
Originariamente Scritto da
THE MATRIX
E dunque, l'ultima frenetica settimana che fa barcollare il governo, svela anche che l'ipotesi elezioni non sembra fra le più ambite. Nemmeno da Fini e i suoi che reputavano insostenibile la situazione per come si era determinata dopo il voto.
E così ecco che tutti si sono sperimentati in ipotesi possibili a seguito della caduta del governo che, forse, per ora, non cade.
Ma intanto ciò che appare chiaro è che non tutti auspicano il voto, anzi, veramente pochi lo invocano.
Perfino nella opposizione che, qualora convinta delle sue tesi e della esperienza fallimentare del governo, dovrebbe vedere le elezioni come la soluzione, ecco che invece, escluso Di Pietro, si mette a fantasticare su ipotesi di governo per .... per non si sa cosa.
Alcuni parlano 'per fare una legge elettorale'. Il ridicolo di tale tesi è che, qualora si mettessero a discutere, non sarebbero d'accordo nemmeno nello stesso partito di quale legge elettorale andare ad approvare. Figurarsi col resto della opposizione e con i finiani.
Sta di fatto che appare evidente che contro il voto sia soprattutto il PD che, in questo momento, sembra essere in mezzo al guado non sapendo se andare di qui o di là e sperando magari in un qualche miracolo che lo tolga dall'incertezza. Probabilmente temono una ulteriore perdita di voti.
No alle elezioni anche dai finiani che, alla prima occasione sembrano propendere per non dare il colpo di grazia. Cosa per altro nota visto che mai si sono discostati dal governo se non nelle dichiarazioni raccolte ed amplificate dai media. Costoro temono di non riuscire a riconfermare, da soli, ciò che ora hanno (forse) consolidato e dhe li rende interessanti.
No alle elezioni anche dagli altri partiti di centro. Un'area improvvisamente iperaffolata, in specie di prime donne, per un numero di voti e di posti che, al momento, non sono quantificabili e che potrebbero lasciare a casa e a becco asciutto un bel pò di persone.
Gli unici che auspicano apertamente le elezioni sono l'IDV, che spera in un incremento ulteriore di voti che renderebbe migliore la sua posizio9ne, e Vendola che, analogamenbte, sogna di far rimettere piede in Parlamento alla sinistra radicale,
Poi ci sono PDL e Lega che sembrano essere in perfetta sintonia: se si va avanti bene altrimenti al voto.
Entrambi non hanno interesse a farsi cuocere a fuoco lento, che è il rischio maggiore che corrono: non aver fatto tante cose e arrivare alle elezioni fra 3 anni indeboliti al massimo.
Ma, in una democrazia i partiti non dovrebbero temere il voto. In specie le opposizioni.