

Questo è il programma del Partito per il nuovo ordine mondiale: https://forum.termometropolitico.it/...-mondiale.html




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se fisiologicamente lo vedevano, li cervello fisiologicamente vedeva un colore diverso dagli altri. Per quale ragione "culturale" quel colore diverso da rosso, giallo, verde, viola, bianco e nero dovrebbe non avere un nome ?
Secondo me l'errore è nell'interpretazione della lingua piuttosto che altri voli pindarici ben più difficili da spiegare.
Se non ricordo male gli scandinavi, o qualche altro popolo nordico, ha molti termini per descrivere la neve, noi ne abbiamo molti meno ma vediamo le differenze della neve esattamente come loro, solo che per velocità non li descriviamo e quando vogliamo lo facciamo con altri aggettivi a completamento della descrizione piuttosto che avere un termine specifico.
Stessa cosa per il termine amore, i greci avevano molti più termini di noi moderni, noi abbiamo più termini degli anglosassoni, ecc... ma tutti sappiamo benissimo che amare la propria moglie ha implicazioni diverse dall'amare la propria madre, ergo sappiamo benissimo che un uomo inglese che dice a sua madre: "I love you" sente un amore diverso da quando dice la stessa frase a sua moglie !
Se un futuro essere umano applicasse la stessa logica degli autori dell'articolo dovrebbe ipotizzare che in GB non esiste il concetto di bene familiare o di amore carnale.
mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172


E' una questione un po' diversa...
Ad esempio, siccome in italiano non esiste un corrispondente del giapponese "amae", allora è perchè nella nostra cultura non esiste l'amae ? Forse esiste, ma non è codificata, e non è sintetizzata in una parola, perché probabilmente ha una rilevanza diversa, forse trascurabile, rispetto a quella che ha nella cultura giapponese.
Ma se ci pensi, parole che parlano di emozioni e di relazioni tra certi ruoli sociali sono cosa ben diversa da un colore, cioè un elemento esterno alla socialità, che si suppone relativo a un "dato naturale".
Quindi il fatto che diverse culture abbiano vocabolari diversi per la descrizione dei colori, di che che, effettivamente la lettura del mondo è culturale, e prescinde spesso anche molto, da ciò che esiste o meno là fuori
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


Ma sul fatto culturale siamo d'accordo, ma se è questo il punto non capisco perché una notizia del genere abbia qualche interesse, siamo pieni di esempi anche nel mondo moderno, io ho fatto l'esempio della neve, altro oggetto esterno a noi, ma se ne potrebbero fare moltissimi anche con il Giappone o tante altre culture.
Sono convinto che la sensazionalità della notizia sia legata al fatto che questi pensano che gli antichi non vedessero fisicamente il blu. Questa si sarebbe una notizia, peccato che da quanto scrivono non può discendere affatto che non vedessero il blu.
Concludendo: o le loro conclusioni sono vere ma banali o sensazionali ma false.
mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172


boh, io non deduco che sostengano che gli antichi non vedessero il blu.
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità del principio di causalità
Heisenberg,Sul contenuto intuitivo della cinematica e della meccanica nella teoria quantistica,Zeitschrift für Physik,vol.43,n.4,1927,p.172


Regressista amante della pucchiacca.

