Ragazza in coma per meningite a Bari
L’altro ieri mattina, Terry Faraone, del quartiere Japigia, studentessa del Romanazzi aveva la febbre a 38. Alle 4 del pomeriggio era salita a 41
di CARLO STRAGAPEDE
Una ragazza di 17 anni, T. F., versa in gravi condizioni nel reparto di rianimazione dell’ospedale «Di Venere», dopo avere contratto una «meningoencefalite da meningococco». Non si sa come e dove la ragazza abbia contratto il pericoloso batterio. La giovane frequenta la quarta B «Mercurio» all’Istituto tecnico commerciale «Domenico Romanazzi»: perciò le autorità sanitarie hanno consigliato ai suoi compagni di classe e ai loro genitori, oltre che ai docenti, di assumere un antibiotico, a scopo preventivo.
Stessa prassi per la famiglia della ragazza ricoverata, cioè per i genitori V. e A. e per la sorella L., che frequenta la stessa classe di Terry al «Romanazzi». La studentessa è arrivata al «Di Venere» venerdì pomeriggio, quasi priva di conoscenza. Comunque i rianimatori le hanno indotto uno stato di coma farmacologico, per scopi terapeutici. Ieri sera le condizioni della ragazza erano definite «stazionarie ma gravi».
Per la famiglia è stato un fulmine a ciel sereno. La ragazza abita al quartiere Japigia. Stando alla ricostruzione fornita dai genitori, giovedì pomeriggio la ragazza e la sorella, approfittando della temperatura estiva, inforcano le biciclette e insieme con un amico coetaneo puntano dritto verso la spiaggia di Pane e Pomodoro. Qui tutti e tre fanno un bagno. Poi ragazza si incontra con il fidanzato - è sempre la ricostruzione della famiglia - e insieme fanno un salto a Casamassima, dove si intrattengono, per un po’, in una sala giochi. Quindi il rientro a casa. La ragazza, nella stessa serata di giovedì, avrebbe avvertito un senso di spossatezza, cui però i familiari non avrebbero dato peso, perché lo hanno ricollegato alla stanchezza della giornata trascorsa. Venerdì mattina, intorno alle 8, la ragazza rerisce di sentire brividi. Il verdetto del termometro è: 38. Quindi niente scuola. La madre telefona al medico di famiglia che prescrive una pillola molto nota per la sua capacità di abbassare la temperatura rapidamente. Nonostante quella pillola, la febbre sale. Alle 2 il termometro segna 40, alle 16 quasi 41. La madre (il papà è al lavoro) telefona al 118: sono quasi le 17 di venerdì 15 maggio, l’altro ieri insomma, quando la giovane arriva, ormai semincosciente, nel nosocomio di Carbonara. Dal pronto soccorso viene trasferita immediatamente in rianimazione. I medici diagnosticano la «meningoencefalite da meningococco», che ha determinato una infezione o «sepsi» che interessa tutto l’org anismo. Una malattia infettiva, insomma, che causa alla ragazza di 17 anni vistose macchie sulla pelle. Fra sms, telefonate e messaggi su facebook, la notizia fa il giro della scolaresca e approda ai professori e ai vertici del «Romanazzi». Scatta la fase della profilassi. Ieri, nel Tecnico commerciale di via Celso Ulpiani, non si parlava d’a l t ro.
Fonte: Gazzetta del mezzogiorno, 17.5.2009




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