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  1. #1
    Rossobruno cattivone
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    Predefinito I trotskos colpiscono ancora

    NESSUN SOSTEGNO POLITICO A MADURO

    Questo significa allora sostegno politico a Maduro? Per nulla.

    Il governo chavista è il primo responsabile della crisi sociale e della stessa avanzata della destra. Il suo modello economico e sociale è fallito. La sua pretesa di continuare a pagare il debito pubblico al capitale finanziario (70 miliardi negli ultimi tre anni), riducendo parallelamente le importazioni alimentari, concorre alla miseria popolare. La sua volontà di preservare la proprietà privata di quella stessa industria alimentare (Polar) che promuove il sabotaggio economico imboscando prodotti per il mercato nero è complice della crisi. La sua difesa delle banche private copre di fatto l'evasione fiscale e l'esportazione di capitali all'estero, colpendo al cuore la bilancia dei pagamenti.

    Il regime ha tentato di uscire dalla crisi ricercando un dialogo di pacificazione con l'opposizione della MUD, attraverso i canali della diplomazia internazionale (il Vaticano e Zapatero). Ma il risultato è stato quello di agevolare la sua campagna reazionaria. Maduro è giunto persino a ricercare buoni rapporti con la nuova amministrazione Trump, con la donazione di 500.000 dollari per le celebrazioni della investitura del nuovo presidente USA attraverso la PDSVA. Ma il risultato è il pubblico sostegno di Trump alla mobilitazione della MUD nel nome improbabile della libertà.

    Di fronte al vicolo cieco del regime, di fronte alle crepe interne al chavismo che minacciano la sua tenuta, Maduro ha cercato nell'ultima fase una soluzione bonapartista alla crisi, in più direzioni. Prima col tentativo di attribuire i poteri parlamentari alla Corte Costituzionale controllata dal chavismo, tentativo bloccato da settori chavisti della magistratura (Luisa Ortega) e alla fine revocato. Poi con il lancio pubblico e solenne, nel giorno del primo maggio, di una “costituente operaia, veramente operaia” per ridisegnare la costituzione del '99. È il tentativo estremo del chavismo di riattivare la propria base sociale d'appoggio, profondamente incrinata, ma ancora presente in diverse fabbriche e aziende.

    Ma la rivendicazione del potere della classe operaia”in bocca a Maduro ha lo stesso valore che aveva il socialismo del XXI secolo sulla bocca di Chavez. La cosiddetta costituente viene convocata da una Commissione presidenziale guidata dall'attuale ministro dell'educazione (Elías Jaua), sotto il controllo del regime. Alla sua elezione non possono concorrere i partiti, e peraltro diversi partiti della sinistra venezuelana si vedono tuttora privati di un riconoscimento legale. La sua composizione di 500 delegati costituenti vedrebbe per la metà rappresentanti “della classe operaia” designati in realtà dalla burocrazia sindacale chavista (in un contesto in cui le elezioni sindacali nelle aziende sono bloccate per decreto); per l'altra metà da esponenti designati dalle associazioni d'impresa, dalle professioni liberali, da strutture comunali controllate dal chavismo. L'Assemblea costituente “veramente operaia” si riduce dunque a una finzione burocratica, alla ricerca di una collaborazione istituzionale e “patriottica” tra le classi sociali sotto il controllo del regime bolivariano.



    PER UNA MOBILITAZIONE DI CLASSE INDIPENDENTE

    Una reale mobilitazione “veramente operaia” è invece l'unica via per indicare una soluzione progressiva della crisi venezuelana. Ma può svilupparsi solamente in piena autonomia dal regime chavista e in aperta opposizione al governo Maduro.

    La linea della sinistra critica chavista, è finita su un binario morto. È la linea seguita da Marea Socialista (sezione osservatrice del Segretariato Unificato della Quarta Internazionale), che ha rotto col PSUV nel 2015, e, in forme diverse, dal PCV (Partito Comunista Venezuelano) stalinista. Una linea che ha a lungo rivendicato una correzione a sinistra della linea del governo nel nome di un mitologico “chavismo originario”. Questa linea si è scontrata con la natura irriformabile del regime nazionalista, con la sua sua politica organica di subordinazione e irregimentazione del movimento operaio e popolare in funzione della salvaguardia del proprio potere e della collaborazione con la borghesia. Il fatto che sia Marea Socialista sia il PCV si siano visti respingere la semplice richiesta del proprio riconoscimento giuridico come partiti indipendenti dà la misura del loro scacco. Il sostegno critico di Marea Socialista alla linea del dialogo con la MUD con la parola d'ordine delle elezioni esprime una politica insieme codista verso il chavismo ed equivoca di fatto verso la mobilitazione della MUD: una somma di subalternità.

    Una mobilitazione “veramente operaia” richiede invece un programma di lotta indipendente, in aperta contrapposizione alla politica del chavismo come alla mobilitazione della destra. Un programma straordinario di emergenza imposto dalla drammaticità della crisi. Un programma di rottura anticapitalista e antimperialista.


    Scala mobile dei salari, per proteggersi dal carovita. Difesa del lavoro e blocco dei licenziamenti, con l'esproprio sotto controllo dei lavoratori di tutte le aziende che licenziano. Cessazione immediata del pagamento del debito pubblico al capitale finanziario, per destinare le risorse così risparmiate alla protezione sociale e alimentare. Nazionalizzazione delle banche e loro unificazione in un unica banca pubblica, sotto controllo sociale, per stroncare la fuga dei capitali. Controllo operaio sulla produzione, per il colpire sabotaggio economico. Nazionalizzazione sotto controllo operaio e senza indennizzo dell'industria petrolifera e del commercio con l'estero, per troncare gli artigli della speculazione e della corruzione.
    Senza queste misure di svolta non vi sarà alcuna via d'uscita dalla crisi. Solo una mobilitazione indipendente della classe operaia attorno a questo programma di svolta può ricomporre un blocco sociale alternativo, disgregare il blocco reazionario, capovolgere i rapporti di forza, aprire la via di una alternativa anticapitalista.


    PER UN GOVERNO DEI LAVORATORI BASATO SULLA LORO FORZA

    Questo programma di mobilitazione è inseparabile dall'autorganizzazione democratica di massa.

    Una autorganizzazione “veramente operaia” passa per la rivendicazione di libere elezioni sindacali. Ma anche per la libera elezione nei luoghi di lavoro di consigli di lavoratori, quali strutture di controllo della economia, nel campo della produzione e della distribuzione (innanzitutto oggi dei beni alimentari e dei medicinali), nella prospettiva di un loro coordinamento e centralizzazione su scala nazionale. Un congresso nazionale di delegati eletti nei luoghi di lavoro, a partire dalle fabbriche, può diventare riferimento centrale e punto di aggregazione per più ampi strati di popolazione povera, immiseriti dalla crisi, segnati dalla disperazione, che rischiano oggi di cercare a destra ciò che non trovano a sinistra.

    Un'organizzazione indipendente della classe lavoratrice ha diritto a provvedere alla propria autodifesa, con tutti i mezzi necessari. Anche intervenendo nelle contraddizioni dell'esercito. La destra filoimperialista si rivolge alle gerarchie militari per chiedere loro un golpe reazionario contro Maduro. Maduro cerca di assicurarsi il sostegno fedele dell'apparato militare offrendogli ruolo politico e ricche prebende. Il movimento operaio non può certo fare affidamento sui generali chavisti. Può e deve rivolgersi ai soldati e ai gradi inferiori dell'esercito venezuelano per assicurarsi il loro sostegno contro ogni golpe reazionario, così come contro ogni repressione del regime. Ma può farlo solo sviluppando innanzitutto la propria forza organizzata di massa.

    La prospettiva indipendente di un governo dei lavoratori e delle lavoratrici, basato sulla forza della classe operaia, sulla sua mobilitazione, sulla sua capacità di autodifesa, è l'unica reale prospettiva di svolta per le masse oppresse del Venezuela. Non esistono soluzioni istituzionali progressive della crisi in corso al di fuori di una soluzione socialista.


    LA MATURAZIONE DI UN'AVANGUARDIA DI CLASSE

    La classe operaia venezuelana è oggi prevalentemente passiva e disorientata, sotto il peso della delusione verso il chavismo e della drammatica crisi sociale. È l'aspetto politico più problematico della crisi in corso.

    Ma settori di avanguardia della classe vanno maturando un orientamento nuovo e più avanzato. Sono ad esempio i settori che si sono raccolti attorno alla Plataforma del pueblo en lucha, che rivendica la cessazione del pagamento del debito e la nazionalizzazione dell'industria petrolifera. Questa piattaforma è divenuta un punto di confluenza di ambienti classisti della sinistra e di settori di sinistra del chavismo (Fronte Nazionale Simon Bolivar). Al di là della linea politica errata dei gruppi dirigenti di queste sinistre, emerge un settore della classe operaia che cerca una propria via d'uscita dalla crisi politica e sociale. I marxisti rivoluzionari venezuelani possono sviluppare in questo bacino d'avanguardia un lavoro prezioso di propaganda e agitazione, in funzione della propria politica di raggruppamento e della costruzione del partito rivoluzionario della classe. Che resta in Venezuela, come ovunque, la questione strategica decisiva.

    Marco Ferrando

    Per approfondire la lettura https://www.pclavoratori.it/files/in...=NEWS&oid=5510
    Lottiamo per una giustizia sociale che non sia un favore, ma un diritto - J. D. Perón -

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  2. #2
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    Predefinito Re: I trotskos colpiscono ancora

    Stesso problema, uguale soluzione.
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
    "O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch

  3. #3
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    Predefinito Re: I trotskos colpiscono ancora

    Citazione Originariamente Scritto da Kavalerists Visualizza Messaggio
    Stesso problema, uguale soluzione.
    Non c'è niente da fare. Sono nati per servire.
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  4. #4
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    Predefinito Re: I trotskos colpiscono ancora

    dedicato a ferrando

  5. #5
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    Predefinito Re: I trotskos colpiscono ancora

    non solo ferrando ed il partito comunista dei lavoratori, tutte le altre sette aderenti all'internazionale della vergogna, meglo nota come quarta internazionale, si distinguono per la loro infamia ed il ruolo di quinte colonne del grande capitale, confermando il atto che i trotskisti non sono una corrente del marxismo leninismo, ma sono solo degli infiltrati manovrati dai servizi segeti per distruggere dall'interno i movimnti anticapitalisti.


    questi due articoli che fanno l'apologia di soros, da loro descritto come un filantropo che combatte contro le dittature ed aiuta i migranti a scappare dalle guerre e dalla miseria, ed edichetta come complottisti, fascisti,nazisti e rossobruni tutti coloro che osano criticarlo, naturalmente facendo finta di dimenticare che fino a 15 anni fa i fascisti neppure sapevano chi era soros, e per decenni hanno supportato i golpisti da lui finanziati, solo perché combattevano contro i govrni dei paesi comunisti, sono publicati dalla setta che ipocritamente si fa chiamare sinistra anticapitalista, ma che dovrebbe chiamarsi sinistra in supporto del capitalismo, ed un tempo si chiamava sinistra critica, quelli del manifesto con l'ammucchiata

    https://bresciaanticapitalista.com/2...ttadino-soros/

    https://bresciaanticapitalista.com/2...-george-soros/

  6. #6
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    Predefinito Re: I trotskos colpiscono ancora

    naturalmente questi preti manchati dell'internazionale della vergogna trotskista, sempre pronti a bollare come rossobruni alleati con i fascisti tutti i comunisti e gli anticapitalisti che osano schierarsi contro i vari rivoluzionari colorati in tutto il mondo ed i farabutti come george soros, sono si sancalizzano delle vere alleanze rossobrune, come quelle del Venezuela che giustamente lupo sciolto ha ricordato, dove trotskisti ed anarchici che già nel 2002 parteciparono insieme all'estrema destra nostalgica di pinochet, al colpo di stato contro Chavez organizzato dalla cia e dalla confindustria venezuelana, oggi scendono in piazza a fianco dei golpisti assassini nostalgici di pinochet, che bruciano vivi i cittadini che sostengono il governo, uccidono i medici cubani che erano in Venezuela solo per dare assistenza medica gratuita al popolo, bruciano gli ospedali e gli autobus che servono ai lavoratori proletari per andare a lavorare, le alleanze dell'Ucraina, dove trotskisti ed anarchici hanno partecipato all'euromerdan insieme ai banderisti, ai nazisti ed ai neoliberisti, l'alleanza non ucciale ma di fatto, tra trotskisti, anarchici, verdi con gli eredi delle croci frecciate di jobbik, che pur dichiarandosi antimmigrazionisti, hanno fatto fallire il referndum contro l'immigrazione, invitando all'astensione, ed ora si oppongono alla chiusura dell'università di soros, in questi casi trotskisti ed antifà quacquaraquà tacciono e se quacuno glie li rinfaccia rispondono con insulti ed arrampicamenti sugli specchi

  7. #7
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    Predefinito Re: I trotskos colpiscono ancora

    Citazione Originariamente Scritto da il sommo vegente Visualizza Messaggio
    non solo ferrando ed il partito comunista dei lavoratori, tutte le altre sette aderenti all'internazionale della vergogna, meglo nota come quarta internazionale, si distinguono per la loro infamia ed il ruolo di quinte colonne del grande capitale, confermando il atto che i trotskisti non sono una corrente del marxismo leninismo, ma sono solo degli infiltrati manovrati dai servizi segeti per distruggere dall'interno i movimnti anticapitalisti.


    questi due articoli che fanno l'apologia di soros, da loro descritto come un filantropo che combatte contro le dittature ed aiuta i migranti a scappare dalle guerre e dalla miseria, ed edichetta come complottisti, fascisti,nazisti e rossobruni tutti coloro che osano criticarlo, naturalmente facendo finta di dimenticare che fino a 15 anni fa i fascisti neppure sapevano chi era soros, e per decenni hanno supportato i golpisti da lui finanziati, solo perché combattevano contro i govrni dei paesi comunisti, sono publicati dalla setta che ipocritamente si fa chiamare sinistra anticapitalista, ma che dovrebbe chiamarsi sinistra in supporto del capitalismo, ed un tempo si chiamava sinistra critica, quelli del manifesto con l'ammucchiata

    https://bresciaanticapitalista.com/2...ttadino-soros/

    https://bresciaanticapitalista.com/2...-george-soros/
    Pienamente d'accord! I trotskisti sono manovrati dall'alta finanza e dall'intelligence USA. Hanno SEMPRE tentato di sbarrare il passo agli autentici governi socialisti e/o anticapitalisti, tirando in ballo le loro idiote teorie sullo "stato operaio degenerato" o sul "neobonapartismo".

    Oltre ai trotskos, ma anche tu l'hai scritto, bisogna liberarsi da anarchici e rimasugli dell'autonomia.

    Per me vanno bene solo i marxisti-leninisti, nelle loro varie declinazioni, i socialisti del XXI secolo e quei teorici che hanno cercato, coraggiosamente e onestamente, di attualizzare talune idee di Marx e di Lenin (penso a Preve).
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  8. #8
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    Predefinito Re: I trotskos colpiscono ancora

    Fermo restando che il concetto di bonapartismo non l'hanno certo inventato loro.
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