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    Predefinito Se Polanski fosse stato un cardinale

    Roman. L'autore di Frantic” e del “Pianista” può lasciare lo chalet di Gstaad dove viveva dal 4 dicembre. Perez Hilton, il re del gossip Usa, commenta: «Un altro pedofilo in giro per il mondo». In Francia Henry Levy «si dichiara pazzo di gioia». Anche Mitterand contento.



    Il vizio c'è sempre, ma stavolta è solo di forma: Roman Polanski da ieri è un uomo libero perché la Svizzera ha rifiutato l'estradizione agli Stati Uniti. Mentre la Chiesa è scossa dalle accuse di pedofilia, tanto da costringere il Papa a dichiararlo «il pericolo più grave che la inquina dall’interno», la domanda è lecita: se Polanski avesse vestito l'abito talare cosa gli sarebbe successo?

    Invece la Svizzera ha deciso di «dare fiducia» al regista (l'espressione è letterale) perché «non sarebbe mai venuto al festival di Zurigo nel 2009 se non avesse avuto fiducia nel fatto che il viaggio non avrebbe comportato per lui nessun svantaggio legale». E poi «non è possibile escludere con la necessaria certezza che Polanski abbia già scontato la pena per la quale fu allora condannato e che la richiesta di estradizione sia minata da un grave vizio».

    Forza Svizzera, un altro pedofilo è libero di camminare libero nel mondo». Una delle prime reazioni alla notizia che Roman Polanski non sarà estradato negli Stati Uniti per l’accusa di violenza ai danni di una minorenne è stata del seguitissimo blog Perez Hilton. Non è una voce ufficiale né autorevole, ma racconta bene gli umori del Paese, in attesa di reazioni ufficiali. Se le istituzioni americane hanno per ora taciuto, non altrettanto si può dire di quelle della Francia, nazione del quale Polanski è cittadino dopo la grande fuga nel 1978. Il ministro della cultura Frederic Mitterand si è detto «entusiasta per la moglie Emmanuelle Seigner, i suoi figli, gli amici e tutti quelli che lo hanno supportato con dignità e determinazione». Mitterand ha chiuso la sua nota invocando «tranquillità» sulla vicenda.

    Non altrettanto pacato è stato il filosofo Bernard-Herny Levy, che aveva lanciato una petizione per Polanski. Alla Afp ha confessato di essere «pazzo di gioia» per l’amico. Proprio sul sito web di Levy, qualche mese fa, il regista aveva interrotto il suo silenzio sulla vicenda. Aveva usato quelle pagine per criticare il Dipartimento di Giustizia americano e confessare di sentirsi usato dal procuratore di Los Angeles, Steve Cooley, in cerca di visibilità per la sua campagna elettorale a procuratore della California.

    La svolta di ieri ha sorpreso tutti, per primo l’avvocato del regista, Herve Temime: «Non ci aspettavamo questa decisione, ma si tratta di una scelta responsabile». Rischiava grosso Polanski: le autorità svizzere ricevono 200 richieste di estradizione ogni anno e ne respingono soltanto il cinque per cento. In caso di deportazione in America, avrebbe rischiato anche un paio di anni di carcere. Il Los Angeles Times aveva fatto un’inchiesta sulle condanne per lo stesso reato: sesso con un partner minorenne, equiparato dalle leggi dello Stato a uno stupro di fatto. Oggi le pene sono quattro volte più alte rispetto a 33 anni fa, quando il regista è scappato in Francia. In oltre il 70% dei casi, la sentenza del tribunale di L. A. è stata superiore all’anno, anche se molti detrattori invocavano una pena clamorosa, oltre i dieci anni, in virtù dei dettagli della vicenda, come l’uso di un tranquillante per vincere le resistenze di Samantha, e la lunga latitanza.

    Invece è tornato ieri a essere un uomo libero, giusto in tempo per l’ultimo pranzo nello chalet di Gstaad dove era agli arresti domiciliari, sotto cauzione (4,5 milioni di franchi) e sorvegliato da un braccialetto elettronico, che ieri mattina ha smesso di fare bip. La notizia è stata annunciata a Berna da Eveline Widmer-Schlumpf, capo del dipartimento federale di giustizia e polizia. «Polanski dalle 12.30 di oggi può muoversi senza restrizioni e non sarà estradato negli Stati Uniti», ha annunciato. È stata disposta la revoca di tutte le misure restrittive nei confronti del detenuto. Polanski era stato già informato della decisione. Alle 14 un’auto con i vetri scuri ha lasciato la dimora forzata degli ultimi mesi, un’ora dopo un jet privato è decollato dal vicino aeroporto di Saanen.

    Da un punto di vista legale, la Svizzera non aveva facoltà di entrare nel merito del caso Geimer. Poteva non estradare Polanski agli Usa soltanto sulla base di questioni formali. E in effetti ci sono motivazioni tecniche, nel comunicato ufficiale del ministero di giustizia, che si mescolano a un non meglio specificato «interesse nazionale» e a una valutazione sul comportamento tenuto da Polanski durante la sua latitanza.
    «A dispetto di un esame molto accurato dei documenti», gli svizzeri hanno dichiarato di non poter escludere un vizio di forma nella richiesta di estradizione degli Usa, ritenuti non completa e non sufficiente. Prima di volare in Francia, Polanski aveva trascorso 42 giorni in un ospedale psichiatrico. Le autorità elvetiche avevano cercato di stabilire se per quella detenzione non dovesse ritenersi già scontata la pena per il caso Geimer. Come prova, aveva fatto richiesta di interrogare l’allora procuratore Roger Gunson. Permesso non accordato.

    Ma il comunicato va oltre queste considerazioni, e cita la «buona fede» del fuggitivo, che è stato arrestato il 26 settembre del 2009 all’aeroporto di Zurigo, dove era appena arrivato per ritirare un premio alla carriera del festival. Il cineasta era entrato altre volte in Svizzera tra il 2005, quando è stato spiccato il mandato di arresto internazionale, e la cattura, quattro anni dopo, senza il timore di conseguenze penali. Il passaggio più significativo è però quello che cita le conseguenze in termini di «ordine pubblico internazionale», come fonte di ispirazione per la liberazione di Polanski. Parole che non mancheranno di generare polemiche. Non ci sarà però un ricorso ufficiale: gli Stati Uniti non potranno fare appello.

    Polanski aveva lasciato la California l’1 febbraio del 1978, poche ore prima della sentenza definitiva per violenza sessuale. Dalla vittima è stato pubblicamente perdonato già nel 1997. Nel 2003 Samantha è tornata sull’argomento, invocando dalle pagine del Los Angeles Times la chiusura del caso e il permesso al regista di tornare negli Stati Uniti e ritirare l’Oscar. Forse Polanski non riuscirà mai a presentarsi davanti all’Academy, ma difficilmente finirà in prigione. In Francia è al sicuro, farà più attenzione agli Stati che visiterà e in ogni caso altri governi eviteranno accuratamente di trovarsi nella situazione della Svizzera, che dopo l’arresto ha visto il suo sistema penale sotto la lente del mondo intero per mesi.



    Il Riformista
    Ultima modifica di Cuordy; 30-07-10 alle 22:24
    "Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson


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  2. #2
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    Predefinito Rif: Se Polanski fosse stato un cardinale

    Citazione Originariamente Scritto da Cuordileone Visualizza Messaggio
    Roman. L'autore di Frantic” e del “Pianista” può lasciare lo chalet di Gstaad dove viveva dal 4 dicembre. Perez Hilton, il re del gossip Usa, commenta: «Un altro pedofilo in giro per il mondo». In Francia Henry Levy «si dichiara pazzo di gioia». Anche Mitterand contento.



    Mentre la Chiesa è scossa dalle accuse di pedofilia, tanto da costringere il Papa a dichiararlo «il pericolo più grave che la inquina dall’interno», la domanda è lecita: se Polanski avesse vestito l'abito talare cosa gli sarebbe successo?
    C'è anche da dire che la ragazza non era stata affidata a Polanski perchè ne curasse l'educazione e la crescita, e questa è l'aggravante comune per i procedimenti riguardanti gli ecclesiastici,

    inoltre tutta questa vicenda è intrisa di ambiguità fattuali e processuali.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Se Polanski fosse stato un cardinale

    Citazione Originariamente Scritto da PUPO Visualizza Messaggio
    perchè secondo voi sono di meno?? considerato che è da 2000 anni che insidiate i fanciulli che vengono a voi???
    se uno aderisce sinceramente al cattolicesimo non può essere pedofilo, perché il cattolicesimo considera peccato grave la pedofilia. Sarebbe come dire che uno fa il poliziotto per infrangere la legge.
    nell'ateismo invece ogni ateo decide con la propria testa cosa è giusto e sbagliato quindi anche la pedofilia può essere per l'ateo una attività come un'altra.
    stando cosi le cose gia si capisce quale gruppo è veramente ad alto rischio pedofilia.
    Ultima modifica di QUINTO; 31-07-10 alle 17:33
    Diciamo basta alla sinistra dei colpi di Stato e delle menzogne!

  4. #4
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    Predefinito Rif: Se Polanski fosse stato un cardinale

    Citazione Originariamente Scritto da QUINTO Visualizza Messaggio
    se uno aderisce sinceramente al cattolicesimo non può essere pedofilo, perché il cattolicesimo considera peccato grave la pedofilia. Sarebbe come dire che uno fa il poliziotto per infrangere la legge.
    nell'ateismo invece ogni ateo decide con la propria testa cosa è giusto e sbagliato quindi anche la pedofilia può essere per l'ateo una attività come un'altra.
    stando cosi le cose gia si capisce quale gruppo è veramente ad alto rischio pedofilia.
    L'agnosticismo deriva da un sentimento di giustizia morale e scientifica verso le ingiustizie della chiesa,
    pertanto richiamandosi alla giustizia non può ammettere nessuna ingiustizia,
    il Cattolico si concede qualunque peccato e poi si confessa 327:

  5. #5
    ...
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    Predefinito Rif: Se Polanski fosse stato un cardinale

    Citazione Originariamente Scritto da Libertas Visualizza Messaggio
    L'agnosticismo deriva da un sentimento di giustizia morale e scientifica verso le ingiustizie della chiesa,
    pertanto richiamandosi alla giustizia non può ammettere nessuna ingiustizia,
    il Cattolico si concede qualunque peccato e poi si confessa 327:
    Un po' come l'ateo che prima ti frega e poi ti chiede scusa?

    Mi pare chiare che quando un cattolico va in confessionale a confessarsi lo fa - o lo dovrebbe fare - perché prova pentimento, altrimenti sarebbe un'assurdità. Mentre invece un ateo può derubarti, e poi chiederti scusa, senza per questo doversi sentire in obbligo di provare realmente pentimento per ciò che ti ha fatto, dissimulando così un dispiacere che in realtà non prova minimamente.
    "Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson


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    Predefinito Rif: Se Polanski fosse stato un cardinale

    Citazione Originariamente Scritto da Cuordileone Visualizza Messaggio
    Un po' come l'ateo che prima ti frega e poi ti chiede scusa?

    Mi pare chiare che quando un cattolico va in confessionale a confessarsi lo fa - o lo dovrebbe fare - perché prova pentimento, altrimenti sarebbe un'assurdità. Mentre invece un ateo può derubarti, e poi chiederti scusa, senza per questo doversi sentire in obbligo di provare realmente pentimento per ciò che ti ha fatto, dissimulando così un dispiacere che in realtà non prova minimamente.
    essere atei significa rifiuto delle imposture e ricerca della verità,..
    percio gli atei sono meno viziosi e peccatori dei credenti:sofico:
    [B]per mantenere in pace un mondo caratterizzato da ingiuste concentrazioni di ricchezza ed enormi sacche di povertà è necessario trasformare i poveri in zombie con la propaganda e le religioni[/B]

  7. #7
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    Predefinito Rif: Se Polanski fosse stato un cardinale

    Citazione Originariamente Scritto da PUPO Visualizza Messaggio
    essere atei significa rifiuto delle imposture e ricerca della verità,..
    percio gli atei sono meno viziosi e peccatori dei credenti:sofico:
    ostridicolo:ostridicolo:
    Diciamo basta alla sinistra dei colpi di Stato e delle menzogne!

  8. #8
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    Predefinito Rif: Se Polanski fosse stato un cardinale

    Citazione Originariamente Scritto da PUPO Visualizza Messaggio
    essere atei significa rifiuto delle imposture e ricerca della verità,..
    percio gli atei sono meno viziosi e peccatori dei credenti:sofico:
    Quindi se un ateo ritiene che per arrivare alla verità si debba deportare un ebreo ad Auschwitz per usarlo come cavia umana ed analizzarlo, è suo dovere farlo perché la sua famosa coscienza (ricordate il 3d sulla coscienza di Oratio e di Polemiko?) gli dice che va bane così?
    Ultima modifica di Cuordy; 01-08-10 alle 11:39
    "Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson


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  9. #9
    waglione
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    Predefinito Rif: Se Polanski fosse stato un cardinale

    Citazione Originariamente Scritto da QUINTO Visualizza Messaggio
    se uno aderisce sinceramente al cattolicesimo non può essere pedofilo, perché il cattolicesimo considera peccato grave la pedofilia. Sarebbe come dire che uno fa il poliziotto per infrangere la legge.
    nell'ateismo invece ogni ateo decide con la propria testa cosa è giusto e sbagliato quindi anche la pedofilia può essere per l'ateo una attività come un'altra.
    stando cosi le cose gia si capisce quale gruppo è veramente ad alto rischio pedofilia.
    Quindi tu non sei pedofilo solo perchè la tua religione ti dice che è sbagliato?

    Chissà allora di cosa sei capace dopo un quarto di vino o in un momento di debolezza e perdizione.


    Provo orrore per questo tuo modo artificiale di argomentare che ti serve solo a offendere gli atei sui forum, mica a dire realmente come stanno le cose.

    Il quinto comandamento dice non uccidere. Allora a rischio omicidio sono soprattutto gli atei ?

    Non so perchè ti rispondo ancora; persone come te fanno male soprattutto al proprio "gruppo" di appartenenza. Chiediti solo come mai quasi nessuno tra le vecchie glorie di questo forum che conosco da diversi anni, viene dietro ai tuoi ragionamenti assurdi.

  10. #10
    waglione
    Ospite

    Predefinito Rif: Se Polanski fosse stato un cardinale

    Citazione Originariamente Scritto da Cuordileone Visualizza Messaggio

    Mi pare chiare che quando un cattolico va in confessionale a confessarsi lo fa - o lo dovrebbe fare - perché prova pentimento, altrimenti sarebbe un'assurdità. Mentre invece un ateo può derubarti, e poi chiederti scusa, senza per questo doversi sentire in obbligo di provare realmente pentimento per ciò che ti ha fatto, dissimulando così un dispiacere che in realtà non prova minimamente.
    Ma chi vi manda?

 

 
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