
Originariamente Scritto da
RibelleInEsilio
Posso rispettare, ma non posso comprendere.
Se da una parte l'essere vegetariani può anche aver senso, quella dei vegani la trovo una posizione davvero incomprensibile sotto quasi tutti i profili. E' praticamente impossibile essere REALMENTE vegani, dal momento che qualsiasi azione umana è volta al disturbo (o normale interazione?) del mondo animale. Per essere filosoficamente vegani dovremmo essere vestiti di foglie e cibarci di mele. Dal momento che viviamo in CASE, abbiamo VEICOLI, usiamo STRUMENTI ovvero usufruiamo di cose che vengono create tramite processi manufatturieri ed industriali noi andiamo automaticamente ad associarci alla catena di sfruttamento del suolo terrestre e della fauna.
Magari un naturista-primitivista vegano che decide di vivere in un villaggio in Amazzonia può anche rientrare nella categoria dei vegani coerenti, chi vive in comunità urbane o semi urbane del terzo millennio no, dato che dietro a ogni singolo utensile ci sono decine se non centinaia di esseri viventi uccisi in modo volontario. E se uccidere un animale per consumo non è etico, come giustificarne l'uccisione per fini produttivi? Direi che cade il palco abbastanza fragorosamente davanti a quasta domanda,