









comunque questo differenziale di conflittualità politica fra i Novanta-Duemila e i Sessanta-Settanta è imbarazzante, sembra quasi che più concedi alle classi subalterne più vogliono prendersi (ed è bastata una marcia dei quarantamila a che il rumoreggiare operaio cominciasse ad ammutolirsi; sempre posto che sono i processi storici obiettivi e non questo o quel fatto specifico)






si sta parlando del fatto biologico che sul lungo termine siamo tutti morti, solo che questa volta sei tu additare spauracchi lontani che dovrebbero dissuadere (anziché magari sfidare "fatevi avanti, ché è dagli anni che avrebbero dovuto essere di pace sociale che non vediamo centinaia di omicidi politici a catena")


Keynes non diceva che nel lungo periodo saremo tutti morti per quel che riguarda il biologico, ma per l'aspetto economico.
Detto questo: il fatto che tra trenta, quaranta, cinquanta anni tu ed io saremo morti non credo ci impedisca di preoccuparci di figli, nipoti e futuri congiunti (non ti dico di tutta l'umanità, che sennò scommetto che la cosa non ti piacerebbe).
C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".


non voglio insistere ma la boutade keynesiana vuol dire proprio "non stare a rompermi con lo spauracchio di minacciose conseguenze future [come la stagflazione che per il keynesismo non avrebbe dovuto esistere e poi è arrivata] ché alla lunga manco ci saremo più e a noi interessa vedere i soldi adesso"