) di affrontare i problemi che gli si parano davanti con maturità e intraprendenza.
Mi citi gli inglesi ma forse non ti è chiaro che loro hanno fatto (e i tedeschi dopo di loro) una serie di riforme che se le fai in Italia scoppia non una ma due rivoluzioni.
E' paradossale, ci siamo volontariamente impoveriti per seguire scioccamente altri che si sono arricchiti e ora li invidiamo e ammiriamo e vorremmo essere come loro, ma il siccome il sistema è irriformabile e fatto apposta per affondarci continueremo ad impoverirci sempre di più e vedere il divario che aumenta.






Questa è un'opinione non supportata da alcun fatto. L'Europa serve a tutti in quanto è l'unico modo per superare il modello degli stati nazionali che ci hanno portato solo a conflitti per secoli. Inoltre, con la fine del comunismo e l'avvio di una nuova fase geopolitica nella quale la fanno da padroni grandi stati "federali", l'Europa è ancora di più obbligata a seguire la strada di una più stretta integrazione e massimizzazione dell'utilità.
So bene quali siano i punti di forza o meglio le potenzialità dell'Italia. Conosco altrettanto bene i difetti che rendono queste potenzialità nulle. Per cui non è questione di avere sensi di inferiorità ma di riconoscere i limiti di un paese che non potrà mai competere alla pari con le ex grandi nazioni europee (e questa è storia, se la si conosce).
Non ho nemmeno l'arroganza di chi si ritiene, non si sa grazie a quali evidenze, superiore agli altri o in grado di primeggiare imponendo l'Italian way che mostra evidenti limiti di tenuta.
Se si continua sulla strada intrapresa da 30 anni a questa parte si va dritti verso il baratro, se invece si inizia a essere più umili e a riformare questo paese ci sono anche buone possibilità di affiancarci alla Francia in termini di PIL e influenza in Europa.