Risultati da 1 a 6 di 6

Discussione: Nonostante Scalfari

  1. #1
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    74,974
     Likes dati
    2,839
     Like avuti
    10,463
    Mentioned
    218 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Nonostante Scalfari

    IL COMMENTO
    La guerra dichiarata
    al nemico migrante

    di EUGENIO SCALFARI

    Il tema dei migranti domina su tutti gli altri l'attenzione degli italiani e delle istituzioni che li rappresentano. Se ne occupa il Parlamento, ne legifera il governo con decreti e voti di fiducia, ne discutono le forze politiche e i "media". La Chiesa si è mobilitata in forze e il presidente della Repubblica è anche lui intervenuto per condannare tentazioni di xenofobia e una retorica che si fa un vanto di chiudere la porta in faccia ad un popolo di disperati che dall'Africa e dall'Oriente tenta di raggiungere l'Europa, il continente del benessere e della gioia (così lo vedono), dei lustrini e della vita facile. Insomma Bengodi.

    Questo tema infiamma la campagna elettorale in corso ancor più (ed è tutto dire) del conflitto che oppone Berlusconi a sua moglie e che al di là degli aspetti privati mette in causa la credibilità del presidente del Consiglio e la sua reticenza di fronte a questioni delicatissime e tuttora rimaste senza risposta.

    La discussione sui barconi affollati di poveretti "senza arte né parte" secondo la definizione elegante del presidente del Consiglio, investe i problemi della sicurezza, del lavoro, della guerra tra poveri, della criminalità organizzata, ma anche l'etica, la solidarietà, la lotta contro le discriminazioni. Insomma un viluppo di problemi che non è semplice districare ma che incide direttamente sulla sensibilità e sulle legittime paure degli italiani, una volta tanto definibili come indigeni di fronte all'ondata di stranieri che si riversa sui nostri confini marittimi e terrestri.

    In questo clima, il governo risponde brutalmente alle critiche dell'Onu, e il ministro La Russa arriva a definire l'Unhcr un'organizzazione "disumana e criminale". D'altronde la Lega e la destra hanno fatto di questo tema il cavallo di battaglia della campagna elettorale di un anno fa, hanno scommesso sulla paura e l'hanno enfatizzata come più potevano. Dovevano dunque pagare il debito contratto con i loro elettori alla vigilia di un altro appuntamento con le urne. Di qui il "respingimento" dei barconi in alto mare, che ha tutte le caratteristiche di uno spot pubblicitario accolto con soddisfazione da una vasta platea di italiani intimoriti e incattiviti dall'arrivo dei barbari, invasori delle nostre terre e della nostra tranquillità.

    C'è un punto di equilibrio tra queste due opposte rappresentazioni della realtà? C'è una soluzione che salvaguardi valori e interessi che sembrano inconciliabili?

    * * *

    Se trionfasse la ragionevolezza sull'emotività non sarebbe difficile trovare quel punto di equilibrio, ma sono molti gli ostacoli che vi si frappongono.

    Il primo ostacolo sta nell'interesse politico della Lega e del partito che si è dato il nome (quanto mai incongruo) di Popolo della libertà. Questo interesse mira a mantenere alto il livello di emotività di un'ampia parte del paese e se possibile ad alzarlo sempre di più. Bisogna distrarre l'opinione pubblica da altri temi incombenti e non favorevoli al governo: la crisi economica, la distruzione crescente di posti di lavoro, la perdita di competitività del sistema-Italia, il terremoto d'Abruzzo e i disagi che ne derivano e che sono ancora lontani dall'essere soddisfatti, la cicatrice tutt'altro che rimarginata della credibilità pubblico-privata del premier.

    Bisogna trovare un nemico esterno sul quale concentrare la rabbia della gente ed eccolo pronto, quel nemico: è il popolo dei barconi. Le guerre servono a indicare un bersaglio infiammando l'opinione pubblica patriottarda e questa è una guerra. A questo serve il "respingimento", a questo servono le ronde, a questo serve aver istituito il nuovo reato di immigrazione clandestina.

    In realtà il 90 per cento del popolo dei migranti entra in Italia e in Europa dai confini dell'Est europeo, l'immigrazione dal mare non supera un decimo dei flussi d'ingresso, ma respingere i barconi con la marina da guerra è molto più teatrale, fa scena, slega gli istinti xenofobi di chi assiste allo spettacolo dal proprio tinello guardando la televisione.

    Si dice: quella gente "senza arte né parte" è ingaggiata dalla mafia, trasportata dalla mafia, e da essa controllata; viene da noi per delinquere, ricondurli da dove sono partiti è dunque un nostro diritto, anzi un dovere verso noi stessi e verso la Comunità europea. Ma manca la prova che i migranti dei barconi siano collusi con la mafia. Vengono dai luoghi più disparati, dal Sudan, dall'Eritrea, dall'Etiopia, dalla Nigeria, dal Maghreb, dall'Africa equatoriale. Hanno attraversato boscaglie, foreste, deserti. Inseguono un sogno e affrontano la morte e le sevizie per mesi e mesi. Collusi con la mafia? Trasportati dalla mafia degli scafisti, questo sì. E poi carne da macello di tutte le violenze. E per finire anche con la nostra.

    Non è respingendo i barconi che la nostra sicurezza migliorerà. Non è con le ronde. Non è con la vessazione e con le denuncie.

    Bossi ha detto: io parlo con la gente e la gente vuole questo. è vero, Bossi parla con la gente e trova consensi. Ma si vorrebbe sapere qual è la gente con la quale parla il leader della Lega.

    Certo, l'emotività contro il nemico migrante si estende. è un buon segno? Non direi. è un "trend" verso il peggio. I leader politici che avessero il senso della responsabilità dovrebbero scoraggiarlo. Se invece ne godono, se si fregano le mani e alzano le dita a V come simbolo di vittoria e come fa il nostro ministro dell'Interno compiono un pessimo servizio verso l'interesse nazionale. Giorgio Napolitano, quando manifesta preoccupazione per la retorica sull'immigrazione parla proprio di questa irresponsabilità. Sarà un caso, ma il Capo dello Stato riscuote fra l'80 e il 90 per cento di consenso nazionale. Con chi parlano Bossi, Maroni, Calderoli?

    * * *

    Quel "trend" irresponsabile e così irresponsabilmente alimentato lambisce anche persone insospettabili. Mi hanno molto stupito e preoccupato alcune recenti dichiarazioni del sindaco di Torino, uno dei leader del Partito democratico. Ha detto che respingere i barconi non viola il diritto internazionale ed ha ragione. Ha aggiunto che il "respingimento" è autorizzato dall'Unione europea e fu adottato nel 1997 da Prodi e D'Alema per bloccare il flusso migratorio dall'Albania. Ha ragione anche su questo punto ma con una piccola differenza: in Albania c'erano anche la polizia e i militari italiani, i centri di raccolta erano sotto il nostro costante controllo e non sono paragonabili con quanto accade nell'inferno dei centri di raccolta libici.

    Ma c'è un punto che più mi incuriosisce nelle parole di Chiamparino. Il sindaco di Torino propone di concentrare gli sbarchi verso due porti da indicare dell'Italia meridionale. Sbarchi settimanali, autorizzati a trasportare i migranti regolari o regolarizzabili. Che cosa significa regolari o regolarizzabili? Vuole dire quelli chiamati da un datore di lavoro italiano? Quelli non hanno bisogno di imbarcarsi sui barconi degli scafisti, possono prendere navi di linea e arrivare dove vogliono. Di chi sta parando Chiamparino? Qualche spiegazione sarebbe necessaria. Chi è chiamato non è clandestino. Chi è clandestino non è regolarizzabile e viene respinto in alto mare. Esiste una terza categoria "chiampariniana"? Ed anche "maroniana" e persino "berlusconiana" che noi non conosciamo? è una nostra lacuna informativa. Allora per favore colmatela.

    Ho letto che Maroni sta per riproporre il tema delle badanti. Pare ci siano molte badanti clandestine. La polizia le scoverà e saranno rapidamente rimpatriate.

    Chiamparino è d'accordo? Spiegatevi perché le vostre parole e le vostre proposte sono molto confuse.

    * * *

    Da qualche giorno i giornali fanno anche il nome di Piero Fassino tra coloro che dissentirebbero dal segretario del Pd sul tema dell'immigrazione. Fassino è persona che dice sì oppure no con grande chiarezza; non ha in mente altro che l'interesse pubblico e non quelli di partito e di bassa politica. Perciò gli ho chiesto direttamente quale sia la sua posizione in proposito.

    Mi ha detto: 1) il "respingimento" è consentito dall'Unione europea. 2) Fu sperimentato con successo per stroncare il traffico di persone in provenienza dall'Albania. 3) L'Albania era sotto controllo della Nato e in particolare dell'Italia. 4) La situazione con la Libia è completamente diversa. 5) I centri di raccolta libici dovrebbero esser messi sotto controllo internazionale; riportare il popolo dei barconi in quei centri significa riconsegnarli ad un sistema di vessazioni crudeli. 6) Il governo italiano dovrebbe chiedere a quello libico un diritto di ispezione dei centri e condizionare a quel diritto l'erogazione delle risorse finanziarie che l'Italia ha promesso alla Libia.

    Infine Fassino ha aperto un altro capitolo che a me pare di grande importanza: qual è la politica del governo italiano verso gli immigrati regolari che da anni vivono e lavorano nel nostro paese? è una politica di accoglienza e di integrazione o invece è il suo contrario?

    * * *

    Quella politica in realtà è un altro ostacolo enorme che si frappone al raggiungimento d'un equilibrio sull'intera questione dell'immigrazione e della sicurezza.

    Gli immigrati regolari sono oggi 4 milioni di persone ai quali vanno aggiunti i cittadini europei provenienti dall'Est (romeni, polacchi, ungheresi eccetera).

    Le previsioni sui flussi e sulla demografia ci dicono che tra dieci anni gli immigrati "regolari" saranno il 10 per cento dei residenti in Italia. Nel 2020 saranno il 15. Più o meno in tutta Europa sarà quello (e anche più) il livello degli immigrati e figli di immigrati. L'Italia, come già la Francia e la Gran Bretagna, sarà un paese multietnico, multiculturale, multireligioso. Non è un'opinione, è un fatto ed esiste già ora.

    Ha ragione Fassino di porre il problema: qual è la nostra politica per gestire questo fenomeno? Del resto anche Fini la pensa allo stesso modo e pone le stesse domande.

    Il premier ha già risposto: l'Italia non è un paese multietnico, il governo non vuole che lo diventi e non lo diventerà. Infatti le leggi in corso di approvazione ed il modo con le quali sono già preventivamente fin da ora gestite va nella direzione voluta da Berlusconi, Maroni e naturalmente Bossi.

    Il risultato sarà questo: l'estensione della cittadinanza sarà sempre più lenta e contrastata; l'accoglienza istituzionale incerta e insoddisfacente; i rapporti tra le comunità di immigrati e i cittadini italiani saranno di diffidenza e non di integrazione, specie nelle zone di più intensa presenza cioè nel centro nord, la parte più ricca e produttiva del paese.

    Questa situazione è quanto di peggio ci si prepara.

    Non serve a nulla inseguire su questo terreno leghisti e berluscones. A questa deriva bisogna opporsi, tutelando la sicurezza, non soffiando sulla paura, denunciando il mancato rispetto dei diritti civili nei paesi di provenienza a cominciare dalla Libia. Infine coinvolgendo l'Unione europea in una politica europea dell'immigrazione. Si può fare, però sembra un sogno ad occhi aperti.
    (17 maggio 2009)

    La guerra dichiarata al nemico migrante - cronaca - Repubblica.it
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  2. #2
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    74,974
     Likes dati
    2,839
     Like avuti
    10,463
    Mentioned
    218 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Nonostante Scalfari

    15 maggio 2009
    La Turchia apre un ufficio a Bruxelles incaricato "ad educare l'Europa" sull'islam

    Apertura di un nuovo ufficio degli affari religiosi che lavorerà a dissipare i malintesi sull'islam in Europa (fonte: Dunya Gazetesy)
    La direzione degli affari religiosi della Turchia aprirà il mese prossimo a Bruxelles, e sarà incaricata di sensibilizzare l'Europa sull'islam, conformemente ad una decisione presa nel corso della visita del 2005 del papa Benedetto XVI in Turchia. Nel corso della visita, si era deciso che la presenza della Turchia in Europa, è la prova della possibilità di una coesistenza pacifica tra l'islam ed il cristianesimo.
    Si è anche concluso che la Turchia, con il suo stato laico e la sua identità musulmana, potrebbe essere un buon riferimento per i musulmani che vivono in Europa. Per bloccare gli sforzi di alcuni che mirano a seminare il malinteso sull'islam ed attizzare l' islamofobia sul continente (europeo), la direzione ha deciso di aprire un ufficio nella capitale europea.
    Questa decisione è stata anche sostenuta dal papa. È da sperare che l'ufficio ricambierà gli sforzi di quelli che mirano ad attizzare l' islamofobia. La concretizzazione del progetto è stata accelerata grazie all'intervento dell'alleanza delle civilizzazioni, copresieduta dal primo ministro Recep Tayyip Erdogan ed il suo omologo spagnolo, Jose Luis Rodriguez Zapatero.
    L'ufficio, che funzionerà come un centro di ricerca, sarà aperto dal direttore Ali Bardakokoğlu. La creazione dell'ufficio è stata seguita da vicino e sostenuta dall'Unione europea.Visando soprattutto i Turchi che vivono in Europa, l'ufficio organizzerà anche attività di dialogo interreligioso. Cinque segretari e 30 teologi saranno impiegati a Bruxelles, a tale scopo.

    Fonte: Jihad Watch

    Scettico
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #3
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    74,974
     Likes dati
    2,839
     Like avuti
    10,463
    Mentioned
    218 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Nonostante Scalfari





    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  4. #4
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    74,974
     Likes dati
    2,839
     Like avuti
    10,463
    Mentioned
    218 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Nonostante Scalfari


    Tutte le culture sono uguali.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  5. #5
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    74,974
     Likes dati
    2,839
     Like avuti
    10,463
    Mentioned
    218 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Nonostante Scalfari

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  6. #6
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    74,974
     Likes dati
    2,839
     Like avuti
    10,463
    Mentioned
    218 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Nonostante Scalfari

    13 maggio 2009
    Mauritania: Le vittime di stupro finiscono… in prigione!

    L'organizzazione WLMUL (Women living Under Muslim Laws, cioé (donne sotto la legge musulmana) denuncia le ingiustizie di cui sono vittime le donne in terra d'islam. I diritti delle donne sono regolarmente ridicolizzati in Mauritania dove l'islam, religione ufficiale, è praticata dal 99% della popolazione.

    Le donne della Mauritania che portano reclamo per aggressione sessuale si espongono al rischio di essere imprigionate a causa delle leggi mal definite e di un fenomeno di stigmatizzazione, che fanno portare alle vittime la responsabilità del crimine.
    Lo stupro resta un argomento tabù in Mauritania, a tal punto che non è abbordato nella legge e che la parola non appare in alcun documento governativo, secondo l'Associazione mauritaniana per la salute della madre e del bambino, un'organizzazione non governamentale (ONG) con piede a Nouakchott, la capitale. "Il problema, per discriminalizzare la vittima, è che, la legge non definisce lo stupro. Come punire gli aggressori se il crimine stesso non è stato chiarito? ''si interroga Bilal Ould Dick, consulente giuridico dell'associazione.
    Per fare riferimento alle violenze sessuali nei loro documenti ufficiali, il ministero della sanità usa il termine di "ferite'', ed il ministero degli affari sociali, dell'infanzia e della famiglia, quello di "violenze domestiche'', secondo Zeinebou Mint Taleb, presidente dell'associazione.
    Onore
    Aminetou (un pseudo-nome), 22 anni, ha spiegato a IRIN che la polizia l' aveva accusata di non avere alcun onore dopo avere riportato loro che era stata violentata, una notte,in casa sua, da uno sconosciuto. " I poliziotti mi hanno detto che se io (non ero stata consentente) a dare (la mia verginità), non avrebbero potuto prenderla da soli''. A 22 anni, ha perso il suo onore, ha smesso di seguire il suo programma di formazione d'informatica, e non può più sposarsi perché ha tentato di portare reclamo, dice.
    "Nessuno mi vuole più. Nella mia comunità, pensano semplicemente che mi piace il sesso e che per avere peccato così, io merito di perdere tutto'', ha dichiarato.
    Delitto sessuale
    Secondo il dott. Dick, due solo due articoli di legge proibiscono un atto sessuale: i rapporti sessuali fuori matrimonio. È per questo che, ha spiegato, un buon numero di vittime presunte di stupro sono accusato di avere infranto la legge. "La (donna) sarà accusata e sancita anziché essere protetta dalla legge. ''
    La situazione è ancora più grave per le donne incinte, ha proseguito, essendo la gravidanza considerata come la "prova'' della loro colpabilità. Sette donne sono state imprigionate nel 2009 per avere infranto la legge contro i rapporti sessuali fuori matrimonio, dopo avere tentato di denunciare i loro presunti aggressori, secondo l'Associazione mauritaniana per la salute della madre e del bambino.
    Secondo la signora Taleb, presidente dell'ONG, quando degli uomini sono interrogati o prigionieri, sono rapidamente rilasciati "in mancanza di prove''. Matty Mint Doide del ministero degli affari sociali, dell'infanzia e della famiglia, ha spiegato a IRIN che il governo rivedeva attualmente il codice penale per definire e proibire lo stupro, e "applicare le convenzioni internazionali afferenti (contro la violenza sessuale) ''. Fra le convenzioni contro le violenze sessuali e sessiste: la convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne, e la convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o che degradanti.
    Mohamed Lemine Ould Dadde, commissario ai diritti dell'uomo, ha dichiarato a IRIN che il governo si era impegnato a difendere i diritti della donna. Ha negato che tentando di dare l'allarme alle autorità, le donne della Mauritania erano ingiustamente rese colpevoli delle violenze sessuali che avevano subito, ed hanno spiegato che, come tutti i paesi, la Mauritania cercava di incoraggiare le vittime a manifestarsi.
    Da 2003,430 casi di violenza sessuale sono stati dichiarati in Mauritania, contro 28.000 casi di violenze domestiche, secondo il governo. Le vittime hanno portato reclamo soltanto nel 20 per - cento dei casi, secondo il ministero degli affari sociali.
    Eyer Chaim dell'Associazione mauritaniana per la salute della madre e del bambino, lavora al commissariato di polizia di Nouakchott, nell'ambito della cellula di lotta contro i crimini contro i bambini; secondo lui, il numero di vittime reale è molto più importante che non lo mostrino i registri pubblici. "Ho conosciuto tante vittime che hanno rifiutato di dare l'allarme alla polizia o andare a farsi curare. Preferiscono soffrire in silenzio per nascondere la loro vergogna in una Comunità dove i pettegolezzi non mancano. ''
    Nourra Mint Semane giornalista della regione, ha spiegato a IRIN che era difficile parlare di stupro, apertamente, in Mauritania. "I miei programmi radiofonici sono censurati quando parlo di storie di stupro. Per la società mauritaniana, lo stupro è una vergogna che deve essere sepolta e colei che si considera come prima criminale, è la vittima stessa. ''

    Fonte: wluml

    Scettico
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 

Discussioni Simili

  1. L'immodestia di Scalfari.
    Di mustang2 nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 17-04-11, 10:27
  2. Camerata Scalfari
    Di Malaparte nel forum Destra Radicale
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 07-09-10, 09:56
  3. Scalfari berlusconiano?
    Di mustang nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 14-11-07, 00:09
  4. Lettera A Scalfari
    Di pietroancona nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 13-07-07, 09:27
  5. La moglie di Scalfari
    Di falcorosso nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 21-01-03, 16:07

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito