Ha stato Trump!
Ha stato Trump!
February 2nd, 2017 by mattia | Filed under perle giornalistiche.

Quando stamattina ho letto questa notizia su repubblica ho tuittato "Ha stato Trump!!1!!".
Perché a una prima lettura già mi sembrava che ci fosse qualcosa che non andava.
Sicché questo tizio racconta che era lì in Iraq con la madre malata. Lui, cittadino americano, la madre ancora no. E così non si è potuta imbarcare sull'aereo.
Il giorno dopo la madre muore.Perché poche settimane fa Naimma, 75 anni, era tornata per un breve periodo in Iraq, ma si era ammalata. Hager, allora, aveva preso subito un aereo per andare a prenderla nel suo paese natale e portarla negli Stati Uniti per curarla e salvarle la vita. Ma Naimma non ce l'ha fatta. Perché, una volta arrivati all'aeroporto in Iraq, la compagnia aerea, a differenza del figlio, non le ha permesso di imbarcarsi. Dopo un giorno, Naimma è morta.
"Mia madre ce l'avrebbe fatta se me l'avessero fatta portare in un ospedale americano. Invece è morta, a causa di Trump".
La prima cosa che ho pensato è stata: se questa signora era così ammalata da morire il giorno dopo molto probabilmente non l'avrebbero mai ammessa su di un aereo, tanto più per un volo così lungo poi.
Immaginate di essere una compagnia aerea che deve fare un volo dall'Iraq agli U.S. of A.: imbarchereste una moribonda? No. Non lo fanno.
Anzi, non lo fanno anche se uno è molto meno che moribondo, perché poi non sanno cosa può accadere durante il volo. Il malato si aggrava e bisogna fare un atterraggio di emergenza? E se sei in mezzo all'oceano?
No, le compagnie ti dicono: resti a terra, guarisci e poi voli. Che senso avrebbe imbarcarti sapendo che poi molto probabilmente dovrai fare un atterraggio d'emergenza per fornire assistenza medica al passeggero? Un conto è se l'emergenza sorge quando sei già in volo, ma in quel caso sei già a terra, ci rimani.
Se poi in quel paese non c'è un ospedale capace di curarti si fa un volo attrezzato con i medici a bordo e tutte le strumentazioni per gestire emergenze mediche (tipicamente sono voli militari). Ma è una cosa diversa.
Senza nemmeno parlare dello stress che un viaggio così lungo avrebbe potuto portare alla paziente. Anche solo per quello, una moribonda non la imbarchi, che magari le fa più male che bene quel viaggio.
Io, fossi stato un giornalista che legge questa storia, avrei chiesto: bene, mi racconta che malattia aveva sua madre? Era in grado di affrontare un viaggio così lungo? È morta il giorno dopo: che sintomi presentava il giorno prima?
Perché magari soffriva di una malattia che si poteva "mascherare", i cui sintomi non erano visibili dall'esterno, per quanto improbabile per una persona che sta morendo. Ma ammettiamolo pure: dammi dei dettagli. E invece non menzionano nemmeno di cosa fosse malata. Ma non è la prima informazione che vorreste avere su di un caso del genere?
Dopodiché, passa il tempo, vengono fatte ulteriori indagini e salta fuori che in realtà la signora sarebbe morta il 22 gennaio. Poi magari scopriamo che la signora non è mai esistita, o chissà che altro. Anche perché la stessa storia dell'imam che lo contraddice è sospetta: come fa un imam di Detroit ad avere informazioni su quello che è successo in Iraq. Qual è la sua fonte? (qui dicono che un'altra moschea di Detroit aveva fatto una preghiera funebre, questo imam quindi ha una fonte di terza mano)
Semplicemente, questa era e rimane una storia con basi poco solide, dove subito il racconto iniziale ti faceva sorgere delle domande di buon senso che ti inducevano a dire "aspetta un attimo, verifichiamo meglio le fonti".
E invece no, hanno pubblicato tutto subito, con il risultato che poi hanno dovuto correggere.
Perché? Perché quella "notizia" consentiva loro di scrivere:La storia di Hager è emblematica per capire quanto possa essere pericolosa una misura draconiana e indiscriminata come la recente stretta del neopresidente contro gli arrivi di qualsiasi immigrato da sette paesi a maggioranza musulmana: Iraq, Siria, Libia, Iran, Sudan, Somalia e Yemen.
Ma state sereni, le uniche feic nius pericolose sono quelle che influenza l'opinione pubblica in direzione contraria. Quando la direzione è "quella giusta" allora si può feicniusare senza problema.