Ciao, credo che questo sia il posto giusto per fare una domanda, almeno a giudicare dall'esperienza attiva di certi ambienti in situazioni del genere. Io sono completamente inesperta e avrei bisogno almeno di una indicazione concreta su quello che si può fare.
In un piccolo paesino del Lazio, il solito prefetto ha dato l'ok senza avvisare il comune ne' la comunità, all'apertura di un centro accoglienza in una struttura subaffittata dal proprietario a una associazione tra le tante. Ci sono diversi problemi: la struttura non ha abitabilità ne' attacco fognario, infatti nei giorni scorsi hanno montato i bagni chimici. La struttura non si trova dentro il paese ma in una località dove c'è un consorzio abitativo subito a ridosso dei confini. Nel consorzio ci sono ville singole, sono tutte recintate e le stradine sono private, però non c'è nessun blocco all'accesso del consorzio se non qualche cartello. Parliamo di proprietà di un certo tipo, l'età media dei proprietari è dai 50 anni. A piedi è complicato arrivare al paese, lì nei pressi immediati non ci sono negozi ne' bar ne' locali, ci sono solo le case private. Come si può parlare di integrazione in una situazione simile? Come si regoleranno per gli spostamenti quelli che staranno nel centro? Ci saranno persone che fanno autostop o vanno a piedi per tutte le ore?
Ora gli inquilini del consorzio non sanno che pesci prendere, perché è stato un fulmine a ciel sereno. Sono preoccupati non solo per le condizioni igieniche ma anche per l'organizzazione e la sicurezza. A quanto pare arriverà anche un numero un po' più alto di ospiti rispetto a quello previsto sulle cifre di partenza.
Hanno pensato di organizzare una petizione con le firme dei cittadini da presentare al prefetto, eventualmente anche con la proposta di una struttura diversa ma che dia situazioni più equilibrate sia a quelli del centro di accoglienza che ai cittadini.
Il punto è che non si sa bene se per esempio una petizione con le firme vale anche come protesta per la prefettura. Quante firme devono essere, in che modo si può offrire la sostituzione della struttura avendo questa vinto (non si sa davvero come visti i problemi burocratici e strutturali) una gara d'appalto. Come e a chi eventualmente dimostrare queste irregolarità.
E' davvero frustrante, anche il sindaco ha dovuto alzare le mani. Non è una questione di non volere quelli che andranno nel centro accoglienza, il problema è che si sta mettendo la base per una situazione di degrado che nessuno si merita e non è possibile che non esista un modo per evitare sta cosa.
C'è qualche link che si può leggere, qualcuno ha esperienza, suggerimenti su cosa fare? Qualcuno sa come presumibilmente finirà questa storia, per esempio un centro simile avrà vita breve visto che, cazzo, non ci sono i bagni? Magari è una cosa temporanea? Come si può sapere? Grazie!




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