



Non credo. Nella mia zona non li ho mai visti. Ma io non frequento le pasticcerie, ogni tanto vado a bere il caffè e guardo i dolci esposti in vetrina.
Molti non li conoscono, se li conoscessero meglio, ne sarebbero già dipendenti. Ovviamente, non parlo di prodotto in scatola. In ogni caso non prendo lontanamente in considerazione l'idea di aprire un esercizio in Italia, sarebbe un'idea fallimentare in partenza, secondo me: troppi esercizi già esistenti, troppe tasse, troppe incertezze ecc. Io sogno la Kärtner Strasse.Non dire niente, i sogni non devono essere pratici.
C’è da dire che i brownies sono abbastanza costosi se fatti con i prodotti di ottima qualità. Farli con il cioccolato scadente e vaniglia di sintesi non ne vale pena. Voglio dire che su brownies non si può risparmiare, ma non si hanno neppure gli scarti, perché si usano sempre gli stessi ingredienti.
Sì. Ma non vuol dire niente, anche l'hamburger lo è e va forte.
I turisti non sono a dieta. Idem per i dipendenti da cioccolato. Poi ci sono i degustatori occasionali. Esistono pure i curiosi.![]()
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”






Dicevi che non hai il pallino degli affari, invece stai mostrandi il contrario, scrivendo queste quattro verita':
1. Aprire un esercizio in Italia sarebbe un fallimento.
2. Kartner Strasse sarebbe un posto ideale, ma con meno capitale pure la Marktstrasse andrebbe benissimo.
3. Le cose americane vendono sempre di piu', anche quando fanno schifo, immagina le buone.
4. Una persona spende di piu' in frivolezze quando e' fuori della sua citta'.
ALLORA, QUALCUNO VUOLE APRIRE QUESTO CONTO CORRENTE? (ho gia' la mano nel portafoglio).


@nordista
Alcune cose le capisco, ma non ho il pallino degli affari. Cioè, ho un sacco di idee, alcune bellissime e fattibilissime ( secondo me), altre folli. Conosco (credo di conoscere) i desideri del cliente perché io stessa sono una cliente molto esigente.
Detto ciò, ti ripeto che io non potrei avere un esercizio tutto mio, innanzitutto perché mi manca l’istruzione, esperienza e tante altre cose. A me piace avere le mani sporchi di cioccolato, non vorrei stare chiusa in ufficio a calcolare i profitti e le spese. Non so farlo e non lo trovo divertente.
Posso anche sbagliare, ma l'idea di aprire una brownieria a Vienna la trovo bella e pure vincente per un’infinità di motivi:
I dolci piacciono a 90% delle persone o ai loro famigliari e amici.
Una browneria sarebbe una novità e ai viennesi le novità piacciono.
Anche i numerosi turisti amano i dolci e quindi spendono. I turisti lo fanno ancora più volentieri, perché spendere fa parte delle vacanze.
Produrre e vendere un solo prodotto è vantaggioso – il cliente viene solo per quel articolo – e pure economico, non ci sono gli sprechi e poi si tratta di un prodotto che si conserva molto bene e relativamente a lungo, perché non ha creme, salse ecc. Non ha neppure conservanti.
Marktstrasse? A Vienna? Dove si trova, in quale distretto? O intendi a Dornbirn? E’ la via centrale, bellissima e piena di bei negozi.![]()
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”




Amo Vienna, ma Dornbirn mi sta più a cuore.
Però se parliamo di affari ( per quel che ne intendo) vince Vienna. Ti spiego perché.
1. Dornbirn ha solo 50mila abitanti.
2. Solo sulla via centrale, Marktstrasse per l'appunto o nelle immediate vicinanze ci sono già diversi esercizi ben avviati, adesso mi vengono in mente almeno 4, poi c'è un baretto dove vendono il cioccolato artigianale molto buono, poi c'è un supermercato bio pieno di dolci, una gelateria.
3. Prima di aprire qualunque cosa devi pensare alla mentalità dei potenziali clienti. Seppur si tratta della regione più ricca dell'Austria, i vorarlberghesi sono molto tradizionalisti, se vai al mercato cittadino trovi molte cose regionali, gli abitanti vogliono avere i prodotti della loro terra: formaggi, ortaggi, frutta, birra, carne. E fanno bene. Perciò non so, Vienna ha più potenziale, secondo me, ma posso anche sbagliare. C'è anche un negozio e bar italiano, va benissimo, c'è sempre gente lì.
Per avere certezze bisogna essere esperti, avere esperienza, conoscere il mercato ecc.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


CarA
a fare cosa metteresti @mary ann sulla Markettenstrasse?
Poi senti, costerà metà capitale, ma penso che la pagano pure metà rispetto alle tariffe ce applicano le colleghe nelle metropoli


1. Per un business del genere basterebbe una citta' di 10,000 abitanti.
2. Il business non potrebbe avere solo brownie ma anche altre cose, che potrei individuare dopo una permanenza sul posto di 2-3 giorni.
3. Ho creato business in piccole citta', la prima di 30,000 abitanti e in citta' di oltre 2 milioni. Tutto e' diverso, nelle grandi citta' c'e piu' burocrazia, le spese per le licenze costano di piu', aspetti di piu' per averle, gli affitti sono molto piu' alti. Ma hai il vantaggio che puoi avere un fatturato piu' alto, puoi lavorare in modo piu' esteso (aprire 24 ore), apire un secono e terzo punto di vendita: tutte cose che credo tu non voglia. Quindi credo che tu sia piu' adatta a Dornbirn che a Vienna.
Per me e' un altra cosa, mi troverei bene pure a Bangkok, che da quello che dici non ci staresti neppure da morta.
4. Nel business la certezza non esiste, nessuno ce l'ha. Il business e' rischiare, e il rischiare e' vivere.